“IN BALIA DI CIO’ CHE RESTA” DI ANTONIO PUGLISI, PRESENTATO NELLA VILLA COMUNALE.
La vita ha poche ma essenziali regole: va vissuta intensamente prima che “un motoscafo” possa tranciare di netto ciò che si è impropriamente rimandato a domani. Lo hanno sperimentato Pippo Caruso e Basilio Mentesana.
Storie di mare, storie vere, con la presenza dei protagonisti che, loro malgrado, sono stati costretti da un “mostro d’acciaio” a passare trenta ore in mare, dove il confine tra la vita e la morte sembra essere legato alla resilienza e alla resistenza che sembra provenire dall’esempio di una paperella solitaria che macina chilometri di mare affidandosi solo alla forza di volontà. Ed è così che la brutta disavventura occorsa nel 2000 ai cognati Pippo Caruso e Basilio Mentesana è diventata un libro grazie al lavoro e all’impegno del collega Antonio Puglisi dal titolo “In balia di ciò che resta”. La storia, edita da “La bussola editore”, è stata presentata mercoledì nella villa Sandro Pertini dall’autore, dal sindaco umbertino Avvocato Veronica Maria Armeli e dalla professoressa Alfonza Conti Nibali.
Ad arricchire la kermesse culturale – organizzata dal Comune e dalla biblioteca comunale – la presenza, tra il folto e qualificato pubblico, proprio dei due sfortunati ma fortunati pescatori che, definire redivivi può sembrare riduttivo. Ma non è la narrazione di una semplice storia – spiega Puglisi rispondendo alle domande di Conti Nibali – è anche e soprattutto la ricostruzione degli stati d’animo dei due uomini in mare e delle loro famiglie rimaste a terra in attesa di un segnale o una notizia che tardava troppo ad arrivare. Loro malgrado, i protagonisti – spiega l’autore – si sono trovati in un attimo a fare i conti “In balia di ciò che resta”.
Non solo. I due cognati hanno caratteri differenti che trovano dimensioni opposte tra calma granitica e “agitazione distruttiva”. Due realtà psicologiche che si incontrano e scontrano nella più difficile delle situazioni ma che, alla fine, pervengono ad un unico pensiero: da redivivi la dimensione e l’importanza da dare alle cose cambia e si riduce a ciò che è veramente importate. La vita può, fosse solo per un capriccio della sorte o per un motoscafo che trancia in due una barca e scappa, farci capire ciò che veramente conta dando la giusta valenza a gesti considerati di routine ma che tali non sono e, soprattutto, ci sbatte in faccia che il tempo non è infinito e può lasciarci appunto, per dirla con Antonio, “In balia di ciò che resta”. Una storia vera, un libro e, perché no, un film in un futuro non troppo lontano.
Una pellicola che avrebbe già una colonna sonora perché tali potrebbero essere i brani eseguiti dalla brava musicista umbertina Alisia Gridà. L’aspetto logistico, scenografico e di coordinamento tra i vari uffici, infine, è stato curato dall’assessore Valentina Tascone.
Enzo Caputo














