DIVAGAZIONI SUL TEMA – Dal “Triangolo della Carrubera” ad una nuova visione urbanistica: la proposta di Carmelo Castrovinci per il futuro di Brolo. E la satira scopre il contenzioso con i Lancia
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DIVAGAZIONI SUL TEMA – Dal “Triangolo della Carrubera” ad una nuova visione urbanistica: la proposta di Carmelo Castrovinci per il futuro di Brolo. E la satira scopre il contenzioso con i Lancia

Il dibattito urbanistico sul futuro dell’area compresa tra via Pirandello e via Carrubera – il cosiddetto “Triangolo della Carrubera” – si arricchisce di un nuovo e articolato intervento firmato da Carmelo Castrovinci.

Attraverso una riflessione profonda che unisce memoria storica, tutele costituzionali, diritti dei privati e proposte progettuali che partendo da una visione diventa possibili e concrete, il dibattito cittadino prova a spostarsi dalle polemiche social a una visione di pianificazione territoriale a lungo termine.

La memoria storica e il nodo dei diritti di proprietà

Aprendo la sua riflessione, Carmelo Castrovici, che sui social con il suo “pourpurplar” ha di fatto un vero e prorio blog,  con una provocazione che richiama i paradossi della politica locale – sintetizzati nell’amaro adagio secondo cui si rischia di essere “tutti ambientalisti col terreno degli altri” –, Castrovinci invita a fare i conti con la storia urbanistica di Brolo.

L’ex amministrazione – è stato vicesnindaco ai tempi diu Basilio Germanà,  richiama alla memoria le vicende legate alla realizzazione del campo sportivo e della stessa villa comunale, ricordando come storicamente le grandi opere abbiano spesso generato disparità, contenziosi e questioni irrisolte legate ai giusti ristori economici per i proprietari terrieri coinvolti. Il richiamo va dritto all’articolo 42 della Costituzione italiana, che tutela la proprietà privata e ne disciplina la funzione sociale e l’espropriazione con indennizzo. Da qui l’interrogativo di fondo sulla posizione della famiglia Garofalo, eredi di terreni bloccati da decenni e storicamente frenati in altre ipotesi edificatorie – come nelle zone di Piazza Due Palme o sotto l’area dell’attuale Palatenda –, a fronte di indennizzi che si trascinano nel tempo e per i quali il comune mesi fa aveva anche avviato una procedura di usucapione.

Oltre la retorica del “polmone verde”: idee e fattibilità

Entrando nel merito del dibattito sulla cementificazione e sulla richiesta di spazi verdi, l’analisi di Castrovinci punta a superare le “iperbole mediatiche” per concentrarsi su proposte ingegneristiche e urbanistiche realizzabili:

Integrazione con la Villa Comunale: i 1.000 metri quadrati derivanti dall’accordo sulla Carrubera potrebbero essere organicamente collegati alla villa esistente, unendo gli spazi in un’unica grande area fruibile. Continuità architettonica: un’attenzione particolare andrebbe rivolta alle prescrizioni edilizie, imponendo una coerenza stilistica e architettonica con elementi simbolo del tessuto urbano come la vicina “scala della luce”. La riconversione di Piazza Roma: l’idea forte è quella di ripensare Piazza Roma trasformandola interamente in verde pubblico – complice anche il progetto di rifacimento di Piazza Annunziatella previsto entro Natale –, inserendo una piccola arena ad anfiteatro per gli spettacoli e ampliando la viabilità nei pressi dell’ex studio del dottor Giannitto per fluidificare il traffico verso via Roma. Viabilità e collegamenti: ripensare la strada che costeggia la villa e conduce al municipio, ipotizzandone il tracciato dietro il nuovo fabbricato in costruzione, permetterebbe di unire direttamente il triangolo e la villa comunale azzerando i disagi per la circolazione proveniente dalla zona Marina.

Il monito finale del “Pourparler” di Carmelo Castrovinci è un invito a riempire di contenuti concreti la parola “verde”, coinvolgendo professionisti, progettisti e cittadini per ripensare lo sviluppo urbanistico di Brolo con razionalità, superando le barricate ideologiche e rimettendo al centro l’interesse pubblico reale.

quattro secoli di contenzioso per espropri non pagati ai discendenti di Federico II si chiudono finalmente con un permesso a costruire vista mare.

Ed intanto dallo scrigno della “satira brolese” che ha conosciuto brillanti stagione viene fuori un ritaglio de “Il Giornale dello Scoglio” . Un “foglio ” inviato stamani con centinaia di messazzi sul telefonino, amplificati dal passa parola, dove si evidenziano i quattro secoli di contenzioso per espropri non pagati ai discendenti di Federico II che si chiudono finalmente con un permesso a costruire vista mare.

400 anni di attesa per un permesso a costruire sullo Scoglio

Mentre a Brolo e dintorni si discute animatamente di varianti urbanistiche, metri cubi e spazi verdi, Il Giornale dello Scoglio lancia lo scoop dell’anno, anzi, del secolo… Anzi, dei secoli! È stato finalmente chiuso il contenzioso urbanistico più longevo della storia della Sicilia: quello avviato nel lontano 1624 per gli espropri non pagati ai nobili discendenti della famiglia Lancia e di Federico II. La soluzione trovata dall’amministrazione per sanare la lite e non azzerrare le casse comunali è un vero capolavoro di pragmatismo burocratico: rinuncia a ogni risarcimento economico e via libera immediato alla costruzione di una splendida dimora privata a basso impatto ambientale direttamente sullo scoglio.

Il progetto, firmato da un’archistar di fama mondiale che ha preferito rimanere rigorosamente anonimo, prevede una villa moderna in stile mediterraneo con materiali naturali e totale rispetto del paesaggio. La Soprintendenza, con una rapidità che smentisce ogni luogo comune sulla lentezza degli uffici tutori, ha già dato il via libera, apponendo i consueti vincoli… tranne quello di non aver avvisato Federico II. L’avvocato della famiglia reale ha commentato visibilmente emozionato: “Finalmente è stato riconosciuto un torto rimasto aperto dal Seicento. Chiudiamo un contenzioso che durava da 400 anni con equilibrio e rispetto verso la storia e il territorio”. D’altronde, si sa che in terra siciliana la pazienza è la virtù dei forti, e i discendenti imperiali hanno dimostrato di saper aspettare il momento giusto per tirare su le fondamenta.

Resta solo un piccolo dubbio per i residenti della zona: se per ottenere giustizia edilizia ci sono voluti quattro secoli, a chi toccherà aspettare il prossimo condono? Ai pronipoti di Garibaldi o direttamente agli dei dell’Olimpo? Nel frattempo, i costruttori locali prendono appunti: se vi bloccano un cantiere, non disperate. Con un po’ di pazienza, la giustizia (edilizia) arriva sempre. Abusivi docet

Il post integrale di Carmelo Castrovinci

#Pourparler Di CARRUBERA.
Negli anni Novanta si diffuse lo slogan:”” tutti comunisti col c*** degli altri.””
Oggi a Brolo è stato nuovamente modificato in: “” tutti ambientalisti col terreno degli altri.””
Ci è mancato solo che qualcuno facesse combaciare il Triangolo della Carrubera con il Triangolo delle Bermuda.
Dai proverbi siciliani “” cu parla sulu avi sempre ragiuni”” e” “uno prima di parlari só taliari u so immu” ” non osservati, è nato un bailamme.
Capisco che la memoria storica e la carta scritta poco si adattano alla moderna diatriba mediatica. Ma tutti sappiamo, o perlomeno dovremmo sapere, che le due principali opere di Brolo, il campo sportivo e la villa comunale, furono realizzate dove sono, per favorire alcuni da un lato e per danneggiare altri dall’altro. Ora addirittura si scopre che mancano gli espropri dei terreni e il giusto ristoro economico ai proprietari ove sorge la villa e non solo.
Oggi si sono letti iperbole, parabole, favole dei fratelli Grimm, favole di Esopo e desideri da stelle cadenti. Qual è l’idea progettuale al di là del generico polmone verde? Perché non possono bastare mille metri per creare un’area verde?
Perché nelle prescrizioni edilizie della costruzione non vengono richieste la continuità architettonica con la scala della luce?
La famiglia Garofalo ha tentato negli anni di costruire altrove, come ad esempio nella zona di Piazza Due Palme o sotto la scala ove ora è stato impiantato il Palatenda, ma non gli è mai stato permesso.
Se la proprietà privata è tutelata dall’articolo 42 della Costituzione italiana, che la riconosce e la garantisce stabilendo che la legge ne fissa i limiti, assicura la sua funzione sociale e disciplina l’espropriazione con indennizzo per motivi d’interesse generale, da quanti anni gli eredi Garofalo aspettano l’indennizzo? Dato che si parla tanto di polmone verde, perché ai 1000 metri che vengono dalla Carrubera e che possono essere facilmente collegati alla Villa Comunale, non si aggiunge anche la riconversione di Piazza Roma in verde, visto che è in progetto il rifacimento di piazza Annunziatella entro Natale?
Ripensando Piazza Roma In verde pubblico, si potrebbe ampliare la strada dove c’era lo studio del dottor Giannitto, per permettere il passaggio delle auto verso via Roma, collegando direttamente la villa comunale con Piazza Roma.
Ne verrebbe un polmone verde e una villa comunale veramente importante, che permetterebbe anche la realizzazione di un piccola Arena ad anfiteatro per gli spettacoli. Abbiamo valenti professionisti, progettisti, imprenditori e anche orgogliosi cittadini di Brolo che potrebbero dare idee concrete. Riempiamo la parola verde con idee, ma con idee fattibili non con iperbole mediatiche.
La strada che attualmente costeggia la villa e arriva davanti al comune, potrebbe essere realizzata dietro il costruendo fabbricato, così da consentire il collegamento diretto tra il triangolo e la villa, senza disagi per il traffico proveniente dalla zona Marina.
Qui in verde ho evidenziato come ho ripensato la Villa e il polmone green del paese
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12 Agosto 2026

Autore:

redazione


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