
Il dibattito sul taglio dei pini nell’area della Villa Comunale di Brolo continua ad animare la discussione pubblica.

Dopo l’intervento del sindaco Giuseppe Laccoto, che ha spiegato le ragioni dell’abbattimento nell’ambito del progetto di riqualificazione da 590 mila euro, arriva la replica dell’ex sindaca Irene Ricciardello, che trasforma le sue iniziali osservazioni in una critica più articolata.
Le preoccupazioni dell’ex sindaca

Ricciardello afferma di aver accolto con «notevole stupore» le reazioni suscitate dalle sue considerazioni sul taglio degli alberi. Se inizialmente si trattava, a suo dire, di semplici riflessioni, dopo le spiegazioni dell’amministrazione diventano «serie preoccupazioni». Secondo quanto riportato dal sindaco, l’abbattimento dei pini sarebbe motivato da problemi strutturali e di sicurezza: le radici avrebbero danneggiato il muro di contenimento e il marciapiede, mentre nelle giornate di vento gli alberi potrebbero rappresentare un rischio. A queste criticità si aggiungerebbero anche problemi igienico-sanitari legati alla presenza dei piccioni.

Ed intato pare che consiglieri d’opposione abbiano chgiesto copie delle relazioni – .
La soluzione individuata dall’amministrazione sarebbe la sostituzione con magnolie alte circa 7,5 metri.
I dubbi

È proprio su questo punto che Ricciardello concentra la sua critica. L’ex sindaca sottolinea come le magnolie abbiano un apparato radicale superficiale ed espansivo, che nel tempo potrebbe provocare problemi simili — se non maggiori — a quelli attribuiti ai pini: sollevamento della pavimentazione, danni ai cordoli e pressioni sui muri di contenimento. Ricciardello richiama inoltre l’attenzione sulle difficoltà legate al trapianto di alberi di grandi dimensioni. Un esemplare alto oltre sette metri, sostiene, potrebbe subire forti stress da trapianto, con il rischio di mortalità della pianta, soprattutto in condizioni climatiche difficili. A questo si aggiunge un ulteriore elemento: una magnolia adulta può raggiungere 15-20 metri di altezza e una chioma larga fino a 8-10 metri, circostanza che richiederebbe nel tempo frequenti interventi di potatura e manutenzione, con costi destinati a incidere sul bilancio comunale.
L’ex sindaca evidenzia anche una questione ambientale più ampia: la perdita di alberi maturi.
Secondo Ricciardello, un nuovo albero impiegherebbe decenni per ricreare l’equilibrio ecologico garantito da una pianta adulta, che non ospita soltanto piccioni ma anche numerose specie di uccelli e piccoli animali.

Ricciardello afferma di non voler alimentare polemiche, ma di chiedere maggiore trasparenza sulle scelte tecniche. In particolare, si domanda se esistano perizie tecniche e agronomiche che abbiano valutato la necessità dell’abbattimento dei pini e auspica che tali documenti possano essere resi pubblici.
L’ex sindaca sottolinea inoltre che, a suo avviso, sarebbero potute essere prese in considerazione soluzioni alternative meno invasive, tra cui: installazione di barriere antiradici; scavi localizzati con taglio selettivo delle radici; potature controllate e interventi di rinforzo dei muri di contenimento
Misure che, secondo la sua posizione, avrebbero potuto preservare gli alberi esistenti.
La posizione del sindaco

Dal canto suo, il sindaco Giuseppe Laccoto difende l’intervento – (vedi articolo di ieri sotto riportato). Il progetto di riqualificazione della villa e di piazza Roma — ha spiegato — mira a rendere l’area «più bella, sicura e fruibile», con nuovi spazi per i bambini e una migliore organizzazione degli ambienti. Il primo cittadino respinge le accuse di allarmismo e ribadisce che la sostituzione dei pini con le magnolie consentirà di mantenere il verde urbano garantendo maggiore sicurezza.
Il web si divide
Intanto il dibattito si è trasferito anche sui social, dove molti cittadini hanno espresso opinioni differenti. Alcuni, la maggior parte, difendono l’importanza degli alberi maturi per l’ombra e la qualità dell’aria, altri chiedono soluzioni alternative per salvare i pini, mentre c’è chi sostiene la necessità di interventi per migliorare sicurezza e decoro.
Tra considerazioni ambientali, proposte tecniche e critiche alla gestione urbana, la vicenda della villa comunale è diventata così un vero tema di discussione pubblica.
Un confronto che dimostra quanto gli spazi verdi urbani siano percepiti come parte della memoria e dell’identità collettiva della comunità di Brolo.
da leggere
la nota integrale di Irene Ricciardello
Con notevole stupore noto che le mie considerazioni di stamattina sul taglio dei pini della villa comunale, hanno suscitato “onorevoli” reazioni.
E se stamani erano semplici considerazioni, adesso, diventano serie preoccupazioni!
Apprendo che si sostituiscono i pini per problemi strutturali e di sicurezza, in quanto le radici hanno danneggiato il muro di contenimento e il marciapiede. Inoltre, i pini, rappresentano un pericolo nelle giornate di vento e, ad abundantiam, ci aggiungiamo i piccioni che creano problemi igienico sanitari…
La sostituzione avverrà nientedimeno che con magnolie di 7,5 metri fuori terra!
Ricordo a me stessa che le magnolie hanno un apparato radicale superficiale ed espansivo; quindi, nel tempo, con certezza, solleveranno la pavimentazione della villa, i cordoli, i marciapiedi e creeranno spinte contro i muri di contenimento, danneggiandoli…
Le magnolie NON sono alberi “a radice profonda”!
C’è da dire poi che il trapianto di un albero di 7,5 metri di altezza comporta fortissime criticità: in primis l’esiguità dell’apparato radicale rispetto alla chioma dopo l’espianto (si può immaginare cosa significhi questo in particolari giornate ventose), il rischio di stress da trapianto per una pianta così grande (che si traduce in un elevato rischio di mortalità).
Se si pensa poi che una magnolia adulta può raggiungere i 15/20 metri di altezza, con una larghezza delle chiome di 8/10 metri, ci si renderà conto che non dovranno mancare frequenti interventi di potatura e manutenzione, che, coi loro costi, andranno ad incidere fortemente e costantemente sul bilancio comunale.
Lascio per ultime le considerazioni sulla fauna e la biodiversità: un nuovo albero impiantato (seppur ad alto fusto) impiegherà 30/50 anni per fornire gli stessi equilibri ecosistemici (che non sono solo piccioni, ma anche tantissime varietà di volatili e piccoli animaletti).
A chi mi taccia di voler fare polemiche e allarmismi, rispondo con semplicità affermando che tutto ciò si sarebbe potuto evitare.
Con meno disfattismo economico ed ambientale.
Intanto mi chiedo, se davvero esistono problemi strutturali, mi piacerebbe leggere le perizie tecnica ed agronomica sull’abbattimento dei pini che saranno state redatte (perché certamente ci saranno dei tecnici che avranno valutato!)
E poi… ma si riesce ad immaginare quanto costerà alla collettività il taglio dei pini e l’impianto di alberi di oltre 7 metri di altezza?
E soprattutto: perché non si sono valutate soluzioni meno invasive e meno costose?
Numerose le alternative: installazioni di barriere antiradici (tra l’altro utilizzatissime nei viali urbani alberati), scavo localizzato con taglio selettivo delle radici problematiche, potature controllate, rinforzo strutturale dei muri di contenimento…
E potrei continuare, ma ormai, purtroppo il danno è fatto!
la prima nota della Ricciardello
Ci sono silenzi che fanno più rumore di una motosega.
Stanno tagliando alberi sani che sfioravano il secolo di vita.
Alberi che hanno visto passare generazioni, estati, giochi, silenzi.
Cadono uno dopo l’altro.
E la cosa più assordante non è il rumore delle motoseghe, ma il silenzio di tutti.
la risposta del sindaco
Sui lavori di riqualificazione della villa comunale di Brolo, interviene il Sindaco Giuseppe Laccoto:
“In queste ore ho letto sui social alcuni interventi sul taglio dei pini nella villa comunale. Comprendo che quando si interviene su un luogo a cui tutti siamo affezionati possano nascere dubbi che non devono, tuttavia, diventare oggetto di mera strumentalizzazione.
Negli anni, questa Amministrazione comunale ha investito molto sulla vivibilità, l’accoglienza e il decoro della villa comunale, che oggi rappresenta un vero punto di riferimento per bambini e famiglie.
Proprio per questo è giusto spiegare con chiarezza le ragioni delle ultime scelte.
L’intervento rientra all’interno di un ulteriore progetto di riqualificazione della villa comunale e di piazza Roma, finanziato con 590 mila euro, che punta a rendere questo spazio ancora più bello, sicuro e fruibile per tutti.
I pini presenti hanno purtroppo provocato negli anni problemi strutturali e di sicurezza: le radici hanno danneggiato il muro di contenimento, la staccionata e il marciapiede. In più, durante le giornate di forte vento, in passato si sono già registrati momenti di apprensione per possibili problemi di stabilità, sia per chi frequenta la Villa sia per passanti. Inoltre la presenza costante di piccioni e lo sporco che si accumula creano criticità igienico-sanitarie, soprattutto in un luogo frequentato quotidianamente da famiglie e bambini.
Ma non stiamo togliendo il verde: lo stiamo sostituendo con una soluzione più sicura e adeguata. Al posto dei pini saranno infatti piantate magnolie alte circa 7,5 metri fuori terra, una scelta che garantisce eleganza, ombra e maggiore sicurezza per l’area.
Il progetto prevede anche nuovi spazi per il gioco dei bambini, grazie allo spostamento della vasca e a una migliore organizzazione degli spazi.
Siamo sempre stati e continueremo ad essere amanti del verde e della nostra villa, ma diciamo no agli allarmismi alimentati in queste ore da esponenti dell’opposizione. Valutiamo i lavori alla fine: sono certo che questo intervento renderà la villa comunale ancora più accogliente e diventerà un luogo ancora più bello da vivere per grandi e bambini.
Il nostro obiettivo resta sempre lo stesso: migliorare la qualità della vita della nostra comunità”.

Il post di Maria Vittoria Cipriano
I pini e il ficus della Villa Comunale, tra gli ultimi alberi rimasti, sembrano avere ormai le ore contate. Il processo di riqualificazione della Villa, previsto con un progetto di 590 mila euro, comincia con il loro abbattimento.
Ogni albero tagliato è un pezzo di paesaggio che scompare, un pezzo di identità che si perde. Di ricchezza e di bellezza.
Articoli
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