RICORDANDO… – L’omaggio di Barcellona a Michele Stilo, il visionario che riportò il teatro a Tindari dopo duemila anni
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RICORDANDO… – L’omaggio di Barcellona a Michele Stilo, il visionario che riportò il teatro a Tindari dopo duemila anni

Una serata per celebrare un protagonista della cultura siciliana del Novecento e l’uomo che rese possibile la rinascita del Teatro Greco di Tindari.

Venerdì 26 giugno, alle ore 21

Nella suggestiva cornice della piccola cavea dei Giardini dell’Oasi di Barcellona Pozzo di Gotto, l’Associazione Genius Loci e la Pro Loco Manganaro, con il patrocinio del Comune, renderanno omaggio alla figura di Michele Stilo (1929-2000), regista, intellettuale e innovatore culturale, a settant’anni dalla storica riapertura agli spettacoli del Teatro Greco di Tindari.

L’iniziativa non rappresenta soltanto un momento commemorativo, ma l’occasione per rileggere una pagina fondamentale della storia culturale della Sicilia. Fu infatti proprio Michele Stilo a intuire, negli anni Cinquanta, le enormi potenzialità del teatro antico di Tindari, allora rimasto per secoli lontano dalla sua originaria funzione scenica. Ispirandosi alle esperienze già avviate a Siracusa e Taormina, immaginò, insieme ad un drappello di “illuminati” pattesi tra questi Ennio Mellina, che anche il promontorio tindaritano potesse tornare a essere luogo di rappresentazione e di incontro tra arte, storia e paesaggio.

Quella visione si concretizzò nel 1956 con la messa in scena dell’“Aiace” di Sofocle, spettacolo che segnò la riapertura del Teatro Greco-Romano di Tindari dopo circa duemila anni di inattività e diede origine a quello che sarebbe poi diventato il celebre Festival di Tindari, oggi tra le più longeve e prestigiose rassegne culturali della Sicilia.

La rappresentazione dell’Aiace fu un evento straordinario anche dal punto di vista scenografico. Stilo concepì un allestimento innovativo per l’epoca: il palcoscenico si estendeva idealmente verso il mare, tra tende, cavalli, armi e ulivi secolari, fondendo il paesaggio naturale con la drammaturgia classica e trasformando l’intero promontorio in un grande teatro a cielo aperto. Un’idea rivoluzionaria che contribuì a restituire il monumento alla sua vocazione originaria.

Negli anni successivi seguirono altre importanti produzioni classiche, dalle “Baccanti” alle “Troiane”, fino all’“Oreste” di Euripide e alle opere di Plauto e Menandro, consolidando il ruolo di Tindari nel panorama teatrale nazionale.

Ma il legame di Michele Stilo con il teatro non si fermò a Tindari.

Anche Barcellona Pozzo di Gotto fu protagonista delle sue intuizioni culturali. Nel 1957 portò sul sagrato del Duomo di San Sebastiano “La leggenda di ognuno” di Hugo von Hofmannsthal, tentando di avviare una tradizione di dramma sacro che avrebbe trovato piena espressione negli anni Sessanta con il “Sebastiano di Narbona”, scritto dallo stesso Stilo e interpretato da artisti del calibro di Alberto Lupo e Lydia Alfonsi, e successivamente con “Barabba” del drammaturgo belga Michel De Ghelderode.

La serata del 26 giugno sarà aperta dai saluti dei presidenti delle due associazioni promotrici, Bernardo Dell’Aglio e Salvatore Scilipoti, insieme a Luigi Stilo, figlio del regista.

Nel corso dell’incontro verrà proposta la lettura di un frammento dell’“Aiace”, mentre gli interventi di Pippo Bucca, Gino Trapani, Marcello Crinò e Andrea Italiano ripercorreranno la figura umana e artistica di Michele Stilo, il suo contributo alla rinascita culturale del territorio e la sua eredità nel mondo del teatro.

Parallelamente sarà allestita una mostra documentaria con fotografie, manifesti e materiali d’epoca che permetteranno di rivivere una stagione culturale irripetibile, quando il sogno di un giovane regista barcellonese riuscì a trasformarsi in una delle più importanti esperienze teatrali della Sicilia contemporanea.

A settant’anni da quella straordinaria intuizione, Barcellona Pozzo di Gotto si prepara così a rendere omaggio a uno dei suoi figli più illustri: un uomo che seppe guardare oltre il proprio tempo e che, attraverso il teatro, contribuì a restituire voce e anima a uno dei luoghi simbolo della cultura mediterranea

4 Giugno 2026

Autore:

redazione


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