CASTELL’UMBERTO – L’acquedotto comunale sarà finanziato con i fondi FESR Sicilia
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CASTELL’UMBERTO – L’acquedotto comunale sarà finanziato con i fondi FESR Sicilia

OK DELLA REGIONE PER UN FINANZIAMENTO DI 775.900,00 EURO PER L’ACQUEDOTTO COMUNALE

Sarà finanziato con i fondi FESR Sicilia 2021 – 2027 – Azione2.5.1

Il compiacimento del Sindaco Armeli e dell’Assessore Chianetta.

Il rubinetto ai “cittadini” e la brocca per i “villici”. L’approfondimento di Enzo Caputo all’Ufficio Acquedotto per una quindicina di anni.

La rete di sollevamento dell’acquedotto comunale che adduce “l’oro blu” da Sinagra a Castell’Umberto e in particolare dalla contrada Solicchiata ed Erbe Bianche sarà, nel medio termine, sottoposto ad importanti interventi di manutenzione straordinaria.

L’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità del Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, ha infatti “promosso a pieni voti” il progetto per € 775.900,00 relativo al Comune di Castell’Umberto- e inerente appunto a “interventi di efficientamento energetico, telecontrollo, telegestione e manutenzione straordinaria dell’impianto di sollevamento dell’acquedotto comunale in C.da Solicchiata ed in località Erbe bianche”- Soggetto proponente ATI Messina Responsabile del servizio idrico nelle Provincia-

Nel decreto del dirigente generale Arturo Vallone n. 927 del 17/6/26 si legge che i 775.900,00 euro richiesti per l’efficientamento della rete adduttiva, da sempre croce e delizia del Comune nebroideo sono tutti finanziabili in quanto il progetto è stato classificato Ottimo e questo ha permesso al Comune umbertino di avere, assieme agli altri progetti valutati positivamente, priorità nell’attingere ai 40.000.000,00 di euro previsti per questi tipi di intervento in Sicilia dal FESR Sicilia 2021 – 2027 – Azione2.5.1 di cui al decreto del dirigente generale 425/25.

Viva soddisfazione per il risultato ottenuto è stata espressa dal Sindaco Veronica Maria Armeli e dall’Assessore al ramo Massimo Chianetta.

L’intero Iter è stato seguito in modo certosino dall’assessore al ramo Massimo Chianetta.

L’approfondimento

Negli anni 50 l’acqua era appannaggio, tra disparità e polemiche, del solo perimetro urbano.

Come dire il rubinetto ai “cittadini” e la brocca per i “villici”. Poi arriva l’amministrazione Sardo Infirri e la musica cambia ed anche gli sforzi del Comune per garantire l’acqua in tutte le case.

L’acqua dopo diversi tentativi di “scovarla” a monte in quantità sufficiente viene trivellata a valle con le problematiche che ciò crea. Ad acuire il problema hanno avuto e hanno un ruolo determinate i notevoli dislivelli del territorio che “costringono” l’acqua, prima ad una ripida risalita di circa 7 km, spinta da potenti e costosi motori che richiedono costante manutenzione, e poi alla capillare distribuzione sul territorio che in alcuni casi, come nella zona bassa del Fitalia il dislivello può raggiungere anche sette o otto km che richiede, per l’enorme pressione esercitata, l’occhio vigile sia degli operatori del Comune che degli utenti.

Attenzione che esige un supplemento nei mesi estivi in quanto, nella zona, molte abitazioni “rivivono”- ed è un fatto positivo per i territorio- grazie ai flussi turistici specie di ritorno che mettono a dura prova le potenzialità dell’acquedotto già depotenziato dalla minore portata estiva.

Per capire appieno l’importanza di questo progetto bisogna dare un’occhiata alla rete adduttiva che dal pozzo trivellato adiacente alla scorrevole Ponte Naso Sinagra porta l’acqua ai serbatoi di Vecchiuzzo nella parte alta del paese avvalendosi oltre alla spinta dei motori iniziali del pozzo trivellato, di punti meccanizzati intermedi come Solicchiata Erbe Bianche. E se la manutenzione dei motori può essere gestibile con il dovuto impegno e la necessaria vigilanza, lo stesso non si può dire dei sette km di rete che oltre ad essere in gran parte vetusta e tenuta “in vita” da interventi spesso di emergenza, presenta, a causa del territorio molte criticità di non facile superamento.

Sette Km in t6ipida salita attraverso dirupi, radici di alberi, nuove strade e folta vegetazione che rendono oltremodo difficile non solo individuare le perdite ma il percorso stesso dei tubi che spesso non risponde più al tracciato originale per via degli smottamenti del territorio verificatosi negli oltre 50 anni trascorsi dalla prima posa. In questo contesto è facile intuire l’emorragia rappresentata dalle perdite di rete e le difficoltà ad azzerarle senza contare i restringimenti della condotta, dovute alla ruggine, il cui superamento mette a dura prova i motori già oberati dal dislivello. Tutto questo fa lievitare il costo dell’energia elettrica che di conseguenza si riversa sulle bollette rappresentando una voce non indifferente sui bilanci familiari.

Gli interventi fatti nel tempo e per il tempo innovativi, hanno permesso di tenere sotto controllo il tutto ma non sono bastati, avendo una vita fisiologica limitata, a risolvere il problema.

E’in quest’ottica che va vista l’importanza e la soddisfazione degli amministratori per il nuovo finanziamento.

29 Giugno 2026

Autore:

redazione


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