NO MUOS – A Niscemi manifestazione nel segno della “resistenza”. La fotogallery

Ieri pomeriggio si è svolto un sit-in di protesta davanti al primo cancello della base US Navy, dove ha sede l’impianto del MUOS. Alla fine, un gruppo di ragazzi si è avvicinato al cancello d’ingresso e ha percosso l’inferriata, azione alla quale la polizia ha risposto con lancio di lacrimogeni.    

I manifestanti si erano trasferiti in corteo a ridosso della base militare dopo essersi radunati nell’area storicamente adibita a presidio No MUOS.

Le manifestazioni No MUOS non presentano più le partecipazioni numeriche degli anni precedenti. Tuttavia, continua in maniera incessante l’azione di resistenza di tanti attivisti provenienti da buona parte della Sicilia che non intendono mancare agli appuntamenti nella cittadina nissena per gridare ad alta voce il proprio No al MUOS, insieme a tutto ciò che riguarda il processo di militarizzazione della Sicilia, considerato tra l’altro il ruolo strategico della vicina base aerea di Sigonella.

Come consuetudine, si è registrata un’imponente presenza di polizia, che ha controllato la manifestazione anche in elicottero, quantunque sin dalla vigilia l’evento non lasciasse prevedere un alto numero di manifestanti, risultati alla fine non oltre un paio di centinaia.

In effetti, non era stato autorizzato neppure il tradizionale corteo, il quale si è dovuto comunque articolare come “trasferimento” dei manifestanti dall’area adibita a presidio degli attivisti fino alla base militare, a ridosso del primo cancello. Lungo la strada tra le località Apa e Ulmo, per l’occasione, è stato posto il divieto di transito degli automezzi. Il paradosso: “Vietato parcheggiare lungo la strada, questo è bosco”, ammoniscono vigili urbani e guardie forestali. Evidentemente, in quel “bosco” o ex che sia, non si possono parcheggiare auto, ma è stato possibile anni addietro per la Marina militare USA abbattere e azzerare oltre 166 ettari di sugherete, all’interno di una Riserva naturale, Sito di interesse comunitario, per installare 46 gigantesche antenne NRTF (Niscemi Naval Radio-Transmitter Facility), cui recentemente si sono aggiunte le tre “MUOStrose” potenti parabole satellitari ad altissima frequenza del MUOS (Mobile User Objective System). Quest’ultimo è presente sulla Terra in quattro sedi strategiche, con le finalità di completare il controllo militare USA sull’intero pianeta: Virginia, Hawaii, Kojarena (Australia) e, appunto, Niscemi. Quest’ultima stazione, in particolare, è adibita allo snodo di telecomunicazioni militari USA in Europa, Africa e Medio Oriente.

La cittadina siciliana, in quest’operazione da “guerra globale”, paga comunque il prezzo più alto in termini di danno ambientale e rischi sulla salute dei cittadini, essendo l’impianto posto nel bosco di Santo Pietro, a pochi chilometri dall’abitato.

La manifestazione. Come sempre non sono mancati colori e slogan, tracce simboliche di una “resistenza” infinita da parte di quel po’ di Sicilia sensibile e attenta all’argomento e che in tal senso non intende mollare la presa in questa lotta per l’ambiente, la natura, la salute e per la tanto agognata “sovranità” territoriale e nazionale, in questi casi completamente disattesa.

“La Sicilia sarà più bella senza il MUOS e senza Sigonella”; “La Sicilia non è zona di guerra, via il MUOS dalla nostra terra”; “I popoli in rivolta scrivono la storia, No MUOS fino alla vittoria”; “Il MUOS lo potrà fermare solo e soltanto la lotta popolare”. Sono questi alcuni slogan significativi, che da oltre dieci anni risuonano al passaggio dei manifestanti su quelle vallate e colline deturpate da trasformazioni del territorio in sfregio alla natura e alla bellezza, ormai contrassegnato dall’acciaio di chilometri di reti di recinzione che perimetrano un’area che a perdita d’occhio mostra torrette, fili, antenne, parabole, nel sommario di una tristezza infinita.

L’improvvisato “corteo” di trasferimento dei manifestanti verso l’area antistante il cancello 1 si è svolto secondo le più appropriate regole del buon senso. Ma alla fine, la manifestazione pacifica è stata “offuscata”, nel vero senso del termine, dal fumo dei lacrimogeni lanciati dalla polizia all’indirizzo di un gruppo di giovani manifestanti che si sono addossati alla rete e al cancello percuotendo e scuotendo l’inferriata. Le forze dell’ordine, in assetto antisommossa, al fine di evitare cariche, si erano appostate oltre il cancello, all’interno dell’area che è stata così blindata e controllata persino da poliziotti a cavallo.

La situazione ha suscitato ulteriori proteste e indignazione da parte dei manifestanti che si sono poi intrattenuti nel sit-in dove hanno preso la parola alcuni militanti No MUOS, in rappresentanza di varie associazioni e organizzazioni regionali.

 

Corrado Speziale

    

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