Dalla Pietra Filosofale all’Intelligenza Artificiale il passo è breve
di Giovanni Frazzica
La caratteristica tipica del genere umano è quella di volere superare i propri limiti, quando non riesce con i fatti arriva con la fantasia, con i miti, con le leggende.
Già gli antichi avevano immaginato la pietra filosofale che, secondo le loro credenze, sarebbe stata dotata di tre proprietà straordinarie: fornire un elisir di lunga vita in grado di conferire l’immortalità, panacea per qualsiasi malattia; far conseguire l’onniscienza, la conoscenza assoluta del passato e del futuro, del bene e del male, e questo giustificava l’attributo di “filosofale”; la possibilità infine di tramutare in oro i metalli vili e questa proprietà colpiva maggiormente l’avidità popolare.
Per secoli la “lapis philosophorum”, che oggi ci fa sorridere per il suo assoluto scollamento dalla realtà scientifica, fu oggetto di dissertazioni, scritti e ricerche impegnative capaci di coinvolgere anche eminenti personalità e occorre notare che il suo influsso culturale non si è limitato alle sperimentazioni sulle proprietà fisiche degli elementi, ma si è esteso fino a diventare simbolo della trasformazione psicologica dell’individuo e della sua evoluzione in senso spirituale.
Lo stesso Carl Gustav Jung vedeva nella pietra filosofale la metafora dello sviluppo psichico di ogni essere umano. Oggi, su base scientifica ed altamente tecnologica, è arrivata l’Intelligenza Artificiale con prestazioni straordinarie, rivoluzionarie, quasi magiche, ma autentiche. Malgrado questo evidente e innegabile passo in avanti dell’umanità, nel campo della scienza e della tecnologia, non possiamo non notare che, in parallelo, non si riescono a fermare le guerre in Ucraina, in Iran, in Libano, a Gaza e a Cuba si soffre la fame e via di seguito in altre parti del mondo.
E allora dobbiamo credere che certamente Carl Jung aveva capito che la pietra filosofale non poteva esistere a rigor di scienza, ma poteva essere una di quelle fantasie utili allo sviluppo pscichico dell’umanità, della classe politica dominante in paricolare, capace con decisioni errate di distruggere ciò che gli scienziati, le imprese e i lavoratori costruiscono con impegno e fatica.
In tal senso val la pena di ricordare la frase di Papa Leone XIV ha detto che con profonda amarezza mentre era in missione in Africa:”il Mondo è devastato da una manciata di tiranni”.
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