«E’ un dovere per tutti i cittadini quello di ricordare figure di uomini come Carmelo Jannì e Libero Grassi. Perché dimenticarli, consegnarli all’oblio delle stanche celebrazioni rituali che la politica, spesso collusa, reticente, distratta utilizza per fare passerella, sarebbe come ucciderli due volte».
Lo ha dichiarato il deputato europeo dell’Idv e presidente dell’Associazione familiari vittime di mafia, Sonia Alfano, ce ha aggiunto: «Sono storie, le loro, di grande dignità, di amore vero verso la propria terra e di senso della giustizia che andrebbero raccontate nelle scuole, a partire dalla prime classi, per formare la cultura della legalitànei cittadini di domani».
Carmelo Janni, albergatore, ucciso dalla mafia a Palermo il 28 agosto del 1980, aveva collaborato con la polizia per l’arresto di alcuni mafiosi.
Libero Grassi, titolare dell’azienda tessile “Sigmaâ€Â. Ucciso a Palermo, il 29 agosto 1991, perché si era rifiutato di pagare il pizzo. Furono accusati del delitto i componenti del clan Madonia.