Nell’Aula Magna, gremita di studenti, i lavori sono stati aperti dal Prof. Errigo, delegato del Dirigente Scolastico Prof. Barresi, che ha sottolineato l’importanza di accrescere la sensibilità dei giovani verso i problemi dei disabili della vista e soprattutto di far si che la loro inclusione sociale sia completa.
La figura e l’opera di Louis Braille è stata illustrata, nei suoi aspetti storici e sociali, in maniera approfondita, ricordando la vita di questo ragazzino francese cieco che, all’inizio dell’800, intuì la formazione di un codice per facilitare la comunicazione tra non vedenti, avvalendosi dell’esempio dei soldati napoleonici che comunicavano al buio delle trincee. L’invenzione di questo codice, che prese il nome di codice Braille, ha liberato dalla schiavitù culturale milioni di uomini, che hanno potuto istruirsi, acquisire un lavoro, una professione, un’attività sociale come tutti gli altri cittadini, nonostante la loro disabilità visiva e, come in particolare ha sottolineato il Prof. Paviglianiti, con quale forza e determinazione l’UICI è riuscita a far superare la logica degli istituti che emarginavano i ciechi isolandoli dalla società, per raggiungere l’agognato traguardo d’ inserire i ragazzi nella scuola pubblica, come è oggi, sostenendo in ogni maniera la loro istruzione.
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