Un'idea, *Rumore di Acque*, che, nella sua ultima replica siciliana nell'ambito del Circuito Epicarmo, diventa contemporaneo nel senso più stringente del termine. Anzi, alla luce dell'inesauribile teoria di tragedie che ogni giorno riportano le cronache, lo spettacolo è un vero e proprio pugno nello stomaco che, dopo il dolore iniziale, lascia spazio a crude riflessioni.
In scena, a dare corpo al monologo, è Alessandro Renda. Ma sono tante le voci che, indirettamente, animano il racconto: dei disperati e dei loro carnefici, dei traghettati e dei traghettatori, dei dirigenti e del loro capo, un fantomatico ministro dell'Inferno al quale il generale comunica certosinamente l'andamento delle cose in quell'isola abitata da un solo essere umano e dai tanti spiriti dei morti. Quelli che "vi accogliamo tutti", perché nel nome della "politica dell'accoglienza", "non respingiamo nessuno.... Ogni numero, un versamento in banca". Altra voce narrante è la musica dei siciliani Fratelli Mancuso, in controcanto e in assonanza con Renda.
*Rumore di acque* è un progetto biennale, creato per volontà del vescovo di Mazara del Vallo, che ha visto la partecipazione di giovani delle comunità straniere all'interno di un laboratorio curato dal Circuito Epicarmo sui temi dell'emigrazione e dell'integrazione. Lo spettacolo ha preso poi una forma professionale, che è quella attuale, debuttando nel 2010 al Teatro Rasi di Ravenna nell'ambito del "Ravenna Festival". Lo spettacolo fa parte del "Trittico di Mazara", che dopo *Cercatori di tracce** (*da Sofocle) e *Rumore
di Acque* presenterà *Satiri danzanti* (titolo provvisorio), un film documentario di Alessandro Renda che intreccerà il racconto del lungo dialogo tra le due sponde del Canale di Sicilia con il "viaggio" poetico del Teatro delle Albe.
A portare per la prima volta in Sicilia, e a Lampedusa, *Rumore di acque* è stato il Circuito Epicarmo diretto da *Filippo Amoroso*. Il cartellone si chiuderà il 25 settembre con *La nascita della tragedia* a Palermo (debutto il 22 a Catania), preceduto da *Le donne di Bellini* al Teatro Antico di Tindari.**