Questa volta, peró, non sono stati i pescatori di frodo a violare i divieti imposti dal regolamento della riserva, istituita con D.A. del 21 giugno 2001, bensí due surfisti che, favoriti da un sostenuto vento di ponente, si destreggiavano a gonfie vele nelle acque di lago Faro.
Alcuni cittadini, disturbati dalla presenza inopportuna dei surfisti all’interno dell’area protetta e sensibili alla difesa dell’ambiente, informavano il personale preposto alla salvaguardia della Riserva di cui la Cittá Metropolitana di Messina é Ente Gestore.
Immediatamente veniva inviata dal neo Comandante della Polizia Provinciale, una pattuglia che affiancava l’unità attivata dai Carabinieri.
I pubblici ufficiali, giunti sul luogo segnalato, constatavano che i surfisti si erano giá dileguati non lasciando traccia della loro presenza, fortunatamente testimoniata da alcune foto scattate da testimoni presenti sul luogo e trasmesse dagli stessi alla Direzione Ambiente di Palazzo dei Leoni, competente in materia.
Allo scopo di salvaguardare la preziosa riserva, incastonata in un paesaggio unico nel suo genere, la Direzione Ambiente ha previsto un sistema di video sorveglianza che monitorerá continuamente la laguna di Capo Peloro allo scopo di prevenire e combattere quei fenomeni di illegalitá che possono compromettere il futuro dell’area protetta.
Va ricordato che proprio il lago Faro é meta di ricercatori di biologia marina, provenienti dalle diverse universitá italiane e straniere, che lo utilizzano come laboratorio di ricerca scientifica, grazie alle sue pecularietá che lo rendono unico al mondo.
Il Commissario Straordinario, dott. Filippo Romano, allo scopo di garantire un servizio di controllo sui luoghi, ha previsto a breve un incontro con i soggetti istituzionali interessati all’azione di vigilanza.
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