“Mi sembra di aver capito dove s’infilano – annunciò a Canali quel pomeriggio, di fronte a me.
“E vengono dalla stessa via Trento in cui abito io, a circa trenta metri dal nostro portone.”
Canali si fece improvvisamente più attento. Mio padre proseguì affermando di esserne praticamente sicuro. La presenza di quegli uomini non si spiegava altrimenti. Erano lì per far quadrato attorno al loro boss, per proteggere la sua latitanza. Il sostituto procuratore gli fece un gesto interrogativo, come a esortarlo ad arrivare al punto. “Olindo, da qualche parte, vicino casa mia, c’è Nitto Santapaola.”
Il viso del magistrato si fece teso. Ne aveva ben donde, vista la caratura del personaggio. Santapaola era infatti in quel momento il capomafia incontrastato di tutta la Sicilia orientale.”
Sonia Alfano denuncia le ombre, i depistaggi e le coperture riguardanti l’assassinio del padre: il magistrato Canali, pochi giorni fa destinatario di un avviso di conclusione indagini per falsa testimonianza aggravata dal fine di agevolare l’associazione mafiosa Cosa Nostra, infatti, nonostante le scottanti rivelazioni di Alfano, non mosse un dito per agevolare la cattura di Santapaola. Il pericoloso boss sarà catturato soltanto pochi mesi dopo l’omicidio del giornalista barcellonese.
Valeria Bonanno
Ufficio Stampa Sonia Alfano
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