Le riflessioni a margine di Giovanni Frazzica
“Una risata vi seppellirà”
Era uno slogan di successo utilizzato dai sessantottini non violenti – anzi dei ragazzi del 77 – per confrontarsi con la classe politica dominante dell’epoca.
Oggi in Sicilia, alla luce dell’indagine avviata dalla Procura di Gela sul caso della frana di Niscemi, si potrebbe parafrasare “una frana vi seppellirà”.
Si trae per questo spunto dall’iscrizione nel registro degli indagati di 13 persone, tra cui quattro presidenti della Regione siciliana: Raffaele Lombardo (2008-2012), Rosario Crocetta (2012-2017), Nello Musumeci (2017-2022, attualmente Ministro della protezione civile), Renato Schifani (Presidente dal 13 ottobre 2022 e ancora in carica).
I quatto Presidenti sono indagati per disastro colposo e danneggiamento a seguito di frana unitamente ai vertici della Protezione civile che si sono succeduti negli stessi anni (Pietro Lo Monaco, Vincenzo Falgarese, Calogero Foti e Salvo Cocina) ed anche ai soggetti attuatori di piani di intervento contro il dissesto idrogeologico(Maurizio Croce, Giacomo Gargano, Sergio Tumminello e Salvatore Lizio).
Ma la frana più profonda che c’è in questo momento in Sicilia è la “frana politica” che si evince e si misura dalla lettura delle cronache parlamentari che riferiscono su quanto avviene nei palazzi del potere siciliano, ma anche su quanto sta accadendo nei territori interessati a questa tornata di elezioni amministrative, in cui, in particolare il centrodestra, non sta dando prova di compattezza e di credibilità (in tal senso appare emblematico il caso di Agrigento, ma non è il solo).
Solitamente in modo semplicistico si parla di basso impero o di prima repubblica per indicare periodi negativi di storia politica, ma forse sarebbe meglio non tentare l’azzardo di un esame comparativo tra questo momento politico e altre situazioni storiche, il risultato potrebbe essere disastroso. La riprova è che dallo stesso Palazzo dei Normanni giunge sempre più forte la voce che si possa giungere ad elezioni anticipate per il rinnovo del Parlamento siciliano.
La frana come metafora quindi, un evento disastroso che accelera l’esigenza di un processo di cambiamento, per seppellire vecchi schemi, mettere da parte eccessive ambizioni e fare partire invece vere dinamiche di modernizzazione del sistema di governance e, se questo dovesse avvenire, non ci sarà niente da ridere, perchè graverà sempre il rimpianto per il troppo tempo perduto.
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