Un caso molto singolare accaduto ad inizio estate in corte d’Appello a Messina.
A Luglio si celebrava a Messina l’udienza di appello nei confronti di 4 soggetti condannati in primo grado dei reati di truffa e ricettazione.
Al termine dell’udienza la Corte d’Appello ne assolveva due, nulla statuendo sugli altri due che per errore non vengono menzionati nel dispositivo.
Solo col deposito delle motivazioni, in questi giorni, si è risolto l’enigma per gli altri due imputati.
Così Giovanni Rinaldo, difeso dagli avvocati Domenico Magistro e Sabrina Ligato (nelle foto sopra), è stato finalmente prosciolto, unitamente a Borgia Biagio Salvatore e a Paterniti Aurelio (che già sapevano l’esito del loro giudizio) e che erano difesi da Laura Todaro e Giuseppe Mancuso.
Amara sorpresa per il quarto del gruppo, risultata l’unico condannato.
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