Categories: Cronaca Regionale

BENITO, BETTINO E FIDEL… sulla Fiat

l’area sociale…….
“Comunichi al senatore Agnelli che nei nuovi stabilimenti Fiat devono esserci comodi e decorosi refettori per gli operai. Gli dica che l’operaio che mangia in fretta e furia vicino alla macchina, non è di questo tempo fascista. Aggiunga che l’uomo non è una macchina adibita ad un’altra macchina”.
Benito Mussolini – telegramma al prefetto di Torino – 16 luglio 1937

Così scriveva il Duce,in tempi non sospetti, lontano da lotte sindacali, da conquiste di diritti e tutele per chi lavorava, tipiche degli anni settanta.

Scriveva da Socialista, lui che prima di diventare capo del Fascismo socialista lo era stato davvero.

Solo riflessioni sul caso Fiat.

Nessuno giudizio sull’imprenditore e sull’imprenditoria, forse fanno solo il loro mestiere in democrazie Thatcheriane.

Su questo si potrebbe dire tanto.

Ma sono imprenditori che farebbero bene a valutare le loro scelte, dopo aver “campato” con i sussidi di quella Nazione che ora ricattano.

Vadano via se vogliono farlo … nessuno è indispensabile.

Pesanti giudizi sul Governo, che mai dovrebbe arrivare al punto di farsi ricattare.

Pollice verso nei confronti di quelle “sinistre” che hanno perso il senso della realtà.

Che confondono il “nemico” con Berlusconi e lì si fermano.

Che amano, giustamente, St. Moritz ma che non sanno come si vive con mille euro al mese nelle grandi città.

Ha fatto bene Vendola ad andare tra gli operai. Almeno è stato chiaro, senza giri di parole, ha fatto la differenza.

Un Governo deve battere i pugni sul tavolo per difendere la dignità dei suoi operai, della sua gente e certamente viene da sorridere pensando che oggi, un Craxi, avrebbe fatto altre scelte, rissose e sanguigne, come a Sigonella, nell’85, quando schierò i carabinieri contro i marines di Regan; trattori e moschetti contro la sesta flotta.

Viene da pensare: “Statalizzare un’azienda”, come Castro perchè no!.

Altri tempi, altri luoghi, altra gente.

Forse ci vorrebbero soltato un pò di palle, di coraggio.

Una scelta  di governo.

Certo oggi e facile minacciare, ricattare, far “votare”, ma forse con un giubbotto antiproiettile sul cachimire sarebbe stato più complesso….

Ma allora la Br sparavano ed eravamo negli anni ottanta, il sindacato era in piazza, il servizo d’ordine pestava, la contrattazione era dura…. ma lo scontro era dignitosamente, politicamente, duramente, corretto….. Lama, Berlinguer, Moro …. altri tempi …. altri Uomini.

Oggi è solo tempo di nani, puttane e saltimbanchi.

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