Giovedì 7, a Casa Peloro di Torre Faro, social cafè che accoglie anche eventi d’arte, chiuderà i battenti la mostra di Pensieri Illustrati che dal 19 luglio ha attirato l’attenzione di tanti frequentatori e visitatori della splendida località che si affaccia sullo Stretto.
Matteo Vilardo e Chiara Speziale
“Strettosilenzio” rappresenta quanto il mare non sia solo confine ma un orizzonte vivo, fatto si storie e di soggetti che creano armonie e “silenzi che parlano…” La mostra, organizzata da Nello Cutugno e Agata Saitta, si è rivelata in piena sintonia con il luogo che la ospita.
“Strettosilenzio”, mostra di opere originali e inedite di Pensieri Illustrati, in corso fino a giovedì prossimo presso Casa Peloro Art, a Torre Faro, sta per lasciare questo splendido lembo di terra per trasformarsi in un’esperienza da raccontare e da far rivivere nella sua essenza, data dal rapporto tra luogo e arte visiva. Tutto questo, senza cadere nella retorica che in molti casi si nutre di luoghi comuni.
Stilizzati secondo il taglio riconoscibile degli autori, in “Strettosilenzio” parlano i gesti immaginari di soggetti reali o miti dello Stretto, che animano quell’incantevole luogo, laddove due mari si incontrano, due sponde si osservano e la Sicilia si rivede isola che non smette mai di stupire e, nel caso, di farsi rimpiangere come tale.
Matteo Vilardo e Chiara Speziale attraverso Pensieri Illustrati, nome che si sono dati per esprimere con un sostantivo e un aggettivo il senso di ciò che fanno, riflettono in maniera semplice ed essenziale sul mondo e sulla società che li circonda. Cosicché, mettono su carta sogni ed ispirazioni in rapporto ad un orizzonte prefissato, elaborandoli con tratti fluenti e forme generose. “Strettosilenzio” è donna, così come Colapesce è donna che si fa mito nel tentare di recuperare la corona del sovrano e che adesso è destinata a reggere l’estremità di questa fragile Sicilia.
Ma “Strettosilenzio” si rivolge anche all’uomo, al pescespada, al mito delle Fata Morgana.
Ogni opera nasce da un bozzetto disegnato a mano su foglio e poi digitalizzato. La mostra consiste in sette stampe su carta pregiata fine art da 300 grammi, di cui alcune prodotte in edizione limitata di 5 copie formato 50 x 70 e 30 x 40, con eccezione dell’opera principale, Fata Morgana, il cui formato grande è 100 x 70. C’è impegno, creatività e dedizione che conducono a visioni dei protagonisti dello Stretto, osservati e rappresentati con profondo rispetto, in armonia tra loro. In fondo, un soggetto come il pescespada, da sempre preda attraverso la famosa caccia, lo si può anche abbracciare o accarezzare. O meglio ancora, far danzare nella profondità del blu, che più blu non si può.
I titoli delle opere: Nel silenzio (uomo); Nel silenzio (donna); Abissi; Fata Morgana; Colapesce; Pigghiulu, pigghiulu, pigghiulu; Danze di spada.
Pensieri Illustrati nasce da una passione comune dei due artisti, uniti anche nella vita, per il disegno, l’arte e l’illustrazione. “Tutto iniziò da 200 disegni, inchiostro su carta, trovati in un cassetto di Matteo. Appena li vidi decidemmo di dar loro una nuova vita. Li abbiamo digitalizzati e colorati, e dato loro un nome e una dignità. È nata così la prima collezione di Pensieri Illustrati”, ha detto Chiara Speziale all’atto della presentazione della mostra, dialogando con Nello Cutugno e Agata Saitta. Sull’organizzazione del lavoro, in due non ci sono aspetti preordinati: “Dire chi disegna e chi colora è molto riduttivo. In realtà – prosegue Chiara – il processo che sta dietro la creazione di ogni opera è molto più profondo. Ci confrontiamo, ci influenziamo tantissimo a vicenda, quindi non può esserci una netta distinzione dei ruoli”. Sull’aspetto tecnico e i colori: “La resa cromatica è il frutto di un lavoro immenso che portiamo avanti con tipografi e stampatori. Dopo un lavoro molto approfondito siamo arrivati a una nostra palette. Adesso siamo sicuri dei nostri colori e anche della resa materica. Quasi tutti i colori che scegliamo per i soggetti non sono reali. Un tratto che ci contraddistingue è non utilizzare i colori che si vedono nella realtà. Ci piace immaginare un mondo con altri colori”. Con un’eccezione: “Per lo Stretto il blu ci ha proprio chiamato…” Strettosilenzio, il senso del titolo: “Invitiamo ad ascoltare. E silenzio è il primo modo, quello sicuramente più efficace per ascoltare. L’altro invito è a rispettare. Lo abbiamo fatto attraverso dei simboli che sono super caratteristici del nostro Stretto”.
Matteo Vilardo: “Le nostre illustrazioni raccontano la nostra quotidianità, e non solo, ma anche la gente che ci circonda, soprattutto il territorio. È un’influenza che noi amiamo sentire dentro. Ci facciamo contaminare parecchio, e anche in questa occasione non abbiamo voluto presentare opere che facessero parte di una nostra collezione, ma crearne una per ad hoc, nel posto in cui ci siamo maggiormente ispirati”. Come si lavora in coppia: “È molto semplice – prosegue Matteo – se guardiamo la parte razionale del realizzare un’opera o un disegno, è chiaro che c’è chi ha un ruolo, ma nell’arte l’aspetto razionale secondo noi conta poco. Queste opere nascono da contaminazioni che vengono da entrambi. Il concepimento di un’opera è corale, avviene insieme, sempre spinti dall’idea di creare qualcosa che possa prima di tutto piacere a noi. In qualche modo siamo noi i nostri primi clienti…” La tecnica e la stampa: “Parlando di stampe, nel mondo dell’arte, generalmente perdi valore a causa della replicabilità. Ma in realtà, chi lavora con le tecnologie e con la materia prima, la carta, sa invece quanto sia un lavoro molto artigianale. La qualità e la matericità in una stampa, purtroppo restano spesso dietro un vetro, e così perdiamo la magia della carta. La matericità la vedi nei dettagli. La resa cromatica è frutto di un lavoro che noi abbiamo affrontato in maniera molto professionale”. Il colore principale di “Strettosilenzio”: “Il blu di questo mare è incredibile. Quando pensiamo allo Stretto, ci viene in mente prima di tutto quel blu”. I pescespada: “Ho sempre visto un forte legame e tanto rispetto per questo animale. Quindi per noi abissi rappresenta questo. È una passeggiata sott’acqua di due amici…”
La conclusione a Chiara Speziale: “Tra le nostre opere che stiamo presentando oggi c’è anche un mito, una leggenda, quella di Colapesce, che vorrei attenzionare perché ricorda la fragilità di questo luogo. Contiene un messaggio, affinché lo Stretto non venga appesantito. Quindi, aiutiamo Colapesce…”
Tra le ispirazioni della mostra, c’è “ascoltare ciò che il mare ha da dire. A volte, il modo più autentico di rispettarlo è proprio immergersi nel suo silenzio, lasciarsi attraversare da ciò che esiste già, senza forzarlo, senza cambiarlo”. Il momento non consente eccezioni. Chiara Speziale e Matteo Vilardo scrivono nella nota della mostra: “È un invito che oggi sentiamo ancora più urgente, mentre lo Stretto di Messina rischia di cadere nelle mani di chi non sa – o non vuole – ascoltare”.
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