A cominciare da Lucio, il più noto sicuramente dei tre, che era appassionato di letteratura e di poesia,elegantissimo poeta egli stesso; Casimiro, che coltivava con grande competenza l’hobby della fotografia, amava fotografare e sviluppare da sé le foto, era appassionato d’arte figurativa e ci ha lasciato dei deliziosi acquarelli che si ispirano a due ceppi f antastici, quello nordico –celtico dei fratelli Grimm e quello arabo-persiano de ”Le mille e una notte”, oltre a dedicarsi all’occultismo ed agli studi esoterici; infine Agata Giovanna che, appassionata di botanica, diede luogo ad un vero e proprio paradiso vegetale, con le Puje, le ninfee, tutte la varietà di cactacee e di palme tra cui la pregiata Cycas e le molte altre varietà vegetali, alcune piuttosto rare.
Questi luoghi, inoltre, furono cari anche a Tomasi di Lampedusa, cugino dei Piccolo, figlio di Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, sorella appunto di Teresa, madre dei Piccolo. Proprio in questa villa il principe trascorreva lunghi periodi della sua vita e qui scrisse molte pagine del famoso romanzo “Il Gattopardo”.
“Anima loci” a tutti gli effetti dunque …. magici e fantastici luoghi.
Passeggiare tra i viali di Villa Piccolo, cattura l’anima, la trasporta in una dimensione che, immersi ormai, come tutti siamo, nei frenetici ritmi di un quotidiano che ci deruba del tempo e della nostra più elevata essenza, risulta un vero toccasana per tutti coloro che desiderino “ricontattarsi” di tanto in tanto, godendo di una realtà dalle mille fantastiche suggestioni, donando ossigeno al proprio spirito.
Non è difficile immaginare che in simili luoghi, animi predisposti per nascita e dalla spiccata sensibilità, possano avere potuto così mirabilmente esprimere ogni loro caratteristica intrinseca, e che da quella loro torre d’avorio, di aristocratico isolamento intellettuale, che a tanta sdegnosa distanza dalla prosaica esistenza sembrava destinarli, abbiano saputo regalare all’umanità, testimonianza esemplare della loro vita.
I Piccolo furono gli ultimi Gattopardi, ultimi rappresentanti di quella aristocrazia siciliana che ebbe contatti prolifici con la nobiltà di tutt’Europa e che tanto ha arricchito di contenuti il panorama della cultura siciliana e italiana più in generale.
La Puja, in fiore, è visionabile sia nel giardino interno della Villa che nel parco.