È stato inaugurato questa mattina a Brolo il Monumento ai Caduti, restituito al suo splendore originario grazie all’intervento di restauro finanziato dall’Assessorato regionale ai Beni Culturali, supervisionato dalla Soprintendenza di Messina ed eseguito dalla ditta Fedra Restauri. Un’opera che torna a essere simbolo identitario della comunità, riportando alla luce il valore della memoria condivisa.
Alla cerimonia hanno partecipato, insieme ai consiglieri comunali e i rappresentanti della giunta, anche autorità civili, militari e religiose, numerosi cittadini e tutte le scuole.
Presenti, tra gli altri, l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata, il deputato regionale Pino Galluzzo, la dirigente della Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina Stefania Lanuzza, rappresentanti di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Protezione Civile e il parroco don Enzo Caruso.
Molto apprezzata l’esecuzione dell’Inno di Mameli da parte del coro dell’Istituto Comprensivo diretto dal prof. Basilio Pintabona, che ha donato alla cerimonia un forte senso di solennità.
Laccoto: «Oggi celebriamo la pace. Il restauro restituisce dignità a un simbolo della nostra comunità»
Nel suo intervento, il Sindaco Giuseppe Laccoto ha sottolineato il valore civile della giornata, che cade a qualche girno dalle commemorazioni dell’attentato a Nassiriya (il 12 novembre 2003)
«Oggi non celebriamo la guerra, ma la pace e il valore della libertà. Il restauro del Monumento ai Caduti, realizzato negli anni Trenta dallo scultore Michele Amoroso, ci permette di restituire dignità a un simbolo fondamentale della nostra comunità. Ringrazio l’Assessorato ai Beni Culturali per il finanziamento, la Soprintendenza per la supervisione e la ditta Fedra Restauri per l’accurato lavoro svolto.»
Il primo cittadino ha evidenziato come il volto del soldato scolpito rappresenti il sacrificio dei brolesi caduti nei conflitti mondiali:
«A loro va la nostra gratitudine. In un tempo in cui i rumori della guerra non si sono placati, sentiamo ancora più forte il dovere di trasmettere ai giovani il valore della pace.»
L’assessore regionale Elvira Amata, intervenuta alla cerimonia, ha rimarcato il valore educativo e civile del monumento restaurato:
«Questo monumento non è solo un’opera d’arte, ma un richiamo al sacrificio di coloro che hanno dato la vita per la patria, per la libertà e per la democrazia. La libertà è un bene prezioso che dobbiamo difendere ogni giorno, per noi e per le generazioni future.»Amata ha rivolto un pensiero particolare ai giovani presenti:
«Dobbiamo guardare a una comunità fondata su rispetto, amore, solidarietà e fratellanza. È nostro compito vivere questi valori quotidianamente.»
ha evidenziato il ruolo del governo regionale nell’essere vicini alle comunità territoriali sottolineando il valore civile e della conservazione della memoria del monumento restaurato: “il fatto di ricordare la memoria è un fatto importante, però bisogna cercare di lavorare a un futuro in cui non ci siano più monumenti ai caduti delle grandi guerre, perché bisogna cercare la pace” Poi Galluzzo ha espresso un ringraziamento speciale alle forze dell’ordine che ogni giorno si battono affinché ci sia la libertà e giustizia.
L’assessore Nuccio Ricciardello, che ha seguito in prima persona l’iter del restauro, ha espresso la propria gratitudine:
«Ringrazio l’assessore regionale Francesco Scarpinato per la sensibilità mostrata e l’assessore Elvira Amata per l’affetto verso la nostra comunità. Un ringraziamento particolare alla Soprintendenza, alla dott.ssa Lanuzza, al dott. Luigi Giacobbe, alla restauratrice Fedra Sciacca e a tutte le istituzioni militari presenti. Grazie alle scuole, al prof. Pintabona e a tutta l’Amministrazione comunale.»
Ricciardello ha inoltre ricordato il ruolo dell’architetto Spanó, che seguì la fase di finanziamento dell’opera quando era alla guida della Soprintendenza di Messina.
Il milite ignoto è anche cittadino onorario della cittadina. Un riconoscimento che nel 2021 l’amministrazione comunale deliberò in segno di rispetto e riconoscimento per i soldati della Grande Guerra.
Carmelo Castrovinci, cittadino di Brolo, ed attento osservatore della vita sociale della comunità, nel suo noto spazio #pourlaparler, aveva invitato la comunità a partecipare numerosa sottolineando l’importanza del momento:
«È fondamentale ESSERCI – aveva scritto – I nostri concittadini sono morti sulle montagne delle Alpi, nelle steppe della Russia, nelle terre di Grecia. Il loro sacrificio ci ha consegnato la libertà in cui oggi viviamo. Ricordare quanto crudele possa essere una guerra ci impone di fare ogni sforzo per evitarla.»
L’inaugurazione del Monumento ai Caduti non è stata soltanto un’occasione di commemorazione, ma un momento di comunità e di condivisione intergenerazionale. La presenza massiccia dei giovani degli istituti scolastici ha dato un senso di continuità ai valori consegnati dalle generazioni che hanno vissuto gli anni più bui della storia italiana. Con il restauro dell’opera di Michele Amoroso, Brolo rinnova il proprio impegno a custodire la memoria e a trasformarla in un messaggio di pace, responsabilità e partecipazione civica ed anche a riconsegnare alla memoria della storia, l’ultimo “suo figlio” caduto e che nella fretta di erigere il monumento “alla vittoria” era stato dimentica .
Infatti il suo nome mancava sulla lapide. Con il restauro, grazie alla documentazione al tempo raccolta dall’Ufficio Turistico in collaborazione con la famiglia, ora anche Antonino Speziale di Basilio ha trovato un suo spazio nella memoria collettiva condivisa.
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