Un blackout totale delle reti telefoniche e internet, ma nessuna interruzione nelle comunicazioni operative.
È questo il risultato più importante emerso dall’esercitazione AIB 2026 – MESSINA-TIRRENO, che il 9 maggio ha messo alla prova il sistema di radiocomunicazioni d’emergenza lungo la fascia tirrenica messinese.
L’attività, organizzata nell’ambito delle esercitazioni antincendio boschivo, ha simulato uno scenario critico caratterizzato dall’assenza delle reti ordinarie di comunicazione. Un test realistico che ha visto protagonista la Sala Radio attivata presso la SOUR, supportata dai radioamatori delle Organizzazioni di Volontariato, insieme alla Sala Operativa Avanzata (SOA) allestita al Campo Base di Castell’Umberto.
Per un’intera giornata sono stati verificati collegamenti radio dedicati, procedure operative, sistemi di backup e flussi gerarchici delle comunicazioni tra gli scenari operativi, la SOA e la SOUR. Il risultato finale è stato definito pienamente positivo: nessuna interruzione significativa, trasmissioni tempestive e coordinamento costante tra tutte le strutture coinvolte.
A emergere con forza è stato soprattutto il ruolo strategico della rete radio nella gestione delle emergenze di protezione civile. In particolare, fondamentale si è rivelato il ponte radio di Gioiosa Marea, considerato ormai una vera e propria spina dorsale delle comunicazioni operative lungo la costa tirrenica tra Messina e Palermo.
Per quasi otto ore consecutive, infatti, il sistema ha garantito collegamenti stabili e continui con la Sala Operativa Regionale di Palermo, dimostrando l’efficacia di una rete alternativa capace di assicurare il coordinamento anche in condizioni di potenziale isolamento tecnologico.
Secondo quanto riportato nella relazione tecnica redatta dalla componente TLC esercitativa ARI Termini Imerese, ERAP Palermo e dal responsabile di Sala, il dottor B. Mannella, in collaborazione con CISAR Messina, il collegamento tra SOUR e SOA “si è dimostrato idoneo a supportare le operazioni esercitative, assicurando efficacia, tracciabilità e tempestività nello scambio informativo”.
Tra gli aspetti più rilevanti emersi durante la prova figurano:
L’esercitazione ha quindi confermato quanto le radiocomunicazioni rappresentino ancora oggi uno strumento essenziale nelle grandi emergenze, soprattutto nei contesti legati agli incendi boschivi e agli eventi calamitosi, dove la continuità del coordinamento operativo può fare la differenza.
In un’epoca dominata dalle reti digitali, il test di AIB 2026 dimostra che la tecnologia radio tradizionale continua a essere una risorsa insostituibile per la sicurezza del territorio e per la protezione civile. Un presidio silenzioso ma decisivo, capace di garantire operatività anche quando tutto il resto si spegne.
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