NOTTURNO D’AUTORE – Domani Pino Aprile a Ficarra

L’incontro al Convento dei Frati Minori Osservanti di San Francesco a Ficarra. L’autore dialogherà con Massimo Scaffidi.

 

Ritorna a Ficarra Notturno D’Autore, il Festival Letterario diretto da Lucia Franchina e che nel centro collinare nebroideo vede quale particolari ed attenti padroni di casa il sindaco Gaetano Artale e l’assessore alla cultura l’architetto Mauro Cappotto.

Domani 25 Luglio, alle ore 19:00, al convento dei Frati Minori di Ficarra, Massimo Scaffidi – giornalista – dialogherà con Pino Aprile durante la presentazione del libro “Il male del nord”. Sarà un’occasione unica per parlare di argomenti di grande attualità.

Il libro:

Il nuovo TERRONI dopo la pandemia.CI AVEVANO DETTO CHE IL SUD È IL PROBLEMA. INVECE È LA SOLUZIONE.La lente impietosa della pandemia ha fotografato con brutale evidenza l’Italia com’è: non è un Paese, non c’è. Se ne può stupire solo chi in tutti questi anni, per interessi privatissimi ben più che per miopia, non ha voluto vedere.

Ma le gigantesche falle che l’emergenza e la crisi economica hanno reso palesi, frutto velenoso di mali remoti e recenti, ci hanno messo di fronte anche a un’antica, virulenta verità: ciò che si fa agli altri, si fa a se stessi.

Ora, mentre vanno in scena grandi generosità, drammatiche inefficienze e incalliti egoismi, siamo al punto di non ritorno. Se l’Italia non sarà in grado di ripartire da Sud, se si tenteranno di imporre nuovamente i fallimentari modelli del passato, allora si spezzerà definitivamente.

Se non sarà finalmente equa e unita, allora non sarà proprio più niente.

L’Autore:

PINO CHI?

Pino Aprile, nato Gioia del Colle, cresciuto a Taranto, poi trasferitosi ai Castelli Romani, dove vive, e per alcuni anni a Milano. Sposato, due figlie, un nipote, qualche gatto, un cane, una barca a vela, e una biblioteca di undicimila volumi, cui è stata imposta (con donazioni mirate) una cura dimagrante.

PINO COSA?

Giornalista, ha lavorato in Rai al settimanale di approfondimento del Tg1, TV7, e con Sergio Zavoli, nell’inchiesta a puntate “Viaggio nel Sud”; a vent’anni era già cronista alla “Gazzetta del Mezzogiorno”, interrompendo gli studi di Fisica alla Sapienza, Roma (inutili le iscrizioni a Lettere Moderne, Lecce, e a Scienze Politiche, Bari); è stato vicedirettore di “Oggi” e direttore di “Gente”; velista, ha diretto il mensile “Fare Vela”. La professione lo ha portato ovunque nel mondo e gli ha fatto incontrare i grandi del Novecento. Fu il primo a intervistare in carcere Alì Agca, l’attentatore di papa Giovanni Paolo II; l’unico a realizzare un reportage nell’allora impenetrabile Albania di Enver Hoxha e a venirne fuori; l’unico a intervistare Nicu Ceausescu dopo la rivoluzione rumena; raggiunse i khmer rossi nella giungla cambogiana, quando non si sapeva più se fossero stati o no sterminati e in Germania il 9 novembre 1989 (lì, per puro caso!) vide cadere il muro di Berlino.

PINO E POI?

Scrittore di libri tradotti in diversi Paesi: il primo, per immeritevole spinta del premio Nobel Konrad Lorenz, “Elogio dell’imbecille”, nel 1997, sui meccanismi di moltiplicazione della stupidità, è stato a lungo best seller in Spagna (un caso editoriale), mentre in Giappone la prima edizione fu pensata per i manager delle multinazionali; poi, “Elogio dell’errore”, “Il trionfo dell’apparenza”; tre libri di mare e vela: “Il mare minore”, “A mari estremi”, “Mare uomini e passioni”. “Terroni”, rilettura non fiabesca dell’Unità d’Italia e della Questione meridionale, nel 2010, ha fatto registrare tirature che non si vedevano da mezzo secolo, con centinaia di ristampe, decine di premi (“Uomo dell’anno”, nel 2011, a New York, dopo la traduzione in inglese) e dopo quasi dieci anni resta fra i 100 titoli più venduti, pur avendo superato da tempo il mezzo milione di copie (cifra spropositata per saggi storico-politici); “Giù al Sud” ne ha quasi replicato il successo e l’aggiunta di “Mai più terroni”, “Il Sud puzza”, “Terroni ‘ndernescional”, “Carnefici”, “Attenti al Sud” (con Maurizio de Giovanni, Mimmo Gangemi e Raffaele Nigro”) hanno trasformato l’opera di Aprile in un fenomeno più politico che editoriale. “L’Italia è finita” porta a maturazione un’analisi della malaunità del Paese esposta ininterrottamente per circa dieci anni, nelle sue diverse manifestazioni (economia, politica, società, cultura, narrazione storica).

LE CONSEGUENZE DI PINO

La riapertura della Questione meridionale per “Terroni” e gli altri libri ha generato un mercato editoriale, con la pubblicazione di centinaia di altri testi. In pochi anni, Pino Aprile ha incontrato centinaia di migliaia di studenti, tenuto migliaia di conferenze. Sono sorti comitati, associazioni, partiti che coinvolgono decine di migliaia di attivisti, in campi diversissimi: dalla revisione storica alla musica, dall’antimafia all’ambientalismo. Il numero dei lettori dei libri di Aprile si calcola a milioni; migliaia gli articoli su tutta la stampa nazionale. Non c’è trasmissione di approfondimento radio e tv (persino quelle cui Aprile ha evitato di partecipare) in cui non se ne sia discusso. I video degli interventi di Aprile in tv hanno milioni di visualizzazioni; in particolare, uno a “Nemo” (Rai2), in pochi giorni ha superato i 10 milioni, proiettato anche in università statunitensi è ancora uno dei visti dopo quasi due anni.

L’INFLUENZA DI PINO

Pino Aprile ha rifiutato seggi ai Parlamenti italiano ed europeo, ma l’influenza politica dei suoi libri e sui social è fortissima: la pagina Terroni di Pino Aprile, su fb, con soli circa 150mila like e 250 post a settimana, segna record nazionali: copertura da 1,5 a più di 3 milioni, interazioni intorno a centomila e nei periodi di “bassa”, mai sotto 50-60mila. Il Corriere della sera, con 2,6 milioni di like ha solo il doppio, massimo il triplo delle interazioni di Terroni e talvolta addirittura meno (esempio: 87mila Corsera, 95mila Terroni). Ovvero: con il 5 per cento dei like del Corriere, Terroni ottiene dal 35 al 110 per cento delle interazioni del Corriere. Quanto al potere di influenza: può bastare la campagna contro il tentativo di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, di trattenere i 9/10 delle tasse statali, come fossero regionali. I documenti (secretati) furono diffusi dalla pagina Terroni; la campagna coinvolse parlamentari, giornalisti, docenti universitari, sino al lancio, con il professor Viesti primo firmatario, di un appello al presidente della Repubblica, che raccolse subito 60mila adesioni. Il consiglio dei ministri che doveva convalidare il patto con le Regioni secessioniste saltò, e il 15 di febbraio 2019 si scoprì che sarebbe mancata la maggioranza al Senato.

NOTA A PIE’ PAGINA

Pino Aprile ha scritto canzoni per Al Bano Carrisi, e di una, “Ti parlo del Sud”, anche la musica.

 

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