A Roma espone Titti Faranda con ‘Fil Rouge’, Echi Pasoliniani
Dal 2 all’8 ottobre al Teatro Palladium. Una mostra che è l’esordio artistico dell’avvocatessa orlandina
Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (1922-1975), l’artista orlandina Titti Faranda, da ieri a Roma al Teatro Palladium e fino all’8 ottobre, presenta la mostra personale “Fil Rouge”, un omaggio all’eclettica personalità della cultura italiana.
La maggior parte degli elementi che compongono i suoi ready-made sono vecchi oggetti sottratti allo smaltimento, che riacquistano una nuova vita e un inedito significato grazie al processo artistico di “riciclo”. Quella esposta nella Capitale rappresenta la sua prima produzione artistica realizzata nel corso degli ultimi dieci anni.
Il titolo della mostra, “Fil Rouge”, si riferisce al logico filo conduttore che unisce la produzione concettuale di Faranda, capace di esprimere in modo chiaro e mai confuso riflessioni su importanti temi legati all’attualità e all’esistenza.
La mostra romana si configura come la prima produzione artistica realizzata nel corso degli ultimi dieci anni dalla Faranda che ha eletto Roma come sua città adottiva e la sua grande fonte d’ispirazione. Lei di professione fa l’avvocato, ma da sempre è stata attratta dall’arte contemporanea. Dopo diversi anni di sperimentazioni oggi Titti Faranda, con questa “personale” fissa il suo esordio artistico.
Scrive nella presentazione Giovanni Argan.
“Roma oggi è una considerazione dolceamara, condita di ironia, sulla caotica vita nella capitale: in un cestino della spazzatura, ricolmo di palline da ping-pong e decorato con frecce che indicano le più disparate direzioni, fanno capolino le gambe di un manichino e una lampadina. La frenesia della vita romana che, ci spinge e respinge da un luogo a un altro della città come fossimo palline da ping-pong, costringendoci a superare ostacoli fisici e mentali, richiede pazienza o meglio una buona idea (simboleggiata dalla lampadina) per essere vissuta con serenità. Titti Faranda ci offre la sua risposta: la migliore medicina è l’arte”.
(fonte askanews)









