Cronaca

AL GLICINE DI BROLO – “L’Impronta del Bene”: quando i bambini diventano messaggeri di gioia

Una giornata speciale, intensa e piena di emozioni quella vissuta alla Residenza per la Terza Età “Il Glicine” di Brolo, grazie al progetto “L’Impronta del Bene”, che ha visto protagonisti i bambini del gruppo di Comunione e Liberazione della parrocchia San Nicola di Gioiosa Marea.

L’iniziativa ha un valore profondo: un incontro tra generazioni

Un incontro  che spiega Giuliana Scaffidi – animatrice del progetto – che si traduce in un dialogo autentico tra la freschezza dell’infanzia e la saggezza dell’età matura. I piccoli ospiti, con la loro semplicità e spontaneità, hanno portato sorrisi e calore agli anziani residenti, regalando momenti di spensieratezza e tenerezza.

La struttura del Glicine, ormai da tempo, è un vero e proprio luogo di comunità, dove non mancano mai presenze e attività che mettono al centro la persona e le relazioni umane. “La nostra casa è aperta a tutti — spiegano gli operatori — e accoglie chiunque voglia condividere tempo e umanità con i nostri ospiti. La socialità è la nostra cura più preziosa.”

Durante la giornata, i bambini del gruppo, chiamati affettuosamente “I Cavalieri di San Nicola”, hanno presentato un piccolo spettacolo e un video, frutto di un percorso educativo che li accompagnerà per tutto l’inverno. Saranno infatti presenti al Glicine anche nei prossimi mesi, con nuovi incontri e attività pensate per promuovere la solidarietà, l’ascolto e la condivisione.

Dietro il progetto, un messaggio forte e limpido: il valore della presenza e del dono del tempo. Come raccontano i piccoli “Cavalieri”:

“Siamo parte della grande famiglia dei Cavalieri del Graal, un’esperienza educativa nata negli anni Ottanta dal carisma di Don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione. Attraverso il gioco, lo studio, la caritativa e il canto, vogliamo scoprire ciò che ci rende felici: l’amore di Gesù, che dà senso e pienezza alla nostra amicizia e alla vita di ogni giorno.”

Un gesto semplice, ma di enorme valore sociale e umano: bambini che, anziché trascorrere il tempo in modo effimero, scelgono di dedicarsi agli altri, restituendo dignità, attenzione e affetto agli anziani — i “cuccioli del Glicine”, come li chiamano con dolcezza.

Un’esperienza che lascia davvero un’impronta, “l’impronta del bene”, come quella che resta nel cuore di chi dona e di chi riceve.

Redazione Scomunicando.it

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