AEROPORTO DI MESSINA – il “Patto dei 108” supera gli steccati politici
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AEROPORTO DI MESSINA – il “Patto dei 108” supera gli steccati politici

Melita: «Quando parla il territorio, non ci sono colori»

Dopo la crisi di Ferragosto dello scalo catanese, con la ripresa a pieno ritmo dell’attività politica il tema delle infrastrutture e dei collegamenti torna al centro del dibattito e l’ipotesi di un aeroporto nella provincia di Messina diventa di pressante attualità.

Non più soltanto una suggestione da rispolverare ciclicamente, ma una questione sulla quale amministratori e rappresentanti istituzionali provano adesso a costruire un fronte territoriale comune. La proposta lanciata dal deputato regionale Calogero Leanza e dal consigliere metropolitano Salvatore Sidoti punta infatti a costruire un fronte comune dei 108 Comuni messinesi. E arriva anche il sostegno di Lucio Melita, significativo proprio perché espresso nonostante le distanze politiche: «Il mio sostegno nasce dal territorio, non dalle appartenenze».

È questo lo spirito del “Patto dei 108 per l’Aeroporto di Messina”.

La proposta lanciata dal deputato regionale Calogero Leanza e dal consigliere metropolitano Salvatore Sidoti punta a costruire un fronte comune dei 108 Comuni messinesi. Lucio Melita sostiene l’iniziativa nonostante le distanze politiche: «Il mio sostegno nasce dal territorio, non dalle appartenenze». L’ipotesi guarda al comprensorio Mela-Milazzo e a uno scalo capace di servire Eolie, Patti, Tindari, Nebrodi e fascia tirrenica.

Un aeroporto per la provincia di Messina. Non più soltanto un’idea periodicamente riportata nel dibattito pubblico, ma una proposta attorno alla quale tentare di costruire un fronte territoriale capace di superare appartenenze, divisioni politiche e campanilismi. È questo lo spirito del “Patto dei 108 per l’Aeroporto di Messina”, iniziativa promossa dal deputato regionale Calogero Leanza e dal consigliere della Città Metropolitana Salvatore Sidoti, assessore e consigliere comunale di Patti.

Una proposta che registra adesso anche il sostegno di Lucio Melita, significativo proprio perché arriva da una posizione politicamente distante da quelle dei due promotori.

«Complimenti all’on. Leanza e al consigliere metropolitano Sidoti per il “Patto dei 108”. Quando un’iniziativa parla davvero al territorio, non ha colore politico: ha solo una direzione, quella giusta», scrive Melita. Il punto centrale della sua riflessione è l’ipotesi di realizzare lo scalo nel comprensorio del Mela-Milazzo, considerato strategico rispetto alla geografia della provincia e soprattutto alla fascia tirrenica.

Per Melita un aeroporto in quest’area sarebbe «molto più di un progetto». Sarebbe una visione capace di incidere sulle prospettive di un territorio che da decenni deve fare i conti con infrastrutture insufficienti, difficoltà nei collegamenti e opportunità di sviluppo non pienamente sfruttate. Uno scalo nel comprensorio potrebbe diventare, sostiene, la porta naturale delle Isole Eolie e un volano per Patti, Tindari, i Nebrodi e l’intero Tirreno messinese, producendo ricadute sulla mobilità dei residenti ma anche su imprese, turismo e occupazione.

Melita colloca l’eventuale aeroporto all’interno di una visione infrastrutturale più ampia, accostandolo ad altre opere ritenute decisive per cambiare le condizioni di accessibilità del territorio: dalla Patti-Taormina al completamento del raddoppio ferroviario Messina-Palermo. Ma è soprattutto il passaggio politico del suo intervento a dare una dimensione ulteriore al dibattito. «Non ho mai condiviso le idee politiche di Sidoti e Leanza, né a Patti né altrove. Le nostre posizioni sono sempre state diverse, spesso opposte. Ma proprio per questo, il mio sostegno oggi vale di più: perché nasce dal territorio, non dalle appartenenze».

Una posizione che finisce per sposare proprio il principio sul quale Leanza e Sidoti intendono costruire il “Patto dei 108”: trasformare l’aeroporto da proposta di una parte a rivendicazione della provincia.

Un patto che parte dai Comuni

Sidoti, presentando l’iniziativa, ha chiarito che non si tratta di un percorso già definito, ma dell’apertura di un confronto.

L’obiettivo è coinvolgere progressivamente consiglieri metropolitani, sindaci e Consigli comunali dei 108 Comuni della provincia, deputati regionali e nazionali, organizzazioni economiche e sociali, associazioni e cittadini.

Il “Patto dei 108” sarebbe dunque una sottoscrizione pubblica e simbolica, senza alcun carattere economico, attraverso la quale chiedere alle istituzioni regionali e nazionali di passare dalla discussione a un percorso concreto.

Leanza e Sidoti partono da un dato: Messina è l’unica Città metropolitana siciliana senza un aeroporto sul proprio territorio, nonostante una geografia turistica che comprende lo Stretto, Taormina, le Eolie, Tindari e i Nebrodi.

I recenti disagi registrati nello scalo di Catania, sottolineano i promotori, non rappresentano la ragione della proposta ma hanno riportato alla luce la fragilità di un sistema nel quale una parte consistente della Sicilia orientale dipende da infrastrutture aeroportuali esterne alla provincia messinese. Da qui anche una precisazione: non si vuole aprire una battaglia contro Catania, Reggio Calabria o altri aeroporti. La prospettiva dichiarata è quella di rafforzare e diversificare il sistema dei trasporti, individuando attraverso studi e dati oggettivi la localizzazione più adeguata dello scalo, la sua sostenibilità economica e ambientale e l’integrazione con ferrovia, autostrada e porti.

La proposta dovrebbe ora passare dalle dichiarazioni agli atti istituzionali.

Leanza e Sidoti intendono predisporre un ordine del giorno comune da sottoporre ai Consigli comunali e chiedere al sindaco metropolitano la convocazione, già nel mese di settembre, di un’assemblea territoriale aperta a Palazzo dei Leoni. Leanza annuncia inoltre un’iniziativa all’Assemblea Regionale Siciliana per sollecitare l’istituzione di un tavolo con Regione, Governo nazionale, Ministero delle Infrastrutture, ENAC e Città Metropolitana, mentre Sidoti porterà il tema all’attenzione del Consiglio metropolitano.

Ed è proprio sul ruolo dei Comuni che Melita insiste, respingendo l’idea che le amministrazioni locali abbiano un peso marginale davanti a una partita infrastrutturale di queste dimensioni.

Chiedere, sollecitare e soprattutto unirsi, secondo Melita, non significa invadere competenze altrui: significa esercitare il ruolo di rappresentanza delle comunità. È forse questo il primo vero banco di prova del “Patto dei 108”. Prima ancora di stabilire dove e come possa nascere un aeroporto, occorrerà capire se 108 Comuni profondamente diversi tra loro saranno realmente capaci di parlare con una voce sola. Melita, almeno su questo punto, ha già scelto da che parte stare: «Quando il territorio si muove, io ci sono. Sempre. E senza tifoserie».

31 Agosto 2026

Autore:

redazione


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