CASTELL’UMBERTO- MILAZZO – “Io’ mi partia di tantu luntanu pi veniri unni tia tantu vicinu”
Attualita, Cinema, Fotonotizie, In evidenza

CASTELL’UMBERTO- MILAZZO – “Io’ mi partia di tantu luntanu pi veniri unni tia tantu vicinu”

IL VIDEOCLIP “SPAGNA” DI PINO PULLELLA CONQUISTA LA CALIFORNIA

Al regista umbertino va la medaglia di bronzo ai Global Music Swards Selezionato tra 260 mila opere presentate.

Il video, realizzato con costi irrisori e tanto cuore è ambientato nella leggendaria Piscina di Venere a Capo Milazzo.

Il regista e songwriter siciliano Pino Pullella ha ufficialmente conquistato la Medaglia di Bronzo ai prestigiosi Global Music Awards con il videoclip del brano “Spagna”, storica e potente composizione del maestro Otello Profazio, interamente diretto da Pullella e ambientato nella maestosa e selvaggia cornice di Capo Milazzo.

Un traguardo epocale, che assume contorni ancora più straordinari se si sfoglia l’albo d’oro ufficiale della sessione: tra le centinaia di opere giunte da ogni angolo del pianeta, figurano soltanto tre artisti italiani, e Pino Pullella è in assoluto l’unico regista del nostro Paese ad aver strappato un premio nella categoria Music Video.

Un riconoscimento internazionale che tributa il giusto merito non solo a un’opera visiva di rara intensità, ma a un intero percorso artistico che rifiuta le logiche della standardizzazione industriale per abbracciare l’artigianato puro della parola e dell’immagine. Il successo oltreoceano non è affatto un fulmine a ciel sereno, ma il coronamento di una carriera cinematografica indipendente solida e già ampiamente riconosciuta dalla critica nei festival più importanti d’Europa e del mondo.

Il palmarès di Pino Pullella parla chiaro e racconta una storia di continua ricerca espressiva: dalle storiche vittorie al Taormina Film Festival nel 2011 con il corto “Cosa Tinta”, fino al successo di “Con gli occhi di Mario” nel 2014 al Torino Film Festival.

“Tutti mi dinnu ca lu mari è funnu ma pi l’amuri tua lu passu e vegnu”

La sua firma autoriale ha continuato a imporsi a livello internazionale con la pellicola “L’uomo che visse e rivisse” all’Atlanta Film Festival del 2016, per poi toccare l’apice nel 2019 con “Artificio di coscienza”, trionfatore a Madrid e premiato nientemeno che dal colosso Warner Bros. Europe.

Un background di altissimo livello che oggi si riflette interamente nella sua musica: il suo cinema e le sue canzoni si alimentano a vicenda, poiché i brani nascono originariamente proprio per rivestire le immagini dei suoi stessi film, dando voce e suono ai silenzi dello schermo. Esiste un filo sottile, quasi invisibile, che unisce la solitudine creativa di un home studio nella Sicilia più profonda ai palcoscenici internazionali della California. Un filo tessuto con le corde di nylon di un ukulele, i fotogrammi di un cinema intimo e visionario e l’audacia di chi ha deciso di fare della propria arte un atto di resistenza poetica. Questo filo oggi ha il colore del bronzo e il nome di Pino Pullella. Un traguardo epocale, che assume contorni ancora più straordinari se si sfoglia l’albo d’oro ufficiale della sessione: tra le centinaia di opere giunte da ogni angolo del pianeta, figurano soltanto tre artisti italiani, e il regista umbertino è in assoluto l’unico del nostro Paese ad aver strappato un premio nella categoria Music Video.

Un riconoscimento internazionale che tributa il giusto merito non solo a un’opera visiva di rara intensità, ma a un intero percorso artistico che rifiuta le logiche della standardizzazione industriale per abbracciare l’artigianato puro della parola e dell’immagine. La genialità di “SPAGNA”: un drone e l’anima dei nebrodi. La vera magia del premio californiano risiede però nel dietro le quinte produttivo. Mentre le grandi major sembrano sfidarsi a colpi di budget multimilionari, Pullella ha sbaragliato la concorrenza internazionale con un’operazione di puro ingegno, amicizia e passione.

Il videoclip di “Spagna” è stato infatti girato con un budget di pochissimi euro e realizzato grazie a un drone preso in prestito dall’amico agronomo Eristo Tripoli. “Lu Diu ca ti criau tantu pulita tu sula mi trasisti ntà me vita” Interpretata magistralmente dagli Scialla con Giacomo Pruiti che introduce nella musica tradizionale uno strumento elettronico l’EWI, la traccia prende vita grazie alla voce straordinaria della cantante Chiara Castelluzzo e al talento viscerale di Giancarlo Raineri alla fisarmonica e Andrea Cicero alla chitarra, straordinari artisti dei Nebrodi. La troupe ha dato vita a un’improvvisazione pura, vestita in una candida mise bianca, muovendosi a piedi nudi nelle acque della leggendaria Piscina di Venere a Capo Milazzo, una scenografia naturale che amplifica il sapore arcaico del brano. La forza visiva dell’opera è sorretta dalla firma di Gaetano Spagnolo come direttore della fotografia e dal montaggio serrato e poetico di Mauro Varrica.

A coronare il quadro narrativo è la straordinaria partecipazione di Cettina Bucca, attrice di grandissimo spessore e non nuova all’arte cinematografica, che sullo schermo interpreta con magnetica intensità la figura ancestrale della Grande Madre. Il video sta letteralmente dominando il circuito internazionale: oltre al bronzo americano, l’opera è attualmente Semifinalista al Porto Music Video Festival in Portogallo e ha incassato una prestigiosa Nomination ufficiale al Northwest International Film Festival di Washington DC e al Tribeca di New York.

Interpretata magistralmente dagli Scialla con Giacomo Pruiti che introduce nella musica tradizionale uno strumento elettronico l’EWI, la traccia prende vita grazie alla voce straordinaria della cantante Chiara Castelluzzo e al talento viscerale di Giancarlo Raineri alla fisarmonica e Andrea Cicero alla chitarra, artisti dei Nebrodi. La troupe ha dato vita a un’improvvisazione pura, vestita in una candida mise bianca, muovendosi a piedi nudi nelle acque della leggendaria Piscina di Venere a Capo Milazzo, una scenografia naturale che amplifica il sapore arcaico del brano.

La forza visiva dell’opera è sorretta dalla firma di Gaetano Spagnolo come direttore della fotografia e dal montaggio serrato e poetico di Mauro Varrica. A coronare il quadro narrativo è la straordinaria partecipazione di Cettina Bucca, attrice di grandissimo spessore e non nuova all’arte cinematografica, che sullo schermo interpreta con magnetica intensità la figura ancestrale della Grande Madre. Il video sta letteralmente dominando il circuito internazionale: oltre al bronzo americano, l’opera è attualmente Semifinalista al Porto Music Video Festival in Portogallo e ha incassato una prestigiosa Nomination ufficiale al Northwest International Film Festival di Washington DC e al Tribeca di New York.

Questo traguardo non sarebbe stato possibile – spiega il regista- senza l’impegno collettivo e istituzionale che ha protetto e cullato la produzione fin dal settembre del 2024, periodo in cui sono state materialmente autorizzate e realizzate le riprese del videoclip.

Grazie a Giovanni Mangano, in veste di Presidente dell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo che ha dato le necessarie autorizzazioni per le riprese con il drone in una delle riserve naturali più protette e spettacolari d’Italia, supportato dalla preziosa collaborazione e dal ruolo istituzionale di Lydia Russo, Assessore del Comune di Milazzo. Ma l’intreccio artistico e umano di questo mosaico si spinge ancora oltre, legandosi a una straordinaria pagina di storia locale recentissima.

Proprio nel 2026, il sindaco di Milazzo Pippo Midili ha scelto l’autentica perla musicale di Pino Pullella, “Fiato al Cuore”, come colonna sonora ufficiale della propria campagna elettorale.

A certificare la forza travolgente di questo brano manifesto sono anche i numeri digitali: “Fiato al Cuore” ha infatti ufficialmente abbattuto e superato la strabiliante quota di 1.000 identificazioni su Shazam, imponendosi come un fenomeno virale e costantemente cercato dagli ascoltatori. Pino Pullella si pone così come il grande regista dietro le quinte della canzone d’autore, forte di un immenso catalogo di inediti protetti tramite Soundreef. La Medaglia di Bronzo americana è il sigillo internazionale su un concetto chiaro: l’onestà dell’arte non ha bisogno di grandi apparati industriali, ma dell’impegno di tutti, della tutela del territorio e di una grande visione.

Enzo Caputo

1 Agosto 2026

Autore:

redazione


Ti preghiamo di disattivare AdBlock o aggiungere il sito in whitelist