Cultura

DALLA FONDAZIONE MATTIA – Il grido silenzioso delle madri: riflessione e impegno per i bambini del mondo

Dal suo nascere l’associazione segue le linee guida di un pensiero semplice ma potente. Quello che ogni giorno accompagna la vita di una madre. È uno sguardo quotidiano, fatto di gesti piccoli ma essenziali: garantire ai figli amore, serenità e pace, le cose più importanti che un bambino dovrebbe sempre avere. Ad ogni latitudine, in ogni continente.

Ma accanto a questa normalità, arrivano le immagini di altri bambini, meno fortunati, lontani e vicini, che invece la vita la perdono o la vivono nella paura. Vittime di guerre, di ingiustizie, di decisioni prese dagli adulti che, troppo spesso, dimenticano il valore della fragilità e dell’innocenza.

“Ogni giorno mi chiedo il perché di tutto questo – racconta Barbara, madre di Mattia e Carlotta, che dalla su esperienza è stata ispiratrice del creare la Fondazione – e non trovo risposte. Posso solo scrivere, esternare il dolore, rifugiarmi nella preghiera”.

Da questa riflessione nasce il senso più profondo dell’associazione: dare voce a chi voce non ha, trasformare il dolore in impegno, la preghiera in azione. Una Fondazione che vuole che il pensiero di una madre non resti solo un grido silenzioso, ma diventi un invito a costruire comunità più giuste, più attente ai bambini, capaci di difendere davvero la vita e la speranza.

Perché la speranza sia che nessun bambino dovrebbe conoscere la guerra, la violenza o la privazione. E perché ogni madre, ovunque nel mondo, possa guardare i propri figli con la stessa certezza: l’amore e la pace sono un diritto, non un privilegio.

“Ogni giorno guardo mia figlia. La osservo nei suoi sorrisi, nei suoi silenzi, nei suoi piccoli gesti quotidiani. Cerco di non farle mancare nulla di ciò che davvero conta: l’amore, la serenità, la pace. ” dice Barbara – È questo il compito che sento più grande come madre: proteggerla, accompagnarla, insegnarle a crescere senza paura”.

Eppure, – aggiunge –  mentre vivo questi momenti preziosi, davanti ai miei occhi scorrono immagini atroci. Bambini che non ridono, che non giocano. Bambini che soffrono o muoiono per colpa di noi adulti, incapaci di fermare guerre, violenze, ingiustizie. Ogni volta mi chiedo il perché di tutto questo. Perché proprio a loro, che avrebbero diritto solo a vivere?

La Fondazione è consapevole che è difficile, in maniera globale, trovare risposte o dare soluzioni. Resta la determinazione di trasformare il dolore in atti e fatti. Con piccoli gesti, quyirtidiani di cura e assistenza. Forse non si cambierà ò il mondo ma il pensiero, nato dal cuore di una madre, può diventare seme. Seme di consapevolezza, di speranza, di impegno. Perché ogni bambino merita di crescere con la stessa pace che Barbara cerca di donare ogni giorno a sua figlia.

Redazione Scomunicando.it

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