Attualita

FICARRA – Battiti di memoria e di gusto

Sul palco de “Le Vie dei Lancia” il racconto intimo dello chef Vincenzo Ridolfo e della food & travel blogger Barbara Conti

Il cibo non è solo nutrimento, ma un linguaggio che connette storie, territori e persone

Una piazza attenta ed emozionata alla ricerca di radici profonde ha fatto da cornice a uno dei momenti più intensi della manifestazione “Le Vie dei Lancia – Terre dei Sapori” a Ficarra.

Ieri, quella piazzasi è trasformata in un palcoscenico a cielo aperto dove la gastronomia è diventata pura narrazione.

Protagonisti assoluti della serata sono stati lo chef Vincenzo Ridolfo e la food & travel blogger e divulgatrice Barbara Conti, preceduti da un momento di confronto istituzionale che ha visto la partecipazione del sindaco Basilio Ridolfo, del delegato alla cultura Mauro Cappotto. Un talk condotto da Massimo Scaffidi.

Un dialogo corale che ha introdotto il pubblico nel cuore pulsante dell’identità siciliana, culminando nel toccante racconto intimo dello chef ficarrese.

Vincenzo Ridolfo: «Questo non è uno show cooking. È storia»

Prendendo la parola sul palco, Vincenzo Ridolfo, emnozionatissimo, ha subito chiarito la natura profonda della sua performance, spogliandosi della veste puramente tecnica per mostrarsi come figlio della sua terra:

«Molti di voi mi conoscono… e per chi non mi conoscesse, mi chiamo Vincenzo Ridolfo. Le mie origini vengono da qui, da questa terra che mi ha cresciuto. Faccio lo chef di professione, ma prima ancora sono un figlio di questa comunità. Mettetevi comodi. Perché questo non è uno show cooking. È storia. Una storia che appartiene a tutti voi, che attraverso un piatto cerco di raccontare».

Al centro della scena c’è un simbolo antico e potentissimo: il paniere. Un oggetto che per lo chef rappresenta molto più di un contenitore, trasformandosi in un vero e proprio archivio di emozioni e di vita vissuta:

«Il paniere non è un oggetto. È un respiro. È un gesto che attraversa le generazioni come una vena di terra. È la mano che torna, la porta che si apre, la casa che si ricompone. Da bambino lo vedevo arrivare come si vede arrivare l’alba: senza rumore, senza fretta, senza bisogno di parole… Col tempo ho capito che quel paniere non portava cibo. Portava casa. Portava il ritorno. Portava il sollievo».

Da questa radice viscerale e dall’ascolto della propria terra prende forma il piatto presentato a Ficarra, intitolato non a caso “La casa dentro il paniere”, legato a doppio filo anche a un progetto d’eccellenza e innovazione come il prosciutto di manzo VRA:

«Il prosciutto di manzo VRA è questo: la memoria che diventa carne, la terra che diventa tempo, la verità che diventa sapore… E oggi, mentre apro questo paniere davanti a voi, non sto aprendo un contenitore. Sto aprendo un ricordo. Sto aprendo un destino. Sto aprendo la casa che mi ha fatto uomo».

Barbara Conti: «Il cibo non è solo ciò che cucini. È ciò che custodisci»

Ad affiancare lo storytelling della serata c’è stata Barbara Conti, solare e concreta, che ha offerto una riflessione profonda e appassionata sul valore etico e culturale della comunicazione gastronomica, tracciando il senso autentico del suo ruolo di food & travel blogger:

«C’è sempre qualcuno che ti chiede: “Ma che lavoro fai?” E tu sorridi, proprio come in questa foto, con il sole addosso e la Sicilia sotto i piedi… Raccontare il cibo non è un mestiere che si spiega in due righe: è un cammino, una postura, un modo di stare nel mondo. Il cibo non è solo ciò che cucini. È ciò che custodisci».

Citando le parole di Anna Maria Pellegrino, fondatrice AIFB – Associazione Italiana Food Blogger – , la divulgatrice ha rimarcato l’importanza di una narrazione fondata sulla responsabilità e sul rispetto del territorio:

«La narrazione del cibo è una responsabilità. Non è moda, non è velocità, non è algoritmo. È etica. È territorio. È cultura. È condivisione… E allora sì, se qualcuno pensa che i food blogger siano “quelli che fanno le ricette”, lasciamoglielo pure credere. Perché in fondo, anche i cuochi sono “quelli che cucinano”. Ma dietro quel gesto semplice c’è un mondo: tecnica, dedizione, studio, cura, visione».

Un connubio perfetto, quello tra lo chef Ridolfo e la blogger Conti, che a Ficarra ha dimostrato come la cucina e la parola possano fondersi per custodire la memoria e tracciare, con orgoglio, il futuro della Sicilia. Com’è stato un connubio perfetto quello con il “Grillo” della Cantina Lenzo selezionato direttamente dello chef  per il piatto presentato a Ficarra.

     

Redazione Scomunicando.it

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