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OPEN ARMS – Germanà (Lega): “Salvini ha difeso i confini, giustizia è fatta”

“Difendere i confini dell’Italia e le coste siciliane non è un reato”.

Con queste parole il senatore Nino Germanà, segretario regionale della Lega in Sicilia, commenta la sentenza definitiva della Corte di Cassazione che ha confermato l’assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms.

La quinta sezione della Suprema Corte ha infatti rigettato il ricorso per saltum presentato dalla Procura di Palermo contro l’assoluzione di primo grado, rendendo definitiva la decisione che scagiona il vicepremier dalle accuse di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio.

“Ringrazio Matteo Salvini – afferma Germanà – per il lavoro svolto al Viminale con coraggio e coerenza. Finalmente viene fatta giustizia e si riconosce l’operato di un ministro che ha messo al centro la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio. La Lega continuerà con ancora maggiore determinazione a portare avanti la difesa dei confini e della legalità”.

La decisione della Cassazione

Con la pronuncia della Cassazione si chiude definitivamente una vicenda giudiziaria durata quasi cinque anni, nata dall’episodio dell’agosto 2019, quando la nave della Ong spagnola Open Arms, con a bordo 147 migranti, rimase per giorni al largo delle coste italiane senza autorizzazione allo sbarco.

Secondo i giudici, non sussistono gli elementi per configurare i reati contestati a Salvini. La stessa Procura generale della Cassazione aveva chiesto il rigetto del ricorso, ritenendo che l’impianto accusatorio non dimostrasse la presenza del dolo necessario per sostenere le accuse.

Subito dopo la decisione, Matteo Salvini ha commentato l’esito del processo sui social: “Cinque anni di processo: difendere i confini non è reato”, scrivendo di sentirsi finalmente sollevato per una vicenda che, a suo giudizio, “non doveva nemmeno iniziare”. Sulla stessa linea l’avvocato difensore Giulia Bongiorno, che ha parlato di “un processo totalmente fuori dal mondo”, sottolineando come la sentenza definitiva confermi la correttezza dell’operato dell’allora ministro dell’Interno.

Reazioni politiche

La decisione ha riacceso il confronto politico. Al Senato, la Lega ha accolto la notizia con un applauso in Aula, mentre non sono mancate critiche al Movimento 5 Stelle, accusato da esponenti del Carroccio di aver contribuito all’avvio del procedimento per ragioni politiche. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso pubblicamente soddisfazione, definendo l’accusa “infondata” e ribadendo il principio secondo cui “un ministro dell’Interno che difende i confini italiani sta semplicemente facendo il suo lavoro”.

Con la sentenza definitiva della Cassazione, il caso Open Arms si chiude sul piano giudiziario, ma resta al centro del dibattito politico e istituzionale sul tema della gestione dei flussi migratori e sulle responsabilità di chi governa in materia di sicurezza e controllo delle frontiere. Per la Lega e per il senatore Nino Germanà, la decisione rappresenta “un punto fermo”: la conferma che l’azione politica di Salvini al Viminale rientrava pienamente nelle prerogative di un ministro dello Stato.

Redazione Scomunicando.it

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