Dopo aver raccontato i singoli artisti in residenza, è il momento di allargare lo sguardo e comprendere la portata complessiva del SITU Festival, che ha scelto come palcoscenico il borgo medievale di Ficarra, sui Nebrodi, in collaborazione con il Comune.
L’associazione promotrice: Zona Blu
Il festival nasce dall’intuizione e dall’impegno dell’A.P.S. Zona Blu, associazione a promozione sociale fondata nel 2020 da un collettivo di artisti e professionisti del settore culturale. Realtà indipendente e visionaria, Zona Blu si propone come luogo di riappropriazione territoriale e trasformazione collettiva attraverso la bellezza e l’esperienza artistica. Le cosiddette “zone blu” sono aree del mondo dove qualità e aspettativa di vita sono più alte: da questa suggestione prende forma il lavoro dell’associazione, che punta a generare comunità e connessioni attraverso laboratori, eventi, esposizioni e residenze.
Nel 2024 ha aperto a Milano il Blue Institute of Futures – BIOF, spazio di ricerca e sperimentazione che ospita concerti, performance, workshop e mostre, incarnando un modello di “piattaforma aperta” alle contaminazioni artistiche e sociali.
La filosofia del festival
Il nome stesso del festival, come spiega Mauro Cappotto, indiscutibile motore dell’inizitiva ( e non solo di questa a Ficarra e dintorni) – SITU, dal latino e dal siciliano “luogo” – indica la sua missione: reinterpretare i siti storici e identitari dei borghi siciliani in chiave contemporanea, trasformando chiese, palazzi, piazze e frantoi in spazi vivi di dialogo artistico. Ogni edizione segue una doppia scansione: prima la residenza, con gli artisti selezionati tramite open call che realizzano opere site-specific; poi la restituzione pubblica, con il festival vero e proprio, fatto di mostre, performance, talk, workshop, arte-terapia, musica e incontri con la comunità.
L’obiettivo è chiaro, ed è stato ampiamente raggiunto: creare una rigenerazione territoriale dal basso, innescare relazioni tra artisti, artigiani, cittadini e operatori culturali, e dimostrare che l’arte può essere un motore di trasformazione sociale e identitaria.
Il borgo e i suoi spazi
Ficarra, sulle pendici dei Nebrodi, è un borgo che conserva intatta la sua anima medievale: vicoli in pietra, piazze intime, palazzi nobiliari e un patrimonio artistico che va dal polittico di Antonello da Messina al Museo della Fiaba. In questo contesto si inseriscono le location del festival: Palazzo Milio, sede della collezione contemporanea del Comune; la Stanza della Seta, spazio di residenze che dagli anni Ottanta ospita artisti e intellettuali; e le quattro Vetrine urbane (Pescheria, Vecchio Frantoio, Palazzo Busacca, ex Ufficio di collocamento), nuove piattaforme diffuse che diventano esposizioni permanenti ma in continua trasformazione. Le Vetrine, come “inviti ad entrare”, evocano l’idea di un negozio che mostra e stimola la curiosità, ma in questo caso il retrobottega è immateriale: è il bagaglio esperienziale e conoscitivo che solo l’arte sa offrire.
Ospiti e collaborazioni
La sesta edizione del SITU Festival non si limita alle residenze artistiche. Accanto agli artisti selezionati, il programma si arricchisce con contributi e collaborazioni di realtà prestigiose come:
Fondazione Studio Rizoma (Palermo), hub transnazionale di produzione e ricerca;
Fondazione Brodbeck (Catania), centro no profit dedicato alla diffusione dell’arte contemporanea;
Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS (Catania), che promuove contaminazioni culturali;
Pulcherrima Res (Palermo), cooperativa sociale che unisce valorizzazione del patrimonio e inclusione sociale;
Fondazione RIV, nuova realtà fondata nel 2025 che porta l’arte contemporanea anche in luoghi sacri e non convenzionali.
Questa rete di partner consolida il carattere nomade, collaborativo e interdisciplinare del festival, che trova nella Sicilia un laboratorio aperto, fertile e continuamente in dialogo con l’esterno.
Ciò che distingue SITU è la sua capacità di attivare relazioni autentiche con il territorio. Non un festival calato dall’alto, ma un processo che si intreccia con la vita del borgo: dagli scalpellini e artigiani locali, ai giovani delle scuole, fino alle famiglie che aprono cortili e terrazze per accogliere opere e performance. Per Ficarra, riconosciuta come “Città dell’Olio” e custode di una tradizione artigianale legata alla pietra, ma anche portatrice di cultura delle tradizioni e del territorio con la sua rete museale, il festival rappresenta una straordinaria occasione di visibilità culturale e turistica, oltre che un’opportunità di riflessione collettiva sul proprio patrimonio materiale e immateriale.
Il SITU Festival dimostra che la Sicilia non è periferia ma centro pulsante di idee e pratiche artistiche. In un tempo in cui i linguaggi contemporanei rischiano di diventare autoreferenziali, Ficarra si propone come luogo vivo di contaminazione e rigenerazione, dove l’arte torna a essere ciò che è sempre stata: esperienza, relazione, cura.
Un festival che non solo porta l’arte nei borghi, ma trasforma i borghi stessi in opere d’arte. Le prime due edizioni si sono svolte a Militello Val di Catania (CT), la terza ad Acate (CT), la quarta a Chiaramonte Gulfi (RG) e la quinta a Modica (RG). La sesta edizione a Ficarra (ME) nel 2025, in collaborazione con Le Stanze della Seta.
Il team curatoriale dell’edizione 2025 è composto da Nicola Tineo, Viola Lo Monaco e Francesca De Chiara.
Studio Rizoma
Fondazione Studio Rizoma è un hub transnazionale con sede a Palermo che sviluppa produzioni artistiche, ricerca e attivismo politico attraverso un programma pluriennale, borse di studio e residenze. La missione di FSR è promuovere la crescita, l’internazionalizzazione e la professionalizzazione degli attori culturali e sociali nella città di Palermo e nell’intera regione del Mediterraneo. Promuoviamo la creazione e l’innovazione culturale, promuovendo l’accesso e la partecipazione alle arti e alla società contemporanee.
Aterraterra
Diego Miguel Mirabella
Diego Miguel Mirabella (1988) intreccia nei suoi progetti immaginari, pratiche e tradizioni di
altri artisti e artigiani, per esplorare il confine di comunicazione e scambio con “l’altro”, dando vita a opere nate da questo dialogo. Ha esposto in Italia e all’estero: Studio SALES, Roma (2024); Una boccata d’arte, Agnone (2023); Galleria Mazzoli, Modena (2023); Museum of Turkish and Islamic Art, Istanbul; Italics, Monopoli (2022); Palazzo Abatellis, Palermo (2022); Museo Gam, Roma (2021); Moonens Foundation, Bruxelles (2021); Bozar, Bruxelles (2018); IIC, Bruxelles (2017); Belmacz, Londra (2016). Nel 2021 ha vinto Cantica21. Nel 2016 ha co-fondato a Londra l’artist run space Limone.
Mario Bronzino
Mario Bronzino (Palermo, 1997) è curatore indipendente e critico per la rivista d’arte contemporanea Exibart e per la piattaforma culturale Balloon Project. La sua ricerca indaga questioni legate a nuove forme di esistenza e indirizza lo sguardo verso condizioni latenti della realtà. Il suo approccio intende generare un accesso verso piani infra-ordinari e offrire percorsi non lineari all’interno del dialogo storico e architettonico tra opere e spazio, accentuando crepe tra le certezze visive, narrative e concettuali. Attualmente è membro del Comitato Scientifico di BCC Arte&Cultura di Iccrea Banca e cura per Isola|Catania il programma di mostre nell’ambito del progetto “Coalizioni Isola” promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero Della Cultura.
Sam Zanardo, Sara Firrarello, and Vittorio Auteri
Sam Zanardo, Sara Firrarello e Vittorio Auteri sono un collettivo di artistə con base tra la Sicilia e i Paesi Bassi. Il loro progetto nasce nel 2025 da una fascinazione condivisa per l’immaginario mediterraneo, il sogno e le zone di contatto tra sacro e visione, intese non come categorie stabili ma come territori di contraddizione, desiderio e trasformazione. La collaborazione prende avvio nella primavera 2025 con Sonic Premeditations, un progetto sviluppato durante la residenza Maremeo di Salmastra, a Catania, dedicato a pratiche che intrecciano deep listening, esperienze somatiche e performatività. Nel loro lavoro inedito Would you believe it, Ariadne?, il collettivo attinge alla nozione di “mostruosità” per attraversare l’umano come territorio di ferite, grida e tensioni del presente. La figura del mostro diventa, in questa prospettiva, guida e tramite per esplorare ciò che eccede i confini del dicibile e del normato, riattraversando i miti e riscrivendoli da una prospettiva marginale, frammentata, queer e incarnata. Sam e Sara operano principalmente nell’ambito della performance, del teatro e delle pratiche corporee, mentre Vittorio è musicista, compositore e sound artist, con una ricerca che si muove tra sperimentazione audio e performance dal vivo. Il loro incontro nasce dal desiderio di indagare le risonanze tra corpo e suono, intesi come linguaggi porosi capaci di mettere in crisi il dominio della parola razionale e aprire spazi di immaginazione.
è legata alla storia e alla memoria del paese di Ficarra ma nello stesso tempo è una sorta di boa, un facile approdo per artisti e curatori invitati a vivere un’esperienza in site specific. In un contesto dove i linguaggi contemporanei somigliano sempre più ad una torre di Babele, la Stanza della Seta, con l’attività continua di residenze d’artista, punta sul rigore della pratica che parte dalla meditazione/interazione con il luogo e i suoi abitanti. Genius loci, che per l’artista diventa occasione di contaminazione, di rigenerazione, un osservatorio su un paesaggio da definire. La prima esperienza risale alla fine degli anni ottanta, con la realizzazione di un progetto di dieci residenze contemporanee denominato Le stanze.
Quell’esperienza, maturata quasi per caso e in assoluta incoscienza, ha innescato cortocircuiti e interazioni interessanti, soprattutto per la semplice “verità” dei legami prodotti, dei segni lasciati. Quell’esperienza è stata sicuramente “l’origine della ferita”. Il nuovo ciclo si è aperto nel segno della collaborazione con il Museo Riso, la Fondazione Brodbek, la Fondazione OELLE, una rete di collaborazioni diffusa nel territorio siciliano.
All’interno del corpo urbano di Ficarra 4 Vetrine: nella Pescheria, nel Vecchio Frantoio, a Palazzo Busacca e nell’ex ufficio di collocamento. Le vetrine rappresenteranno una nuova dotazione per il paese, l’emanazione della Stanza della seta, come una sorta mostra permanente ma costantemente rinnovabile: luoghi, nei quali viene fuori il carattere sperimentale e laboratoriale dell’intero progetto, per la gran quantità di persone coinvolte, per la varietà dei materiali utilizzati e dei procedimenti adottati e per la sequenza di angoli portati alla luce. Ma sono anche possibilità visibili per restituire il massimo di “auraticità” alle opere o agli interventi prodotti. Il concetto di vetrina rimanda abitualmente a qualcosa che deve attrarre l’attenzione e lasciare intendere cosa c’è nello spazio retrostante. Un invito ad entrare e a conoscere il contenuto dell’interno del negozio. In questo caso lo spazio retrostante non è reale, non è percorribile, ma è rappresentato da tutto quel bagaglio “immateriale” che l’arte produce e trasmette, è costituito da quei percorsi esperienziali e di conoscenza che sola l’arte, in tutte le sue discipline, è in grado di offrire. Le vetrine sono dunque l’incipit di discorsi e riflessioni che ciascun visitatore, dopo essere entrato in contatto con l’opera, porta avanti da solo. Il loro “retro negozio” è tutto implicito nell’opera o nelle opere in esecuzione prima, e in mostra dopo.
La Stanza della Seta con la collezione di Palazzo Milio sono figli della capacità maturata in Sicilia di costruire percorsi differenti, autonomi e mobili.
Mobili dentro le geografie, mobili lungo l’asse del tempo, mobili nelle strutture gestionali, mobili nella progettualità. La Sicilia ha sempre rappresentato un terreno di sperimentazione di modelli di lavoro – e probabilmente di esistenza – eccentrici, intendendo con questo termine proprio quell’essere “fuori dal centro” che per un verso è stata una condizione forzata, per l’altro un’attitudine coltivata per secoli, un potenziale enorme in termini ideativi, di contenuti, di pratiche.
Ospiti della stanza:
Paolo Parisi, Giovanni Surace, Lia Pantani, Ferdinando Fedele, Luca Giacobbe, Colomba Amstuz, Lorenzo Reina, Massimo Bartolini_artista – Urs Luthi_artista – Federico Baronello_artista – Giacomo Rizzo_artista – Antonio Arevalo_curatore – Gaetano Foti_scienziato – Yannic Joray_artista – Emmanuel Daniela Bigi curatore – Lambion_curatore – Vincenzo Estremo_curatore – Alessandra Ferlito_curatore – Angelika Stepken_curatore – Tothi Folisi_artista – Clio Nicastro_scrittrice – Giovanni Iovane_curatore – Maria Domenica_Rapicavoli_artista – Ute Muller_artista – Christoph Meier_artista – Nicola Pecoraro_artista – Roberto Lambarelli storico/curatore – Campostabile_collettivo di artisti – Gianluca Concialdi_artista – Jimmy Pawer_artista. Lois Weimberger, Hugo Canoilas, Meris Angioletti (Italia), Thomas Knoefl (Germania), Mark Kremer (Olanda), Emmanuelle Lainé (Francia), Ana Manso (Portogallo), Marco Pasi (Olanda), Atlas projectos (André Romão, Nuno Luz) Portogallo, Benjamin Valenza (Francia), Giuseppe Buzzotta, Gabriella Ciancimino, Derek Di Fabio, Genuardi/Ruta, Carmelo Nicotra, Giuseppe Lana, Manuel Scano Larrazabal, Vincenzo Schillaci, Stefania Zocco, Ra Di Martino, Ilario Isola Lorand Hegyi curatore, Volkhard Kempter, Juan Pablo Macias, Gianfranco Maranto, Barbara Cammarata, Antonio Rizzo, Francesca Baglieri.
la Stanza della Seta space for contemporary artists in the specific site
Location che ricostruisce gli ambienti familiari del poeta del ‘900 siciliano Lucio Piccolo, oggi sede di residenze d’artista e intellettuali, il luogo è legato alla storia ed alla memoria del paese di Ficarra. Dotata di una collezione di opere d’arte contemporanea ospitata nel Museo di Palazzo Milio e di quattro vetrine espositive dislocate nel tessuto urbano, promuove attività continua di residenza, puntando sul rigore del linguaggio che parte dalla contaminazione con il luogo e i suoi abitanti. Le vetrine rappresenteranno per il paese l’emanazione della Stanza della seta, come una sorta mostra permanente ma costantemente rinnovabile: luoghi, nei quali viene fuori il carattere sperimentale e laboratoriale dell’intero progetto, per la gran quantità di persone coinvolte, per la varietà dei materiali utilizzati e dei procedimenti adottati. Ma sono anche possibilità visibili per restituire il massimo di “auraticità” alle opere o agli interventi prodotti.
Fondazioni e Partners
Fondazione Brodbeck
La Fondazione Brodbeck, fondata da Paolo Brodbeck nel 2007 a Catania, è un’istituzione no profit dedicata alla produzione e diffusione dell’arte contemporanea. Ha sede in un ex complesso industriale di 6.000 mq nel quartiere San Cristoforo, un tempo destinato alla lavorazione della liquirizia e della frutta secca. Sotto la direzione artistica di Gianluca Collica, la Fondazione ha ospitato mostre e residenze per artisti nazionali e internazionali, affermati ed emergenti, tra cui: Christian Andersson, Michael Beutler, Urs Lüthi, Diango Hernández, Esther Kläs, Luca Vitone, Nicola Pecoraro e Maria D. Rapicavoli. Grazie a una rete di collaborazioni con curatori e istituzioni italiane e internazionali, promuove un dialogo aperto e interdisciplinare con un pubblico ampio. Dal 2014 è parte del Comitato Fondazioni Arte Contemporanea.
Fondazione OELLE
Costituita nel 2009 e presieduta dall’imprenditrice Ornella Laneri, la Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS – con sede operativa ed espositiva all’interno della struttura alberghiera di proprietà della famiglia Laneri – assume nel 2017 l’attuale indirizzo culturale e scientifico, ponendosi come scopo primario quello di mettere in relazione le più diverse etnie in una contaminazione artistica continua e contemporanea, agendo da “detonatore culturale” di progetti e visioni. La Fondazione, inoltre, agisce all’interno del panorama culturale nazionale e internazionale anche attraverso collaborazioni con enti pubblici, istituzioni private e partner culturali, in un network dinamico e in continua evoluzione.
Pulcherrima Res
Pulcherrima Res è una cooperativa sociale con sede a Palermo, impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale e nella promozione dell’inclusione sociale. Opera principalmente nel centro storico della città, dove gestisce e anima alcuni dei complessi monumentali più significativi attraverso eventi culturali come mostre, concerti, visite tematiche e attività teatrali. Parallelamente, porta avanti un forte impegno sociale con iniziative di solidarietà attiva, come una mensa che distribuisce quotidianamente fino a 150 pasti e un centro alimentare che assiste circa 380 persone ogni settimana. Tra i suoi progetti più emblematici figura la Dolceria I Segreti del Chiostro, che recupera e diffonde l’eccellenza della tradizione dolciaria conventuale siciliana. Pulcherrima Res rappresenta un modello di impresa culturale e sociale integrata, capace di generare valore per la collettività attraverso cultura, lavoro e mutualismo.
Fondazione RIV
Patrizia Monterosso è presidente della Fondazione RIV, istituita nel 2025 come ente no profit che persegue finalità civiche, di solidarietà e di utilità sociale nel campo dell’arte e della cultura. La Fondazione si dedica alla promozione dell’arte contemporanea, dell’arte sacra e della cultura sociale, con un approccio che unisce ricerca, sperimentazione e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Caratterizzata da una progettualità nomade, la Fondazione RIV realizza mostre, programmi di residenza per artisti, laboratori e iniziative culturali in luoghi di culto e spazi significativi, favorendo il dialogo interculturale e interreligioso. Questo modello innovativo mira a migliorare l’accesso all’eredità culturale, con particolare attenzione ai giovani e alle persone svantaggiate, promuovendo l’inclusione sociale attraverso l’arte.
Artisti in residenza
Alessia Talò (1999, Italia) è un’artista visiva residente nei Paesi Bassi. La sua ricerca riflette su esperienze intime, intuitive e corporee, traducendo in linguaggio visivo attraverso pittura, arti tessili, installazioni e pratiche partecipative. È interessata alle impronte lasciate dalle eredità culturali e familiari, ai miti e alle storie e al loro ruolo nel plasmare l’identità. È co-fondatrice di Crow Stitch, collettivo artistico nato dall’intreccio di valori di cura, resistenza e liberazione.
Camila Curiel (1994) artista visiva e designer, esplora verità e illusione in un mondo plasmato dalla tecnologia, dalla comunicazione e dalle dinamiche sociali che alterano la nostra identità e il nostro ambiente. Considera l’arte un’illusione essenziale che ci aiuta a sopportare l’insopportabile e a continuare a spingere la roccia di Sisifo. Influenzata dal suo background di graphic designer, art director e fotografa, utilizza codici comunicativi per creare finzioni che stimolano il dialogo sulle realtà attuali, sui possibili futuri e sui sogni impossibili. Il suo lavoro multimediale fonde fotografia, video, animazione e tecniche di stampa. Vive e lavora a Milano presso lo Studio TreTre, in via Farini.
Margot Kalach (Città del Messico, 1992) Inizia il suo lavoro ai limiti e all’espansione del medium fotografico. Margot si concentra sulla fotografia sperimentale analogica, così come su installazioni e disegni che partono dal mezzo fotografico e si estendono ad altri media. L’idea dell’immagine come azione fisica in un mondo inteso come movimento costante e puro motiva il suo lavoro. Margot enfatizza la creazione di “tecnologie intime” – strumenti di disegno luminoso e altri dispositivi come estensioni del corpo per creare opere. È interessata all’evoluzione organica e complessa del tempo e della materia e alla filosofia della scienza.
Silvia Muscolino (Catania, 1998) sii laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e nel 2025 si specializza in Pittura e Linguaggi del Contemporaneo all’Accademia di Belle Arti di Catania. Nello stesso anno viene selezionata per il programma espositivo del progetto “Coalizioni” di Isola|Catania e supportato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea. La sua ricerca indaga nuove vie espressive per un Femminile rigenerato, attraverso scene di idillio e spiriti tormentati. Tra le ultime mostre a cui ha partecipato: Forme Consapevoli, Fondazione Amleto Bertoni (Saluzzo); No Time No Space, LOC – Laboratorio Orlando Contemporaneo (Capo D’Orlando); Volàtile, Galleria Massimoligreggi (Catania).
Rossana La Verde (Caltanissetta, 1997) si laurea in Scultura all’Accademia di Brera a Milano, poi, alla ricerca di un dialogo tra arte e moda, consegue la magistrale in Moda all’Università Iuav di Venezia. L’immaginario che guida la sua ricerca si intreccia con un mondo poetico e infantile, in cui la tenerezza si alterna al dolore, e dove il gioco dell’immaginazione diventa uno strumento per ricostruire ciò che è andato perduto. Nel 2022 vince il premio ARTbite x Cramum, e dopo una serie di mostre collettive espone con Paratissima x Start Saluzzo. Avvia inoltre una ricerca performativa, recentemente presentata da Traffic Gallery. Il suo percorso legato alla moda include una collaborazione come costumista per una puntata di Viva Rai2! e la realizzazione degli abiti da scena per gli spettacoli teatrali di Lucia Di Pietro, presentati da Officine Caos, Centrale Fies e Fabbrica del Vapore.
Gregorio Vignola (Como, 1995) sviluppa una ricerca visiva che intreccia naturale e artificiale, passato e futuro, creando ecosistemi ibridi e forme sospese nel tempo. Le sue opere, spesso ispirate al concetto di stratificazione — geologica, temporale e tecnologica — evocano reliquie di realtà mai avvenute, pulsanti sotto la superficie del presente. Ha esposto in spazi come Colombo Industrie Tessili (Como, ECHI, 2025), Spazio Volta (Bergamo, Warm Hole Throat, 2024), Spazio 15 (Brescia, Sabbie di*, 2022), e Spinoff Gallery (Milano, Bite the Bullet, 2022
Rosa Frazzica (Lucca, 1999) indaga il bisogno umano di dare forma all’ignoto, muovendosi tra mito e metodo, scienza e culto. La sua ricerca ruota attorno al gesto della cura, intesa come rito, protocollo e promessa, dando vita a forme ibride sospese tra sacralità e tecnica, corpo e dispositivo. Le sue opere propongono un’iconografia della cura instabile ma familiare, capace di interrogare le narrazioni salvifiche contemporanee. Ha esposto nella personale Subterranean Profluvium (StudioHomeAwareness, Milano) e in collettive come L[U]OGO (Galleria Lampo, Milano, a cura di Rea! Fair) e This is not a curated exhibition III (Galleria Ramo, Como).
Lorenzo Finotti (Verona, 2000) è un artista visivo che studia Pittura all’Accademia di Brera. La sua ricerca riflette sull’immagine fotografica e il suo rapporto con la materia reale, dando forma a installazioni che combinano fotografia, pittura e scultura. Ha esposto in diversi contesti collettivi tra Milano e Verona, tra cui Casa degli Artisti e Museo Botanico Aurelia Josz. Nel 2024 partecipa alla mostra bipersonale Maiastra, a cura del Collettivo Ará.
Vittoria Montesano (Erba, 2002) indaga le relazioni tra corpo, ambiente e ascolto attraverso performance, suono e installazione. La sua pratica crea spazi partecipativi e attraversa i confini disciplinari in modo fluido. Ha preso parte a mostre collettive e progetti indipendenti in Lombardia e Toscana, tra cui Aria e Alto Liccio. Nel 2024 cura la mostra Maiastra con Collettivo Ará e Pietro Coppi.
Ficarra è un affascinante borgo medievale situato a 450 metri d’altezza, sulle pendici settentrionali dei Nebrodi, a soli 5 km dalla costa antistante le Isole Eolie . Il paese ha origini antiche, risalenti probabilmente al periodo bizantino. Durante il periodo normanno, la Sicilia divenne un territorio di grandi baronie, e Ficarra fu dominata da varie famiglie nobili, tra cui i Lauria e i Lancia. La baronia fu venduta all’asta nel 1738, dando inizio a una trasformazione che vide l’insediamento di nobili famiglie. Il centro storico di Ficarra è caratterizzato da un intreccio di vicoli, piazze e strade che ruotano attorno a tre elementi architettonici principali: il castello, la chiesa madre e i ruderi dell’ex convento dei Minori Osservanti. Le architetture sono fortemente influenzate dalla storia del borgo, con elementi arabo-normanni e una planimetria che si è mantenuta inalterata nei secoli. Il paese conserva una struttura urbanistica autentica, intatta dalla devastazione edilizia che ha colpito altri centri siciliani.
Ficarra ospita numerosi luoghi di interesse, tra cui la Badia Benedettina, il complesso monastico dei “100 Archi”, la Chiesa dell’Annunziata con opere d’arte significative come il polittico commissionato ad Antonello da Messina, e il Palazzo Busacca, sede del Museo della fiaba. Altri luoghi di interesse sono la Piazza Umberto I, la Fortezza Carceraria, il Museo dei giochi medievali e il Palazzo Milio-Ficarra, che ospita un centro di produzione artistica contemporanea. Il paese ha una forte connessione con famiglie illustri come i Lancia e il poeta Lucio Piccolo di Calanovella.
Ficarra ha una lunga tradizione artigianale, soprattutto nella lavorazione della pietra, con gli scalpellini locali che hanno influenzato le costruzioni ecclesiastiche in Sicilia. Il borgo conserva un patrimonio culturale ricco e genuino, con valori di amicizia, accoglienza e ospitalità che si riflettono nella vita quotidiana e nelle tradizioni locali. La cucina e l’artigianato sono strettamente legati ai prodotti del territorio, come l’Oliva Minuta, che ha contribuito al riconoscimento del paese come “Città dell’Olio”.
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