Dalla Sagra del Pistacchio di Bronte ai nuovi modelli di comunicazione istituzionale: perché raccontare bene un territorio significa costruire futuro.
Dopo la XXXIV edizione della Sagra del Pistacchio Verde di Bronte, che ha superato le 700 mila visualizzazioni social e coinvolto oltre 40 testate e media regionali, abbiamo incontrato Maristella Ridolfo, amministratrice unica di Quater, per parlare di strategie di comunicazione, innovazione e del ruolo sempre più centrale del marketing per le amministrazioni pubbliche.
Dottoressa Ridolfo, partiamo da Bronte: cosa rappresenta per voi questo progetto?
La Sagra del Pistacchio di Bronte non è solo un evento, ma un ecosistema narrativo. Per noi ha rappresentato la possibilità di dimostrare che una manifestazione storica può diventare un brand territoriale contemporaneo, capace di parlare al pubblico locale ma anche a quello nazionale. Il risultato non è stato solo numerico, – anche se è importante – ma soprattutto identitario: Bronte è uscita rafforzata nella sua immagine.
Nel vostro lavoro si parla spesso di “comunicazione come strategia”, non come semplice promozione. Cosa significa?
Significa superare l’idea dell’evento fine a sé stesso. Oggi comunicare vuol dire costruire reputazione, creare un racconto coerente nel tempo, lasciare materiali, immagini, video e contenuti che restano patrimonio dell’ente. La comunicazione non accompagna l’evento: lo struttura, lo rende riconoscibile e duraturo. E su questo, permettete un inciso – un ringraziamento speciale ve a tutto lo staff tecnico\amministrativo, alla giunta ed al sindaco di Brolo, che da subito quando abbiamo illustrato il progetto di comunicazione e le sue innovazione, ci ha dato fiducia.
Quanto è importante oggi la comunicazione per le amministrazioni pubbliche?
È fondamentale. Le amministrazioni non possono più limitarsi ad “organizzare”: devono spiegare, raccontare, coinvolgere. Una buona comunicazione migliora la percezione dell’ente, rafforza la fiducia dei cittadini e rende trasparente il lavoro quotidiano. Valorizzare l’immagine pubblica significa valorizzare anche l’impegno amministrativo.
Qual è l’elemento più innovativo del metodo Quater?
L’integrazione. Lavoriamo su strategia, creatività, presenza sul campo e analisi dei dati, tutto insieme. Non esistono più compartimenti stagni: ufficio stampa, social media, produzione video, branding e media relations devono dialogare costantemente. A Bronte lo abbiamo dimostrato con una comunicazione fluida, immediata e riconoscibile. Questo grazie allo staff interno che abbiamo saputo modulare, dai fotografi ai responsabili del web, dalla grafica ai responsabile della comunicazione in senso stretto fino all’ufficio amministrativo che segue gli aspetti della rendicontazione e della gestione finanziaria.
La mascotte “Mr Bront” è diventata uno dei simboli dell’edizione 2025. Quanto conta oggi il linguaggio visivo?
Conta tantissimo. Le persone ricordano ciò che vedono e sentono, non solo ciò che leggono. Un’immagine forte, una mascotte, che diventa virale creano empatia e memoria. Mr Bront non è stato solo un personaggio, ma un ponte tra tradizione e modernità, capace di parlare anche ai più giovani.
La comunicazione può incidere realmente sul turismo e sull’economia locale?
Assolutamente sì. I numeri parlano chiaro: visibilità significa presenze, pernottamenti, indotto economico. Ma soprattutto significa destagionalizzare, far conoscere un territorio anche oltre l’evento. Quando comunichi bene, inviti le persone a tornare.
Quali sono i prossimi progetti di Quater?
Stiamo lavorando su nuovi format di comunicazione territoriale, eventi identitari, campagne istituzionali e storytelling dedicati ai borghi e alle aree interne. Il nostro obiettivo è aiutare le comunità a raccontarsi in modo autentico ma contemporaneo, senza snaturarsi.
In conclusione, perché oggi il marketing pubblico non è più un optional?
Perché viviamo in un mondo iperconnesso, dove chi non comunica scompare. Il marketing pubblico non serve a “fare propaganda”, ma a dare valore alle azioni, a rendere visibile il lavoro svolto e a costruire una relazione vera con cittadini e visitatori. Comunicare bene è un atto di responsabilità.
Maristella Ridolfo (Quater) è l’amministratrice della società
















