L’inaugurazione, ieri, della nuova Casa di Comunità Spoke di Brolo segna un passaggio rilevante nel ridisegno della sanità territoriale dei Nebrodi.
Un’opera da 1,6 milioni di euro finanziata con risorse del PNRR, realizzata nei locali riqualificati dell’ex poliambulatorio di via Kennedy, che punta a rafforzare il sistema di assistenza di prossimità e a ridurre la pressione sugli ospedali. Alla cerimonia hanno preso parte la direzione strategica dell’Asp di Messina, il sindaco di Brolo e presidente della Commissione Salute all’Ars Giuseppe Laccoto, il deputato regionale Pino Galluzzo, amministratori locali e i sindaci del distretto socio-sanitario di Patti.
L’intervento si inserisce nella più ampia riforma della sanità territoriale prevista dal DM 77 e dal PNRR, che ridefinisce il ruolo delle Case di Comunità come snodi fondamentali tra cittadino, medicina di base e rete ospedaliera.
La sintesi degli interventi del sindaco, del responsabile della Rete Civica Salute e del capo gruppo dell’opposione consiliare
Il sindaco Giuseppe Laccoto ha rivendicato la portata politica e amministrativa dell’intervento, sottolineando il percorso istituzionale che ha portato al finanziamento e alla realizzazione della struttura:
«Questa non è una semplice inaugurazione, ma l’avvio concreto di un nuovo modello di sanità territoriale. L’obiettivo è chiaro: deospedalizzare e portare i servizi vicino ai cittadini, garantendo continuità assistenziale e risposte rapide».
Laccoto ha evidenziato come la struttura sia già, nei fatti, un punto di riferimento territoriale avanzato, anticipando la richiesta di riconoscimento formale come Hub: «La direzione strategica dell’Asp ha annunciato la volontà di formalizzare questo ruolo. È un passaggio importante che rafforza la centralità di Brolo nella rete sanitaria del comprensorio». Sul piano dei servizi, è stato annunciato anche il ritorno del consultorio familiare, che inizialmente troverà sede nell’ex guardia medica per poi essere integrato nella Casa di Comunità.
Dal fronte politico dell’opposizione, il capogruppo Giuseppe Miraglia – Fratelli d’Italia – ha riconosciuto il valore dell’investimento, inserendolo però in una lettura più critica sulla fase attuativa: «Siamo davanti a una struttura importante, frutto di una programmazione nazionale e di risorse europee che non possono essere disperse. Il punto vero sarà la capacità di renderla pienamente operativa ed efficiente».
Miraglia ha richiamato la necessità di una vigilanza costante: «Continueremo a seguire con attenzione l’evoluzione del progetto, perché ogni investimento pubblico deve tradursi in servizi reali e accessibili. Brolo e il territorio meritano risultati concreti, non solo inaugurazioni».
Più tecnico-istituzionale l’intervento di Marisa Briguglio, coordinatrice provinciale della Rete Civica Salute, che ha inquadrato la struttura nel sistema delle Case di Comunità previste dalla riforma sanitaria: «Si tratta di un modello multidisciplinare di assistenza territoriale, pensato per garantire presa in carico dei pazienti cronici e fragili e ridurre il ricorso improprio agli ospedali».
Briguglio ha evidenziato anche l’attenzione alla qualità degli spazi e all’accessibilità: «La struttura è ben organizzata e accessibile, anche per le persone con disabilità. È un segnale positivo che va però accompagnato da una piena funzionalità dei servizi».
In qualità di componente del Comitato di Partecipazione delle Case di Comunità dell’Asp di Messina, ha ribadito: «Seguirò da vicino l’evoluzione di questo modello, perché la sfida non è solo aprire strutture, ma farle funzionare davvero».
La nuova Casa di Comunità di Brolo si inserisce quindi in una fase di transizione della sanità siciliana, dove il tema non è più solo infrastrutturale ma organizzativo e politico: capacità di gestione, integrazione dei servizi e reale efficacia del modello territoriale.
Tra note istituzionali, attenzione dell’opposizione e monitoraggio civico, la struttura diventa anche un banco di prova concreto della riforma sanitaria e della sua applicazione nei territori periferici.
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