THE WALL – 40 anni e non sentirli.. mattone dopo mattone

Mattone dopo mattone, l’album dei Pink Floyd compie oggi 40 anni

Uno degli album più importanti della storia della musica, pubblicato il 30 novembre del 1979, The Wall, , è molto più di una espressione musicale che rese famosi i Pink Floyd e il suo ideatore, il mitico Roger Waters, è una narrazione intima ‘dietro il muro’, una tensione emotiva che attraversa il tempo accomunando intere generazioni intorno agli umori di Pink, le sue tristezze, lo sguardo perso, al suo ribelle muro di follia.

Nonostante l’immensa solitudine, The Wall è l’album più aggressivo dei Pink Floyd, la morbida elettricità delle note accompagna l’urlo di ribellione, racconta la claustrofobia dell’omologazione, oscuro, spigoloso ma anche morbido, tenero, quasi consolatorio. Qui la psichedelia lascia il passo alla fragilità e racconta dietro il muro, senza le “tastiere a tappeto” di Richard Wright, che nelle produzioni precedenti contribuivano a creare sensazioni stranianti ed oniriche. The Wall è il segno della diversità, uno sguardo dentro, un respiro affannato e ribelle.

Dall’album tre anni dopo un film, anche questo di grande successo e respiro, su un mondo che sa essere ostile, che sa piegare con ferocia, che non ammette fragilità. E’ la storia di Pink, in parte anche dello stesso Roger Water, di un padre morto in guerra, travolto dall’incedere marziale di martelli allineati, dalle quartine sul rullante di Nick Mason che rievocano sonorità belliche, la batteria sventagliate di mitragliatrice. E’ la storia di una maestra dispotica, refrattaria ad accogliere le fragilità che spingono forte tra i banchi di scuola, segnando con spietata indifferenza il futuro di piccoli uomini. Pink è anche un continuo sprofondare nel buco profondo delle sostanze, è distanza dagli affetti, madre, moglie, dal mondo che castra il genio, volendolo allineato e composto in una perpetua marcia omologante.

Pink, dietro il muro di Another brick in the wall denuncia: Hey teacher live us kid alone; dal profondo di un’allucina angoscia urla: Daddy what else did you leave for me.

Pink rifiuta il modello, l’allineamento, il programma fissato, la catena di montaggio verso la quale viene spinto. Pink è il graffio di Hey You, una continua sospensione dell’anima, nascosta, sola, chitarre ricamate, distorte, elettronica deformata.

The Wall è molto più che un prodotto musicale di successo e va ben oltre la traccia più conosciuta, Another brick in the wall, è molto più di ‘un altro mattone nel muro’ è un vero e proprio inno alla vita, una vera e propria incitazione alla battaglia, che ha ispirato generazioni ed anche diversi movimenti anarchici nel mondo. Un album amatissimo ma anche censurato, bandito dalle radio nel sud Africa pre Mandela per aver ispirato un gruppo di giovani di colore quando attuarono un boicottaggio a livello nazionale del sistema scolastico.

Il piccolo Pink sogna di bruciare i libri, con loro la cattiva maestra, una fantasia salvifica che rivendica rispetto per l’individualità, una critica feroce verso i cattivi maestri che, ridicolizzando le qualità individuali, modellano le menti con un unico stampo, prefabbricato, quello che più si confà al sistema politico.

Pink è ciascuno di noi.