Il Castello di Milazzo, simbolo identitario della città e potenziale volano turistico di livello internazionale, torna al centro del dibattito politico.
A sollevare il caso è Laura Castelli
La presidente di Sud chiama Nord e candidata a sindaco, che denuncia condizioni di degrado e gravi criticità legate all’accessibilità della struttura.
La segnalazione, partita da una madre con una figlia con disabilità, ha spinto Castelli a effettuare un sopralluogo diretto.
«Quello che ho riscontrato è grave e inaccettabile per una città che ambisce a essere accogliente e civile», afferma. Secondo quanto denunciato, diverse aree del Castello presenterebbero carenze nella manutenzione e situazioni di incuria che compromettono non solo il decoro del sito, ma anche la sicurezza dei visitatori.
Ancora più delicato il tema dell’accessibilità. «Sul sito ufficiale il Castello viene indicato come accessibile alle persone con disabilità, ma la realtà è ben diversa», sottolinea Castelli, parlando di barriere architettoniche, percorsi non adeguati e assenza di soluzioni concrete per garantire una reale fruizione a chi ha difficoltà motorie. Una discrepanza tra comunicazione e realtà che, secondo la candidata, rappresenta un problema serio sia sul piano dei diritti che su quello della trasparenza.
Per documentare la situazione, Castelli ha realizzato e diffuso un video-denuncia, con l’obiettivo dichiarato di rendere evidente lo stato dei luoghi e sollecitare interventi immediati.
Da qui la critica politica all’amministrazione guidata dal sindaco uscente Pippo Midili: «Si tratta del segno evidente di un modo di amministrare che non mette al centro né i cittadini né i diritti, a partire da quelli delle persone con disabilità». Una valutazione netta, che trasforma la questione del Castello in un tema più ampio di gestione del territorio.
«Milazzo merita rispetto – aggiunge Castelli –. I cittadini meritano verità, trasparenza e servizi reali, non dichiarazioni di facciata». Il Castello, nella sua visione, non è solo un bene storico, ma una risorsa strategica che potrebbe diventare punto di riferimento per eventi culturali e turistici di respiro internazionale. «Ridurlo nelle condizioni attuali significa rinunciare a una straordinaria opportunità di crescita».
Ma la polemica non si ferma alla gestione del patrimonio.
La candidata sindaco denuncia anche presunte pressioni politiche in vista delle elezioni amministrative. «Il centrodestra ha provato a fermarci anche a Milazzo, tentando di escluderci dalla competizione elettorale», afferma, parlando di pressioni sui candidati e di tentativi di estromissione.
Un’accusa pesante, che Castelli definisce senza mezzi termini: «C’è solo una parola per voi: vergogna». Nonostante ciò, rivendica la regolarità della propria candidatura e il sostegno di quattro liste, ringraziando la commissione elettorale per la correttezza dimostrata.
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