CAMERA COMMERCIO – Nasce la Consulta marittina “Consolato del mare Messina”

La Camera di commercio istituisce la Consulta marittima “Consolato del mare Messina”

 Nasce la Consulta marittina “Consolato del mare Messina”. Il Consiglio camerale ne ha approvato la costituzione nel corso della seduta di ieri e oggi si è svolto un primo incontro al Palazzo camerale, alla presenza dell’assessore comunale Dafne Musolino, degli operatori del cluster marittimo, dei rappresentanti della Capitaneria di porto, dei sindacati e delle associazioni di categoria.

«La Consulta nasce per ripristinare il rapporto con tutte le filiere connesse al mare – afferma il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina – attività marittime, portuali, trasportistiche, quelle legate alla cantieristica navale e industriale, ma anche la pesca, la nautica da diporto, la rete dei collegamenti marittimi delle Eolie e tutta quella serie di attività che investe i diversi settori del turismo dell’intera provincia, rafforzando anche il legame con le produzioni dell’entroterra. La provincia di Messina presenta, infatti, all’interno del suo territorio, una serie di infrastrutture, di attività e di presenze imprenditoriali, come i vari distretti turistici evidenziano, che hanno grande attinenza con il mare. E la Camera di commercio intende valorizzare la vocazione marittima messinese, che si estende lungo tutto il territorio provinciale».

«Il mare può offrire ai giovani infinite opportunità di impiego e di iniziative imprenditoriali – aggiunge Blandina – penso al charter nautico, alle costruzioni e alle riparazioni di imbarcazioni da diporto e sportive, alla filiera ittica, al commercio di accessori, all’acquacoltura e a tutto ciò che riguarda il “mondo mare”. La Consulta marittima sarà la sede del confronto di tutti i portatori di interessi dei vari settori e servirà per condividere con attori istituzionali, privati e associazioni di categoria una strategia di sviluppo infrastrutturale, economico-produttivo, occupazionale e culturale. Una strategia che condivideremo anche con l’Autorità di sistema e i governi regionale e nazionale».

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