A Brolo gli aumenti degli oneri di urbanizzazione e del contributo sul costo di costruzione arrivano come un inatteso “regalo di Natale” per cittadini e imprese.
In una nota congiuntra, Giuseppe Miraglia, Sara Ceraolo, Maria Vittoria Cipriano e Maria Rosa Fasolo stigmatizzano questa scelta.
Il Consiglio comunale ha infatti approvato, con i soli voti della maggioranza, l’adeguamento tariffario per l’anno 2025, provvedimento che introduce incrementi rilevanti destinati ad incidere direttamente su famiglie, professionisti e attività economiche.
Una seduta consiliare particolarmente accesa, segnata dal duro confronto tra il sindaco Giuseppe Laccoto e il consigliere comunale Giuseppe Miraglia, durante il quale è emersa con forza una domanda rimasta sospesa tra ironia e polemica:
“Si può emendare o non si può emendare?”
Un interrogativo che, secondo l’opposizione, sintetizza perfettamente il clima del dibattito e le modalità con cui la maggioranza avrebbe gestito il provvedimento.
“Aumenti senza confronto e senza tutele”
A sollevare la questione sono stati i consiglieri comunali di opposizione, che in una nota congiunta parlano di aumenti tariffari significativi, approvati senza un reale confronto in aula e senza alcuna tutela per i cittadini e le attività produttive.
Secondo l’opposizione, la seduta è stata ulteriormente indebolita dalla mancata presenza in aula di esperti e tecnici, elemento che avrebbe impedito un’analisi approfondita degli effetti economici e urbanistici del provvedimento.
“Ancora una volta – affermano i consiglieri di minoranza – il sindaco e l’amministrazione comunale hanno scelto di fare cassa, scaricando l’impatto economico direttamente su cittadini e commercianti, senza valutare soluzioni alternative”.
Uno dei punti più contestati riguarda la mancata possibilità di presentare emendamenti.
I consiglieri di opposizione sostengono che, nonostante la materia fosse chiaramente di competenza del Consiglio comunale, non sia stato consentito alcun intervento correttivo.
“Durante la discussione – ha detto Sara Ceraolo – avevamo delle proposte concrete, ma non ci è stato permesso di presentarle. È stata una scelta politica precisa, che ha impedito qualsiasi possibilità di modulazione, aggiustamento o introduzione di sgravi e incentivi”.
E po i la stessa consigliera d’opposione ha evidenziamo la penalizzazione che a Brolo, con questi aumenti, le giovani coppie che voglio metter su casa o ristrutturala “si penalizza la crescita del paese ed il suo stesso futuro“.
Secondo l’opposizione, l’amministrazione avrebbe potuto spalmare gli aumenti nel tempo, evitando un adeguamento concentrato che, dopo cinque anni, rischia di trasformarsi in una vera e propria ‘supertassa’ per chi sta effettuando o intende effettuare interventi edilizi sul territorio. Una scelta nel tempo, che “grazia” chi ha agito in tali settore nei cinque anni precedenti.
Nel mirino dei consiglieri anche l’applicazione uniforme degli aumenti, senza distinguere tra grandi e piccoli interventi, tra nuova edilizia e recupero del patrimonio esistente.
“Si è scelto – sottolineano – di non sostenere chi investe nella riqualificazione urbana, nell’efficientamento energetico, nel recupero degli immobili o nel rilancio delle piccole attività commerciali e turistiche”.
Una scelta definita “politicamente miope, soprattutto alla luce del fatto che, parallelamente, l’amministrazione discute del nuovo Piano Urbanistico Generale, mentre – secondo Maria Vitto0ria Cipriano – si ignorano le difficoltà economiche reali del territorio”. La stessa da sempre ha sottolinearo che sull’adozione del PUG cìè la necessità di trasparenza, di incontri, di dibattito e di confronto.
Altro elemento critico riguarda il metodo adottato per l’adeguamento tariffario. L’amministrazione, secondo l’opposizione, avrebbe potuto procedere con aggiornamenti annuali, anziché attendere cinque anni, subendo così l’effetto cumulativo dell’aumento degli indici dei prezzi al consumo.
Il Consiglio comunale, ribadiscono i consiglieri di minoranza, avrebbe potuto:
introdurre sgravi mirati;
prevedere incentivi per ristrutturazioni e riuso degli immobili;
sostenere commercio e turismo locale;
governare l’impatto degli aumenti invece di subirlo.
“Nulla di tutto questo è stato fatto”.
Per tutte queste ragioni, l’opposizione annuncia che chiederà formalmente il ritiro della delibera, al fine di riaprire un confronto serio e trasparente in Consiglio comunale.
“Non si tratta di una richiesta strumentale – precisa Giuseppe Miraglia – ma di una necessità per difendere i cittadini, le imprese e il ruolo stesso del Consiglio comunale, che non può essere ridotto a un mero passaggio formale su decisioni già assunte”.
A firmare la posizione congiunta sono i consiglieri comunali di opposizione: Giuseppe Miraglia, Sara Ceraolo, Maria Vittoria Cipriano e Maria Rosa Fasolo.
il documento unitario
Valore strategico della formazione continua per garantire assistenza qualificata, sicurezza delle cure e centralità del…
YACHT CLUB CAPO D’ORLANDO - Eolian Cup, trofeo Franco Costa a fine maggio la 5^…
SANT’AGATA MILITELLO - Rotary Club, presentato il romanzo “Agguato all’ora sesta”
SICILIA - Strutture ricettive: Schillaci (M5S), abrogate le norme regionali che penalizzavano i gestori di…
ARCI ME – “Dalla Nakba al genocidio” incontro di approfondimento sul conflitto israelo-palestinese
BANDO ISI - Oltre 25 milioni di euro destinati a migliorare la sicurezza delle imprese…