PRC – Messina migranti, cosa sta succedendo?

logo_prcMartedì 30 agosto è arrivata la nave dell’unità marina “Virginio Fasan”, con 1159 migranti salvati in strisce di mare nordafricano durante la scorsa settimana.

 

E’ la prima volta che giunge a Messina una nave con un numero così ingente. Ma è anche la prima volta, dopo più di dieci giorni di silenzio nel mar Mediterraneo, tanto da far sognare la fine degli sbarchi e l’inizio di una politica di ingressi e di accessi umani e inclusivi, che i migranti rimangono sulla nave e scendono a piccoli gruppi. Di fronte a tutto ciò ci si chiede cosa sta succedendo. E’ vero che in questi giorni nei vari porti siciliani i numeri si sono attestati sui mille per ogni porto e ci potrebbe anche essere un problema organizzativo che può far tardare di alcune ore lo sbarco. Ma a Messina fino a stamattina, 1° settembre, il terzo giorno, le persone sulla nave sono ancora centinaia e la macchina tanto oleata delle varie organizzazioni presenti sul molo era ferma e in attesa. Non vorremmo usare parole dure e pesanti, ma ci chiediamo se questo è veramente umano. Tanti uomini che dopo giorni e giorni di mare sono accovacciati sulla nave allo scoperto con le coperte addosso e gli uomini di Frontex che li controllano. E’ un uomo quello che alla vista di noi passanti e attivisti dopo tre giorni è ancora accovacciato sul ponte della nave e che a piccoli passi e barcollando scende dalla scaletta della nave per essere accompagnato da un poliziotto verso uno dei bagni chimici e il poliziotto lo attende fuori?
La macchina super operativa e oleata questa mattina era ancora in attesa con un personale stanco seduto fuori dalle tende e chissà quando, ma appena questi uomini scenderanno dalla nave, si metterà in moto quell’infernale meccanismo dell’accoglienza europea.
Il circolo Peppino Impastato del PRC Messina ha sempre seguito con attenzione la situazione dei migranti a Messina. Di fronte a questo nuovo fatto ci chiediamo in maniera preoccupata cosa significhi tutto ciò. Le scelte scellerate dell’UE con il proprio braccio armato italiano rappresentato dal ministro Angelino Alfano non garantiscono niente di buono e l’”emergenza”di questi giorni rimette in campo gli accordi tra EunavforMed e la guardia costiera libica. Le navi cominciano a diventare prigioni. Come predica da mesi Alfano. Andiamo sempre di più verso violazioni diffuse della legalità costituzionale e del diritto internazionale. E il trattenimento dei richiedenti asilo sulla grande nave approdata presso il molo Marconi ci deve porre interrogativi.
Il circolo Peppino Impastato del PRC Messina chiede che al più presto anche al sindaco di questa “città ribelle”, Renato Accorinti, che faccia un comunicato e solleciti questo governo indignandosi di quello che sta accadendo a Messina e chieda le ragioni. Non possiamo accettare di diventare la città complice di rimpatri e di sequestri di uomini.
Noi come forza politica notoriamente ribelle, chiederemo al più presto un incontro al nuovo prefetto che si insedierà il 5 settembre, Francesca Ferrandino. Crediamo che di fronte a questi episodi sia sempre più urgente che si attivi un osservatorio critico su ciò che accade nel porto di Messina durante gli sbarchi. Non è possibile che anche il fatto accaduto in questi giorni, e che noi non vorremmo chiamare “sequestro”, passi inosservato. Per il solo fatto che l’UE sta mettendo in atto politiche di rimpatrio forzato, vedi quello dei 54 sudanesi, verso paesi che non sono sicuri e che riporteranno nelle terribili carceri uomini che cercano la pace e la libertà, dobbiamo accendere i riflettori su questo ultimo sbarco a Messina. Infatti sarà nostra premura portare a conoscenza i nostri parlamentari europei per una approfondita interrogazione parlamentare.

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