
Continua il dibattito politico a Brolo sulla situazione finanziaria dell’ente, dopo la replica del sindaco alle recenti analisi emerse anche a livello mediatico. A intervenire sono i consiglieri di opposizione Sara Ceraolo e Giuseppe Miraglia, che offrono due letture articolate, accomunate dalla richiesta di maggiore chiarezza e attenzione sui conti pubblici.
Ceraolo: “Serve trasparenza, il percorso non è concluso”, Miraglia: “Equilibrio formale, ma criticità strutturali”

In due post (pubblicati integralmente in fondo all’articolo) i due conisglieri d’opposizioone intervengono sul tema “dell’eterno presnete” .
Nel suo intervento, Sara Ceraolo richiama l’espressione “eterno presente”, utilizzata in un recente articolo giornalistico, invitando a non liquidarla come uno slogan ma a considerarla come uno spunto di riflessione. Il consigliere sottolinea come il Comune abbia attraversato una fase complessa, segnata dal dissesto finanziario e da vicende ancora oggetto di attenzione, come quella dei cosiddetti “mutui fantasma”. Un percorso affrontato, evidenzia, con responsabilità, ma che non può dirsi del tutto concluso. Pur riconoscendo che il bilancio risulta formalmente in equilibrio, come certificato dal parere dei revisori, Ceraolo richiama l’attenzione sulla presenza di un disavanzo ereditato dal passato e sulla necessità di una gestione prudente delle entrate.
Da qui nascono alcuni interrogativi sulle scelte più recenti dell’amministrazione, in particolare in relazione ai nuovi regolamenti sui parcheggi, che prevedrebbero aumenti senza un corrispondente incremento dei servizi. “Non sono accuse – precisa – ma domande legittime”, ribadendo la necessità di comprendere se tali decisioni rispondano a una visione di sviluppo o a esigenze di equilibrio finanziario.
Equilibrio formale, ma criticità strutturali”

Più tecnica e dettagliata l’analisi di Miraglia, che parte dai dati ufficiali e dalla relazione dei revisori dei conti, definita significativa per la quantità di rilievi contenuti.
Secondo il consigliere, il punto centrale non è tanto l’equilibrio formale del bilancio, quanto la sua effettiva solidità. Tra le criticità evidenziate figurano la bassa capacità di riscossione – con la TARI ferma intorno al 56% – l’elevata presenza di residui attivi e l’utilizzo di risorse destinate agli investimenti per coprire la spesa corrente.
Miraglia richiama inoltre il principio della continuità amministrativa, sottolineando come le difficoltà attuali abbiano radici lontane, risalenti anche al dissesto dichiarato nel 2014. Tuttavia, avverte, il peso del passato non può diventare una giustificazione permanente per le criticità presenti. A incidere sul quadro complessivo, anche fattori esterni come il calo demografico, la contrazione delle attività economiche e la riduzione dei redditi, elementi che rendono più fragile la capacità dell’ente di sostenere il proprio bilancio.

Entrambi gli interventi convergono su un punto: la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla gestione finanziaria del Comune e di garantire ai cittadini un’informazione chiara e completa.
Il confronto politico resta quindi aperto, tra rivendicazioni sui risultati raggiunti e richieste di maggiore trasparenza e rigore nella gestione delle risorse pubbliche. Sullo sfondo, una sfida condivisa: consolidare il percorso di risanamento e costruire condizioni di stabilità duratura per il futuro del territorio.
Di seguito gli interventi oggi apparsi sui social, e la replica del sindaco a quanto pubblicato.
GIUSEPPE MIRAGLIA
Questa è una mia analisi, nell’esercizio delle mie funzioni, basata sull’articolo pubblicato da
#MessinaToday qualche giorno fa firmato dal giornalista Vincenzo Lombardo dal titolo “eterno presente”,sulla replica del Sindaco e sull’esame dei dati ufficiali in mio possesso, consultati nella mia qualità di consigliere comunale e quindi accessibili pubblicamente. Mi scuso in anticipo per la lunghezza
I numeri vanno letti per quello che sono, non per come si vogliono raccontare.
Quanto scrivo si basa su dati ufficiali e sulla relazione dei revisori dei conti di questo ente (30 pagine di rilievi), che parlano chiaro: il bilancio è formalmente in equilibrio, ma presenta criticità importanti, in particolare sulla riscossione e sull’elevata consistenza dei residui.
Il punto non è dire se il bilancio è in equilibrio, ma capire quanto sia solido quell’equilibrio.
Ma questi numeri non nascono oggi.
Il Sindaco parla dell’eredità del 2019, ma è bene ricordare che nelle amministrazioni pubbliche vige il principio della continuità amministrativa.
L’amministrazione Laccoto ha ereditato ciò che l’amministrazione
#Ricciardello ha trovato, ma lo ha trovato già ripulito, risanato e rimesso in ordine!
È evidente che esistono ancora zavorre pesanti, ma davvero dobbiamo ancora chiederci da dove arrivano e come si sono formate? Ci sono responsabilità giuridiche, ma anche quelle politiche!
Nel 2014 questo Comune ha dovuto dichiarare il dissesto finanziario, a seguito di una fase amministrativa segnata da gravi criticità nella gestione delle risorse pubbliche.
Quel passaggio non è stato un episodio isolato, ma il risultato di un sistema che nel tempo ha prodotto squilibri profondi.
Una scelta difficile, che ha comportato sacrifici per tutta la comunità, ma necessaria per rimettere ordine nei conti.
Oggi il Comune continua a sostenere anche il peso di obbligazioni derivanti da quelle vicende, con effetti concreti sul bilancio.
Proprio per questo, la gestione attuale dovrebbe essere ancora più rigorosa.
E invece i numeri ci dicono che:
• la riscossione della
#TARI si ferma intorno al 56% (più di 4 cittadini su 10 non la pagano

);
• una parte significativa delle entrate resta sulla carta;
• risorse destinate agli investimenti, come gli oneri di urbanizzazione, vengono utilizzate per coprire la spesa corrente;
• la liquidità dell’ente si è progressivamente ridotta;
• è previsto un nuovo sistema di calcolo del canone idrico, i cui effetti saranno visibili nei prossimi mesi, ma è già evidente che per alcuni cittadini ci saranno aumenti.
Se già una parte delle risorse è assorbita da debiti del passato, diventa ancora più grave non riuscire a incassare pienamente le entrate correnti.
A questo si aggiunge un contesto che non possiamo ignorare, come evidenziato anche dall’analisi del giornalista: meno popolazione, meno imprese, redditi più bassi.
“La nazionale” è piena di serrande abbassate!
Un territorio che si indebolisce economicamente è anche un territorio che fatica a sostenere il proprio bilancio.
Il risanamento non può essere raccontato, deve essere completato.
Perché quando un Comune non riesce a incassare pienamente le proprie entrate e utilizza risorse destinate agli investimenti per coprire la spesa corrente, il problema non è più solo contabile, ma strutturale.
È noto che il Comune sta ancora sostenendo il peso di obbligazioni derivanti da vicende del passato.
Ma questo non può diventare una giustificazione permanente.
Questo rappresenta un onere reale per il bilancio e per i cittadini e, proprio per questo motivo, oggi più che mai è necessario che la gestione corrente sia solida ed efficiente.
Se a questo aggiungiamo una gestione delle risorse pubbliche ,provenienti da finanziamenti regionali e statali che, tra contributi per piccoli eventi come le sagre e quelli piu grandi non sempre efficaci (come dimostrano opere già oggetto di interventi correttivi dopo pochi anni), appare, per usare un eufemismo,opaca e discutibile, il quadro diventa ancora più evidente.
Perché i dati attuali ci dicono che esistono criticità strutturali ancora presenti, che riguardano la gestione di oggi.
SARA CERAOLO
“Eterno presente”.
È l’espressione utilizzata nell’articolo di
#Messinatoday, ripreso anche da
scomunicando.it, per descrivere la situazione del nostro Comune. Un’espressione che può anche non piacere, ma che merita una riflessione seria.
Da consigliere di opposizione, ma anche da cittadina, sento il dovere di ricordare – prima di tutto a me stessa – che il nostro Comune ha attraversato un dissesto importante, affrontato con responsabilità da chi ha amministrato in un momento estremamente difficile. E che esiste ancora una vicenda, quella dei cosiddetti “mutui fantasma”, su cui la giustizia sta facendo il suo corso, da cui tutto è scaturito.
Ho letto altre riflessioni in merito all’articolo su FB.
Allo stesso tempo, però, credo sia giusto guardare i dati con attenzione, senza fermarsi agli slogan.
Il parere dei revisori sul bilancio è chiaro: il Comune oggi non è in dissesto e mantiene formalmente gli equilibri di bilancio.
Ma evidenzia anche che esiste ancora un disavanzo derivante dagli anni passati, che viene ripianato nel tempo, spalmato nel lungo periodo quindi, e richiama l’Ente alla prudenza nella gestione delle entrate.
Questo significa che il percorso non è concluso. È ancora in corso.
Ed è proprio alla luce di questo che alcune scelte recenti meritano di essere comprese fino in fondo.
Quando domani ci ritroveremo a discutere di nuovi regolamenti sui parcheggi, con aumenti previsti ma senza servizi aggiuntivi concreti, è inevitabile porsi delle domande, soprattutto dopo un parere sul bilancio da parte dei revisori che pone un richiamo alla cautela.
È solo una riorganizzazione?
Oppure c’è la necessità di reperire risorse?
E, soprattutto: la situazione è davvero sotto controllo?
Non sono accuse. Sono domande legittime.
Non è una polemica.
Non è una contrapposizione.
È una richiesta di chiarezza.
Credo che i cittadini di Brolo abbiano il diritto di sapere, di capire, di essere coinvolti. Perché hanno il diritto di sapere non solo da dove veniamo, ma anche dove stiamo andando. E se le scelte di oggi rispondono a una visione di sviluppo o a esigenze di equilibrio finanziario.
Non è lusinghiero essere raccontati come un “eterno presente”.
Ma può essere uno stimolo per fare di più, soprattutto in termini di trasparenza.
Per quanto mi riguarda, continuerò a fare il mio lavoro: vigilare, chiedere, informare.
E ascoltare.

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