CAPO D’ORLANDO VERSO IL VOTO – La città cerca un sindaco nuovo? L’appello di Carlos Vinci e il dibattito sui possibili candidati
Dal Palazzo, Fotonotizie, In evidenza, Politica

CAPO D’ORLANDO VERSO IL VOTO – La città cerca un sindaco nuovo? L’appello di Carlos Vinci e il dibattito sui possibili candidati

Manca ancora qualche mese all’apertura ufficiale della campagna elettorale, ma a Capo d’Orlando il confronto politico è già entrato nel vivo.

Tra indiscrezioni, riflessioni e primi ragionamenti sui possibili protagonisti della corsa a Palazzo Europa, cresce una domanda che accomuna cittadini, addetti ai lavori e osservatori: chi (e con chi) guiderà la città nel prossimo quinquennio?

Ad alimentare il dibattito è anche l’intervento di Carlos Vinci, che attraverso una riflessione pubblica lancia un messaggio chiaro: Capo d’Orlando non ha bisogno dell’ennesimo candidato costruito sulle vecchie logiche della politica, ma di un sindaco realmente nuovo, competente e capace di unire la comunità.

“Non serve un altro candidato uguale a quelli già visti. Capo d’Orlando ha bisogno di un volto nuovo, di una persona preparata, onesta e, soprattutto, profondamente innamorata del proprio paese e della sua gente.”

Per Vinci il tema centrale non è soltanto il nome del futuro sindaco, ma soprattutto il metodo con cui amministrare una realtà complessa come quella orlandina.

“La politica non può essere improvvisazione”, sostiene, immaginando un’amministrazione costruita attorno a una squadra di professionisti, imprenditori, tecnici, esperti di turismo, commercio, ambiente, urbanistica, cultura e giovani. Una governance partecipata, nella quale le decisioni siano il risultato della competenza e non degli interessi di parte.

Secondo Vinci, un buon sindaco non deve necessariamente essere esperto in ogni materia, ma deve possedere la capacità più importante: scegliere le persone migliori e metterle nelle condizioni di lavorare insieme per il bene comune.

Chi potrebbe candidarsi?

Nel frattempo, tra le vie della città, nei bar e nelle piazze, i nomi iniziano già a circolare, anche se c’è la spada di Damocle di un eventuale terzo mandato.

Guardando all’attuale amministrazione comunale emergono alcune figure che, almeno teoricamente, potrebbero rappresentare una continuità amministrativa.

Sul fronte della giunta, il nome che inevitabilmente richiama maggiore esperienza è quello del vicesindaco Aldo Sergio Leggio, amministratore di lungo corso che potrebbe ambire al ruolo di primo cittadino, anche se resta da comprendere quale potrebbe essere il perimetro politico di un’eventuale candidatura. Tra i profili più giovani vengono invece osservati con attenzione l’avvocato Salvatore Cirilla, l’artista prestato alla politica Giacomo Miracola e Carmelo Galipò, consigliere comunale e assessore,che non cela quest’ambizione. Tutti amministratori che hanno maturato esperienza negli ultimi anni e che potrebbero rappresentare un ricambio generazionale e pescare consensi in maniera trasversale. Ottimi testimonial per l’immagine della città.

Anche il Consiglio comunale offre diversi possibili protagonisti. Tra i nomi più ricorrenti nelle conversazioni cittadine figurano il presidente del Consiglio Cristian Gierotto, il consigliere indipendente Fabio Colombo, i consiglieri Sandro Gazia e Renato Mangano, quest’ultimo capogruppo dell’opposizione, oltre agli stessi Leggio, Galipò e Cirilla. Curiosamente. Almeno per il momento, il dibattito popolare sembra concentrarsi prevalentemente su candidature maschili ma nell’anno del centenario eleggere per la prima volta una donna potrebbe essere un importante cambio di passo.

Vengono così indicati l’assessora Enza Giacoponello – in seno alla maggioranza – mentre sul fronte dell’opposizione potrebbe definirsi un ruolo per Linda Liotta, due amministratrici che negli anni hanno costruito un percorso politico formativo, ma sapranno aggregare?  In quest’ambito da collocare anche Laura Castelli che come al Palio di Siena potrebbe entrare “di rincorsa”.

Al momento sembra defilato il ruolo di Cettina Scaffidi, che comunque senza autocandidarsi potrebbe diventare un elemento di unione e di incontro per tanti. Ne mastica di politica, sa mediare, ha memoria lunga e sarebbe consapevole della gravosità di un incarico di tal fatta. Per molti un buon sindaco.

Una sua candidatura ” di servizio” potrebbe starci tutta.

Ovviamente da definire le reali volontà di Franco Ingrillì, in caso di terzo mandato, o porsi semplicemente nell’indicare un suo successore? Di fatto  l’attuale sindaco, eletto per due mandati consecutivi, non rinuncerà ad avere un ruolo politico rilevante: potrebbe sostenere un candidato della propria area, contribuire alla costruzione di una lista civica o essere il punto di riferimento della coalizione uscente. Non c’è da escludere il ruolo di Enzo Sindoni, protagonista di quella “rivoluzione gentile” che cambiò il volto al paese e che mantiene una posizione attendista. Oggi, dal “popolo”, è fortemente gettonato ma anche qui tutto è da verdersi nei prossimi mesi.

Da leggere e studiare il ruolo delle liste di supporto, dove già emerge la volontà di molti giovani a “provarci”. In questo incerto e non definibile panorama c’è da disegnare i ruoli esterni della politica provinciale e regionale. Incombono con tutte le incognite le elezioni regionali, i passaggi di casacca degli onorevoli che fanno i conti con le percentuali dei consensi e che pensano di trovare aCapo d’Orlando terreni ancora fertili ed il ruolo delle  segreterie di partito.

Qui lo stesso Cateno De Luca, con Peppe Marici in pole position, sembra pronto e confrontarsi in un interscambio elettorale di peso e non si esclude che già in atto ci siano mediazioni pesanti bipartisan. Ma anche lo stesso Carlos Vinci, che oggi richiede a gran voce il confronto politico, potrebbe essere tra i candidati a sindaco, in forza delle sue battaglie politico-sociali condotte in questi anni. Un bel momento per contarsi per tutti.

La sensazione diffusa è che, al di là delle appartenenze politiche, una parte consistente della cittadinanza stia cercando un progetto capace di superare le tradizionali contrapposizioni. Negli ultimi anni la politica locale ha vissuto momenti di forte confronto e non sono mancati cambi di maggioranza, tensioni e ricomposizioni. In questo scenario cresce la richiesta di stabilità amministrativa e di una programmazione che guardi al rilancio dell’immagine della cittadina, allo sviluppo economico, turistico e infrastrutturale della città. Le elezioni comunali rappresentano infatti uno dei momenti più importanti per la vita democratica locale, chiamando gli elettori a scegliere non soltanto un sindaco, ma un’intera squadra di governo e un programma amministrativo.

Tutta da leggere anche la nota di Cambiano Capo che nei giorni scorsi ha scritto “Il nostro movimento sarà presente e protagonista alla prossima competizione amministrativa” definendosi come il polo che ha  incarnato l’unica opposizione consiliare strutturata, attenta e qualificata” per loro “La legge elettorale maggioritaria impone pragmatismo e alleanze solide. “CambiAmo Capo” non intende chiudersi in un isolamento autoreferenziale ma si propone come baricentro di un’area civica allargata. Guardiamo con rispetto a tutte le nuove forze che si affacciano sul territorio, comprese le espressioni locali di “Sud chiama Nord” e rimaniamo aperti al confronto con l’associazionismo, le professioni e le energie sane di Capo d’Orlando.

Sondaggi o semplice “sentiment”?

C’è anche chi ipotizza la realizzazione di sondaggi pubblici per misurare il gradimento dei possibili candidati prima della presentazione ufficiale delle liste. Più che decretare un vincitore in anticipo, tali rilevazioni potrebbero fotografare l’umore della città e contribuire ad orientare il dibattito politico, offrendo indicazioni sulle aspettative dei cittadini. ma sopratutto dare idee sui biosgni reali della città, sulle necessità e sulle emrgenze. Per il momento, però, le candidature ufficiali restano tutte da definire.

Una cosa appare certa: Capo d’Orlando si avvicina a una competizione elettorale che potrebbe rappresentare uno spartiacque.

La comunità sembra chiedere idee nuove, competenza e capacità di fare squadra. L’appello lanciato da Carlos Vinci si inserisce proprio in questo contesto: meno personalismi, più visione, meno improvvisazione e più progettualità. Perché, come scrive lo stesso Vinci, “forse è chiedere un miracolo. Ma i miracoli, qualche volta, accadono quando una comunità decide di credere davvero nel cambiamento”.

7 Luglio 2026

Autore:

redazione


Ti preghiamo di disattivare AdBlock o aggiungere il sito in whitelist