Mangiare alla Vecchia Caserma, in via Briganti 3, nel cuore della città vecchia, ma abbastanza defilata da quel fiume umano che, soprattutto nelle sere d’agosto, attraversa Gallipoli.
Il nome non è un’invenzione da marketing. Il locale occupa gli ambienti di un’antica caserma e conserva quella bella architettura salentina fatta di pietra, muri importanti e volte a stella. Dentro si sta bene, anche quando fuori il caldo diventa quasi una prova di resistenza; fuori, invece, ci sono i tavoli sistemati in una piazzetta che sembra ritagliarsi uno spazio tutto suo dentro il centro storico.
È probabilmente questo il primo pregio della Vecchia Caserma: non ha bisogno di urlare per farsi trovare.
Poi arriva la cucina. E qui il discorso diventa più interessante.
Il mare nel piatto, senza travestimenti
Le recensioni la collocano stabilmente tra gli indirizzi apprezzati per mangiare a Gallipoli e, leggendo i giudizi di chi ci è passato, alcune parole ritornano quasi ossessivamente: freschezza, qualità, abbondanza, cortesia. Ma le classifiche servono fino a un certo punto. Un ristorante lo si giudica quando arriva il piatto.
La cucina della Vecchia Caserma parte inevitabilmente dal mare, come dovrebbe accadere in una città che il mare ce l’ha davanti, dietro e praticamente dentro casa, ma prova anche a divertirsi con accostamenti meno scontati. Tra i piatti raccontati con maggiore entusiasmo ci sono, ad esempio, le polpette di polpo con cipolla caramellata e maionese della casa. Poi uno spaghettone cacio e pepe con gamberi viola e sedano croccante, incontro apparentemente azzardato tra la forza del formaggio e la dolcezza del crostaceo. E ancora i fusilloni con bisque di scampi e gamberi, dove il sapore del mare diventa più intenso, quasi concentrato.
È una cucina che non rinuncia alla materia prima per inseguire l’effetto speciale. E questa, soprattutto nei luoghi turistici, è già una buona notizia.
Le porzioni sono generose, il pesce è uno dei punti di forza e c’è quella sensazione, difficile da tradurre nelle recensioni con le solite stelline, di una cucina che vuole far uscire soddisfatto chi si è seduto a tavola. Anche il finale non viene trattato come una formalità: tiramisù, frolla con ricotta e cioccolato, dolci artigianali, fino al caffè. Piccolo dettaglio, forse. Ma sono spesso i dettagli a raccontare quanto un locale abbia attenzione per il cliente fino all’ultimo minuto.
E se quella sera si ha voglia di pizza?
Perché ridurre la Vecchia Caserma soltanto a ristorante di pesce sarebbe sbagliato. La pizza raccoglie giudizi altrettanto convinti: impasto ben lievitato, soffice ma con il fondo croccante, ingredienti di qualità.
Andrea e quella gestione che sa ancora di famiglia
Poi ci sono le persone.
Andrea, il titolare, giovane ma esperto da sempre, viene descritto come presente, disponibile, capace di consigliare senza trasformare il consiglio in una tecnica di vendita. Attorno a lui uno giovane, sorridente e attento. La Vecchia Caserma conserva infatti qualcosa della gestione familiare, ma senza utilizzare la parola “familiare” come alibi per l’approssimazione. È piuttosto il contrario.
C’è familiarità nell’accoglienza e professionalità nel servizio. Una combinazione meno scontata di quanto sembri.
Giusto per dirlo, ma le foto nel locale lo ricordamo, lui è figlio di Dario Levanto, che segnò il gol del pareggio per 1-1 contro il Messina, nel 1988, regalando al Lecce la sua seconda promozione in Serie
Il lusso di stare nel centro senza sentirne il rumore
Siamo nel centro storico di Gallipoli, a poca distanza dalla Spiaggia della Purità, dalla Cattedrale di Sant’Agata e dal Castello. Eppure via Briganti rimane sufficientemente appartata rispetto alle direttrici più congestionate della movida.
È una Gallipoli diversa. Quella delle viuzze, della pietra chiara, delle case antiche, delle volte, delle porte che nascondono cortili e stanze inaspettate. Una Gallipoli che invita ancora a rallentare.
Dopo cena? Basta salire
E qui la storia potrebbe tranquillamente finire. Invece c’è un piano di sopra.
Della stessa gestione fanno parte infatti le Dimore Briganti Gallipoli Centro, soluzione ricettiva che permette di trasformare la cena in qualcosa di più: si mangia e non bisogna neppure pensare all’automobile. Si sale e si va a dormire.
Le dimore mantengono la stessa filosofia della gestione: dimensione raccolta, poche stanze, ma servizi professionali. Camere climatizzate con ogni confort, Wi-Fi e una terrazza, con un mini piscina con idromassaggio ideale per gli aperitivi.
E poi c’è la colazione.
Che, a leggere i commenti di chi vi ha soggiornato, sembra essere diventata quasi un piccolo rito della casa: non qualcosa da consumare velocemente prima di uscire, ma un altro momento dell’ospitalità. Qui a gestitre il tutto è Silvia, la mamma di Andrea, che la racconta, la illustra agli opsiti, nde fa sentire e percepire i sapori, prima ancora di tirate fuori i vassoi dalla cucina. Sono rigorosamnwtw suddivisi in dolce e salato, e sono una delizia. E’ una di quelle colazioni capaci di ricordare che, quando si viaggia, anche il primo caffè,, la fritta, i dolci tipici, della mattina possono far parte del racconto.
Un indirizzo da segnare
Alla fine il punto è proprio questo. Gallipoli offre moltissimo e, proprio per questo, scegliere non è semplice. Ci sono ristoranti affacciati sul mare, locali eleganti, trattorie, pizzerie e tavolini disseminati praticamente ovunque nel centro storico.
La Vecchia Caserma ha scelto una strada differente. Dentro un edificio che ha una storia, con una cucina che parte dalla materia prima e un servizio nel quale il rapporto umano continua ad avere un peso.
MSM




























