Cronaca

MIGRANTES – Brolo verso il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati

                    

 

Un incontro partecipato, decisamente propositivo. Brolo supera pregiudizi e barriere, anche quelle locali tra politica e social, e mostra, nell’assemblea di questo pomeriggio, sull’argomento Migrantes un volto maturo e solidale. Una bella Brolo.

Così la strada per l’accoglienza migranti a Brolo diventa più breve.

Il sindaco Irene Ricciardello che domani doverà dar risposte certe alla Prefettura, se optare o meno per la costituzione di uno Sprar comunale che possa accogliere i 24 migrantes assegnanti, al momento virtualmente, al comune oppure aspettare gli sviluppi sui Centri di accoglienza straordinaria (Cas) dove entrano in ballo i privati che possono mettere a disposizione strutture e alloggi – e qui il numero dei migrantes in arrivo sul territorio comunale potrebbe variare anche sensibilmente – ha voluto confrontarsi con i suoi concittadini, sentirne le opinioni, di testa e di pancia, ascoltare le associazioni, il mondo cattolico, i gruppi sociali.

Una bella scommessa.

Tutti i soggetti invitati, con un “presente” collettivo, sono stati protagonisti attivi e non passivi all’incontro, dicendo la loro, insieme ad altri cittadini che non hanno voluto perdersi il momento di “informazione” e confronto.

Così quest’oggi la sala consiliare, alle 19,00, ha iniziato a riempirsi.

Il sindaco – presenti anche diversi assessori e qualche consigliere comunale – ha introdotto l’argomento, raccontato di quanto accaduto il prefettura giovedì scorso, e ovviamente punto di partenza è stato anche quanto avvenuto a Castell’Umberto.

Irene Ricciardello ha spiegato cosa il comune può fare in quel brevissimo raggio di manovra concesso dalle istituzioni superiori.

Una sorta di pillola di ingoiare, dove – di fatto – sono solo due le scelte possibili.

E da qui è scaturito il dibattito.

Linda Marino, Nuccio Ricciardello, Nino Damiano, Francesco Natoli, e poi ancora  Maria Ricciardello, Cono Condipodero, Gina Maniaci , tutti rappresentavano gruppi sociali organizzati, il mondo cattolico, la Scuola, i Movimenti  che al momento animano il dibattito politico locale e la stessa opposizione consiliare, che pur partendo da punti di vista diversi, ma non divergenti, hanno trovato il punto di conversione nello Sprar, alla pari della Sak be, dei Giovani Democratici, dell’associazione Noi, del Comitato Cittadino e delle altre realtà presenti in sala.

Poche le voci non “buoniste”, ma per certi versi corale il dissenso verso l’imposizione statalista in termini cosi contingentati.

Di fatto è venuta fuori un’immagine di Brolo positiva, come evidenziata dallo stesso sindaco – che già all’inizio dell’incontro si era detta favorevole verso lo Sprar comunale – quando alla fine ha ringraziato tutti per aver partecipato e per la maturità con al quale è stata sviluppato il dibattito.

Ora sarà tempo di delibere, ma anche di nuovi incontri, di altre scelte, di vigilanza e di controllo.

Al comune spetterà l’onere di scegliere, tramite la gara pubblica, chi gestirà la struttura d’accoglienza – non avendo personale qualificato in carico – ma poi tutti i soggetti di rilevanza sociale a Brolo dovranno far la propria parte per definire l’accoglienza.

Quello di oggi è solo un punto di partenza.

Brolo ha dimostrato negli anni il suo aspetto umano, in quanto dimostratosi sempre disponibile a non ghetizzare nessuno, cosa evidenziata anche da Melania Scaffidi, nel suo ruolo di cittadina e pediatra e come fa la scuola- ha evidenziato Maria Ricciardello, la dirigente scolastica – costantemente.

Intorno allo Sprar comunale si dovrà costituire una rete di enti  che dovranno impegnarsi nella realizzazione di progetti di “accoglienza integrata”, non limitandosi alla mera distribuzione di vitto e alloggio, ma occupandosi anche di costruire percorsi individuali di inserimento per le persone ospitate: oltre all’insegnamento della lingua italiana obbligatorio per tutti i progetti, il sistema dovrà prevedere infatti tirocini formativi, laboratori e attività di volontariato che coinvolgono le varie strutture perchè ci vuole organizzazione sia per offrire un’accoglienza dignitosa, sia per non creare tensioni sociali.

Nino Damiano – area Metup Grillo dei Nebrodi –  alla fine ha sintetizzato forse un pensiero comune, come anche fatto dai Giovani Democratici presenti all’incontro subito dopo la sua conclusione: “Siamo soddisfatti della bella immagine di una Brolo solidale e inclusiva che è scaturita da questa riunione. Un plauso all’amministrazione per l’iniziativa e a tutti coloro che sono intervenuti per i contributi, Brolo è questo! L’importante è stato rimettere le cose nel giusto posto, riportare la dignità dell’essere umano al centro della tematica. Ampliare il concetto di integrazione con quello di inclusione è il passo che coinvolge nell’intero processo il territorio e la comunità che lo vive.”

Poi Damiano ha anche aggiunto “Negli ultimi anni ho insegnato in una classe con il 70% di ragazzi stranieri, predisponendo corsi di prima alfabetizzazione, i ragazzi sono stati inseriti tranquillamente nel tessuto sociale e nel mondo del lavoro. Non dobbiamo avere paura del diverso, la diversità è un arricchimento, ma al contempo dobbiamo accogliere in maniera dignitosa”.

Domani quindi la delibera.

Redazione Scomunicando.it

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