L’Italia degli anni Sessanta era un Paese che cambiava in fretta. Da una parte avanzava la modernità: il boom economico, la televisione, la cultura popolare che iniziava ad aprirsi a un nuovo linguaggio del corpo, della musica, dell’intrattenimento. Dall’altra resisteva una società ancora profondamente bigotta, spaccata sul divorzio, frenata da un moralismo sociale che arrivava…










