
“Genitori, denunciate e organizziamoci in un comitato”

Dopo le immagini della rissa notturna avvenuta in un parcheggio di Capo d’Orlando, finite anche nei servizi del TG3 regionale e già al centro delle indagini dei carabinieri, l’attenzione della comunità resta alta.
A tenere accesi i riflettori è l’appello di Carlo Vinci, che attraverso i social ha denunciato pubblicamente episodi di violenza giovanile e lanciato un invito diretto ai genitori.
“Con i soli due post di questa notte – scrive Vinci – abbiamo raggiunto oltre 100.000 visualizzazioni e centinaia di condivisioni. Questo ha permesso a tante famiglie di capire cosa sta accadendo nel nostro paese. Continuiamo a condividere, così non spegniamo i riflettori prima di trovare una vera soluzione per difendere i nostri figli”.
La vicenda ha avuto ampia risonanza con i media che hanno diffuso la notizia ed il video della rissa che èp diventato virale, e dal quale sono riconoscibilissimi i giovani che vi hanno partecipato.
Evidenzia Carlos Vinci: Oggi emergono nuovi dettagli: diverse famiglie stanno presentando denunce e le aggressioni non appaiono più come episodi isolati, ma parte di un fenomeno giovanile più diffuso.
Le proposte di Carlo Vinci
Nel suo appello Vinci indica alcuni passaggi immediati:
-
Denunciare sempre: ogni episodio di violenza o bullismo, anche se ritenuto “minore”, deve essere segnalato alle forze dell’ordine.
-
Costituire un comitato di genitori: un gruppo unito che possa sostenere le famiglie, fare da ponte con le istituzioni e chiedere interventi concreti sul territorio.
Vinci richiama anche la necessità di una presenza costante delle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore notturne, e di un ruolo più attivo delle famiglie: “È fondamentale che i genitori parlino con i propri figli, con sincerità ma anche con fermezza. Se questo non avviene, bisogna alzare il livello delle regole e dell’educazione”.
“Non chiamiamole più ragazzate”
Sulla gestione dei responsabili, Vinci è chiaro: i maggiorenni devono rispondere penalmente, mentre per i minori occorrono percorsi di recupero, anche prevedendo l’allontanamento temporaneo dal contesto familiare.
“Non possiamo più parlare di ragazzate – conclude – ma di vera e propria violenza. C’è una guerra notturna nei nostri paesi. È tempo di fermare chi distrugge, per proteggere chi costruisce. Iniziamo adesso, insieme”.
il post
E ADESSO COSA BISOGNA FARE?
GENITORI CONDIVIDETE ANCHE QUESTO POST CHE È UNA BOZZA DI PROPOSTA IN MODO CHE TUTTE LE FAMIGLIE POSSANO VENIRNE A CONOSCENZA .
Con i soli due post di questa notte abbiamo raggiunto oltre 100.000 visualizzazioni e centinaia di condivisioni che hanno permesso alle famiglie di essere informate su ciò che sta accadendo di notte nel nostro paese di Capo d’Orlando. Continuiamo a condividere nelle vostre pagine così non spegniamo i riflettori prima di trovare la vera soluzione per la difesa del pericolo dei nostri figli
Negli ultimi giorni è emersa con forza una realtà che era stata taciuta troppo a lungo. Attraverso i social e grazie al supporto della testata giornalistica (
http://www.quadrochiaro.it), che ha pubblicato il video oscurando i volti coinvolti, è stato possibile rendere pubblici gravi episodi di violenza giovanile che circolavano finora solo in maniera virale su WhatsApp. Dopo tutte gli altri giornali hanno diffuso la notizia.
La Gazzetta del Sud con il giornalista Santagatese Giuseppe Romeo ha lavorato su fonti diversi raccontando altre verità non conosciute.
Oggi sappiamo che ci sono genitori che stanno denunciando e che le aggressioni non sono casi isolati, ma parte di un fenomeno molto più esteso. Ora, non si può più stare a guardare. È il momento di agire, tutti insieme.
COSA FARE SUBITO:
1. Denunciare sempre. Genitori, denunciate ogni atto di violenza o bullismo, anche se sembra “solo” un’aggressione tra ragazzi. Le forze dell’ordine devono essere coinvolte fin dal primo episodio. Non aspettate che sia troppo tardi.
2. Costituire un comitato di genitori. Organizzatevi in un gruppo unito e attivo che:
– sostenga le famiglie che denunciano,
– faccia da ponte con le istituzioni locali,
– richieda interventi concreti sul territorio.
Le istituzioni devono rispondere.
Il Prefetto, che oggi ha incontrato il Sindaco, deve garantire una presenza costante e visibile delle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore notturne. Serve prevenzione, ma anche controllo.
È fondamentale che i genitori parlino con i propri figli. Serve un dialogo vero, sincero, ma anche fermo. Se questo non è possibile, allora si rende necessario alzare il livello delle regole e dell’educazione. La responsabilità non può più essere rimandata.
Giustizia e recupero:
Le forze dell’ordine conoscono la situazione e devono proseguire senza sosta con indagini e interrogatori. I maggiorenni devono rispondere penalmente, mentre i minori vanno affidati a percorsi di recupero, anche se questo significa allontanarli temporaneamente dalle famiglie.
Non chiamiamola più “ragazzata”: è violenza.
C’è una vera e propria “guerra notturna” nei nostri paesi. Questi atti di delinquenza giovanile non possono più essere minimizzati. È tempo di fermare chi distrugge, per proteggere chi costruisce.
Iniziamo ora. Insieme.