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FICARRA - Che bella l'idea di "Teatro Aperto"

Locandina-ficarra-teatro-aperto-web-02E LA "FATA SVAGATA" DA SEMPLICE LOGO DIVENTA REALTà ONIRICA E FANTASTICA...



Alle tante, interessanti iniziative che il Comune di Ficarra ogni anno propone nell’ambito dell’estate, quest’anno se ne è aggiunta una che vuole rappresentare “l’anno zero” di un progetto teatral-musicale e che prende il  nome di “FICARRA, TEATRO APERTO”.

Questo “logo”, quanto mai appropriato date le caratteristiche urbanistiche e architettoniche del piccolo e noto centro nebroideo,ricco di angoli antichi e pieni di storia, sottintende alla produzione di uno spettacolo itinerante che, ogni anno, si svolgerà in un quartiere sempre diverso del paese.

Se è quasi ovvio dire che ciò serve alla promozione e alla valorizzazione di Ficarra e dei suoi luoghi, meno ovvio è pensare che l’attuale Storia del centro segue il comune destino di tanti altri centri della zona con una analoga, antica storia di civiltà, di arte e di cultura colta e popolare: paesi che, nell’era della globalizzazione più selvaggia, tendono a essere dimenticati, implodere e scomparire perché fuori dai grandi circuiti economici e commerciali.

Locandina-ficarra-teatro-aperto-webEcco, allora, l’invenzione di “FICARRA, TEATRO APERTO” e della prima produzione di questo Marchio: LA FATA SVAGATA.

Il pubblico, già in Piazza Umberto I per la Sagra del Panino, alle ore 21.00, è stato "guidato" dsu un percorso “magico” pieno di sorprese attraverso gli antichi quartieri Zinzolo e Casalotto dove il sottile gioco tra favola, danza e teatroha dato forma alla luce delle candele che contrappuntavano tutto il percorso fino alla bellissima Chiesa del Carmelo. Qui, lungo le scalinate di antica pietra arenaria, cantate anche dal grande poeta Lucio Piccolo si è fluidificato un mondo fatto di pittura, musica popolare siciliana, danza, teatro e letteratura: come se queste pietre, per un breve attimo, partorissero un mondo parallelo a quello quotidiano, fatto di memoria, desiderio, voglia di esserci e di partecipare, di aspirazioni e di sogni.

I testi narrativi erano stati tratti da “Le Città Invisibili” di Italo Calvino.

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