Cronaca

MESSINA – Rifondazione Comunista contro il nuovo hub militare nella Zona Falcata

“Un progetto che snatura la città e sacrifica un luogo simbolo”

Un appello forte contro il progetto del Ministero della Difesa che prevede la realizzazione di un grande hub militare nell’area

La Zona Falcata, da sempre uno dei luoghi più affascinanti, misteriosi e simbolici della città di Messina, torna al centro del dibattito pubblico. Il Partito della Rifondazione Comunista Sicilia e il Circolo “Peppino Impastato” del PRC Messina lanciano un appello forte contro il progetto del Ministero della Difesa che prevede la realizzazione di un grande hub militare nell’area, destinato a ospitare i nuovi pattugliatori della Marina Militare. Un intervento definito dal PRC “ultramilionario, improvviso e calato dall’alto”, che trasformerebbe uno dei luoghi più iconici della città in un avamposto altamente militarizzato, con pesanti ripercussioni sul territorio, sull’ambiente e sulla visione futura dello spazio urbano.

Chiunque arrivi a Messina via mare conosce quella forma curva simile a una falce, dominata dalla Madonnina del Porto, che accoglie da sempre i naviganti. Nell’immaginario collettivo, la Zona Falcata è un luogo carico di storia e letteratura: basta ricordare le pagine evocative del Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo, che ne descrivono le atmosfere struggenti e marine. Eppure, questo spazio straordinario, a due passi dal centro cittadino e circondato da scuole, dipartimenti universitari e poli culturali, rimane da sempre inaccessibile ai cittadini, sottratto a un possibile destino di parco naturale, osservatorio scientifico, area culturale o polo museale.

“Invece di restituire la zona Falcata alla città – denunciano PRC Sicilia e PRC Messina – si sceglie di renderla ancora più militarizzata, negando qualunque prospettiva alternativa e qualsiasi visione ambientale o culturale”.

Il progetto: nuove banchine, magazzini e strutture per i pattugliatori PPX

Il nuovo hub militare prevede l’ampliamento delle banchine e la costruzione o ristrutturazione di magazzini e infrastrutture necessarie all’ormeggio delle unità navali di nuova generazione (classe PPX). Il general contractor sarà una ATI composta da Fincantieri Infrastrutture Opere Marittime e Fincantieri Infrastrutture Sociali (FINSO). Dal 2026 Messina dovrebbe diventare base strategica per l’accoglienza di questi pattugliatori, destinati – come evidenzia il comunicato – non solo alla sorveglianza marittima, ma anche alla “proiezione avanzata delle forze armate italiane in ambito NATO ed extra-NATO”. Il progetto sarebbe quindi inserito in una più ampia strategia di rafforzamento della presenza militare in Sicilia, una tendenza che il PRC contesta da anni.

Un elemento non secondario riguarda le osservazioni del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che ha rilevato come il territorio messinese – già fragile e segnato da una storia sismica devastante – non possa sostenere opere ad alto impatto senza un’accurata Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

Una richiesta che, per Rifondazione Comunista, conferma la pericolosità e la superficialità con cui il progetto è stato presentato.

“Tentativo di colonizzare il territorio e sottrarre spazi ai cittadini”

Il comunicato firmato da Tania Poguisch (Segretaria regionale PRC Sicilia) e Antonio Currò (Segretario del Circolo “P. Impastato” Messina) parla senza mezzi termini di: militarizzazione crescente, colonizzazione del territorio, negazione del bene comune, sacrificio delle vocazioni culturali e ambientali della città.

“Messina – scrivono – vive già una forte emigrazione. Continuare ad appaltare opere miliardarie a grandi colossi esterni significa non far crescere la città, ma renderla dipendente da logiche economiche e strategiche che nulla hanno a che vedere con il suo futuro”.

L’appello al Sindaco e alle forze politiche

Il PRC chiede un intervento immediato al Sindaco Federico Basile e a tutte le forze politiche locali: “Non permettiamo che la zona Falcata diventi definitivamente un avamposto militare, impedendo di progettare un’area verde, un parco cittadino, spazi culturali e scientifici. È un patrimonio unico che deve essere restituito ai messinesi”. Il comunicato si chiude con una presa di posizione netta: “Siamo davanti all’ennesimo tentativo di trasformare la Sicilia in un hub di guerra. Fermiamo questo progetto prima che sia troppo tardi”.

Redazione Scomunicando.it

Recent Posts

DANZE SPAGNOLE – Domenica 18 al Palacultura Antonello, Giulio Tampalini e Anna Violetta Beschi per la Filarmonica Laudamo

   Domenica 18 ottobre, alle ore 18 al Palacultura Antonello, secondo appuntamento della 106.ma stagione…

3 ore ago

PATTI – La ferita ambientale della Playa

amianto, rifiuti pericolosi e tremila metri quadrati sotto sequestro (altro…)

3 ore ago

MESSINA – La medicina di laboratorio guarda al futuro

prevenzione, intelligenza artificiale e collaborazione tra pubblico e privato (altro…)

4 ore ago

CAPO D’ORLANDO, IL FUTURO IN DIECI DOMANDE – Carlos Vinci: Dalle battaglie civiche alla politica

“La città che vorrei. Dieci domande, nessuna via di fuga”. A rispondere alle nostre dieci…

4 ore ago

POLITICA SICILIANA – La DC guidata dal Segretario Pace verso la normalità

i Probiviri avrebbero già assunto provvedimenti sanzionatori (altro…)

5 ore ago