C’è un filo invisibile che unisce gesti semplici e risultati straordinari. È il filo della solidarietà, quello che nei giorni scorsi ha collegato, grazie ai Rangers, Piraino, Sant’Angelo di Brolo e Niscemi in un’unica grande storia di comunità.
Lo scorso 15 marzo si era conclusa la raccolta alimentare “Insieme per Niscemi”, promossa dai Rangers International di Piraino. Un’iniziativa che ha saputo coinvolgere cittadini, istituzioni e realtà parrocchiali in un percorso condiviso di aiuto concreto. Un percorso che ieri ha trovato il suo compimento con la consegna diretta di quasi 350 chilogrammi di generi alimentari e beni di prima necessità al Banco Alimentare dei Rangers International di Niscemi.
Un gesto semplice, ma dal valore profondo: trasformare la generosità diffusa in sostegno reale per chi ne ha più bisogno.
La raccolta è stata molto più di un’iniziativa solidale. È stata una dimostrazione concreta di come il senso di comunità possa ancora fare la differenza. Determinante il contributo dell’Amministrazione Comunale, che ha sostenuto l’organizzazione delle giornate, così come quello delle realtà ecclesiali coinvolte.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Padre Antonio Mancuso per la disponibilità, a Padre Antonio Lo Presti e alla Parrocchia Santa Maria di Sant’Angelo di Brolo per l’accoglienza e il supporto, ma anche ai più piccoli: i bambini delle classi quarte e quinte, insieme alle loro educatrici e catechiste, che hanno offerto un esempio autentico di partecipazione e sensibilità.
Sono proprio questi dettagli a dare il senso più vero dell’iniziativa. Non solo la quantità dei beni raccolti, ma la qualità del coinvolgimento. Famiglie, volontari, comunità intere che hanno scelto di esserci, contribuendo ciascuno con quello che poteva.
Il risultato è tangibile: centinaia di chili di aiuti che arriveranno a chi vive situazioni di difficoltà. Ma il valore più grande è forse quello immateriale: la conferma che, quando si lavora insieme, anche i piccoli gesti possono diventare qualcosa di grande.
Il volontariato, in fondo, è proprio questo. Un’arte silenziosa fatta di tempo, attenzione e responsabilità. Un impegno che non cerca visibilità, ma costruisce legami.
E in un tempo spesso segnato da divisioni e distanze, storie come questa ricordano che esiste ancora un modo semplice e potente di stare insieme: aiutarsi.











