FRATELLI D’ITALIA – Messina allo sbando bisogna ribellarsi

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Lo avevamo previsto ed oggi si è verificato, la città dopo quattro anni riparte da un bilancio capestro e fallimentare. La nota di Franco Tiano,   dirigente provinciale Fratelli d’Italia

Una situazione debitoria ed un disallineamento, che non possono essere cancellati con un colpo di spugna e che emergono in tutta la loro consistenza ad ogni ciclo contabile, non consentendo di collegare il nuovo esercizio finanziaria alle annualità precedenti. Le partite del bilancio comunale, per logica, tecnica ed aspetti legali, non possono essere artatamente o virtuosamente trasformate nel tempo. Sono necessarie una politica di tagli agli sprechi ed un consistente introito di somme capace di sopperire alle necessità primarie e nel contempo il recupero, attraverso il risparmio, di economie da utilizzare esclusivamente per sanare i debiti. Invece E’ già tanto se si riesce a bilanciare le entrate e le uscite, ma di fatto nemmeno in questo l’amministrazione è stata virtuosa. Messina è in ginocchio, privata di servizi, assoggettata alle diverse criticità economiche e socio ambientali e mantiene il proprio status di città dissestata ed a rischio default, come lo era ad inizio mandato dell’amministrazione Accorintiana. In più viviamo con un rischio igienico sanitario esponenziale, la raccolta dei rifiuti è saltuaria, i cassonetti rimasti corrosi dal tempo e gli impianti sprovvisti di presidi di sicurezza, di mezzi e di strutture adeguate. Erbacce ovunque e micro crisi idriche in ogni quartiere. Soprattutto sentiamo maggiormente la stagnazione della produttività locale, che ha determinato l’impoverimento della classa media e la perdita di fiducia da parte dei cittadini. Messina si presenta come un Clochard, messa a tappate, mortificata e priva di ogni cura. In uno stato confusionale che soltanto l’amore dei cittadini ed una rivoluzione programmatica, con serie proposte di sviluppo, possono riportarla in salute. Messina non ha bisogno di uno specialista oltre Stretto o di un virtuosismo contabile. Ha bisogno di essere amata, protetta, difesa e curata. Sono necessari programmi di riqualificazione ambientale, di politiche d’investimento. E’ il momento che i cittadini non si tirino indietro, non rimangano a guardare indifesi, non lasciano che le sorti della città rimangano in mano a chi ha avuto delle possibilità e li ha sprecate. In questi quattro anni abbiamo importato miseria, abbiamo accolto gli emigrati in modo disumano e spesso disattendendo le norme. Soltanto di oggi la notizia dello sbarco di altre due migliaia. Lo Stato, la disattenzione della Regione e del nostro primo cittadino, ci hanno tolto quello che rimaneva di produttivo. Il PONTE che ci avrebbe immediatamente spinto fuori dalla crisi occupazionale, l’Autorità Portuale che è stata accorpata a Gioia Tauro, progetto che non abbiamo creduto dall’inizio, denunciandone le criticità che oggi sono manifestate attraverso le proteste dei lavoratori del Porto di Gioia Tauro. L’unica vero passo in avanti lo possono determinare i cittadini. Protestando contro chi ci ha governato male, chi ci ha dimenticati per coltivare i propri orticelli e contro una Amministrazione che ci ha svenduti in cambio di palcoscenici mediatici. Scendiamo in piazza per il Ponte, per L’Autorità Portuale, per i nostri Ospedali, per la rete idrica, per i servizi, per la mancanza di strutture ed infrastrutture. Facciamo sentire alta la nostra presenza. La politica è attenta alle dinamiche delle prossime competizioni elettorali, pensano ai nomi ed alle strategie, senza comprendere che a noi serve ben altro. Disoccupati, precari, giovani laureati e liberi cittadini, se non ci mettiamo la faccia e difendiamo la nostra terra, nessuno avrà interesse di sentire le nostre buone ragioni e Messina, continuerà a vivere di padrini e padroni, di porta borse ed in ambiente inquinato. “Se vogliamo ottenere qualcosa bisogna lottare in modo civile e risoluto. Aspettare che qualcuno lo faccia per noi è un sogno non una concreta possibilità”.

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