Approda in Parlamento il tema delle condizioni di lavoro nei collegamenti marittimi veloci tra Sicilia e Calabria.
La questione è stata sollevata dalla deputata Giulia Pastorella
Al centro del dibattito il cosiddetto “sistema dei 78 giorni”, un meccanismo basato su contratti di breve durata, interruzioni programmate e successivi reimpieghi dello stesso personale.
La questione è stata sollevata dalla deputata Giulia Pastorella, su impulso del delegato nazionale di Azione Massimiliano Miceli che, di concerto con la Segreteria Provinciale, ha raccolto e trasmesso le segnalazioni provenienti dal territorio messinese e dai lavoratori del comparto marittimo. Secondo quanto evidenziato, il sistema consentirebbe di evitare il raggiungimento della continuità lavorativa annuale, soglia che determinerebbe la stabilizzazione del rapporto di lavoro.
Il fenomeno, pur formalmente inquadrato nelle procedure previste tra imbarchi, sbarchi e iscrizioni al collocamento della gente di mare, produrrebbe effetti concreti di precarizzazione, a fronte di una continuità lavorativa di fatto.
A conferma delle criticità, vengono richiamate alcune pronunce del Tribunale del lavoro di Messina che, in casi specifici, hanno riconosciuto la reiterazione dei contratti qualificando il rapporto come a tempo indeterminato.
Un ulteriore aspetto riguarda il ricorso alle indennità di disoccupazione: tra un contratto e l’altro, i lavoratori accedono agli ammortizzatori sociali, con un utilizzo ripetuto di risorse pubbliche.
Sul punto è intervenuto anche il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini, che ha riconosciuto come il ricorso sistematico a contratti brevi, intervallati da periodi di sospensione, possa determinare effetti distorsivi sul piano occupazionale e sociale, oltre a possibili ripercussioni sulla finanza pubblica.
Il Ministero ha quindi annunciato l’avvio di ulteriori attività di analisi sui dati relativi agli imbarchi e alla durata dei periodi di servizio, ipotizzando anche una collaborazione con il Ministero del Lavoro per valutare eventuali interventi correttivi o aggiornamenti normativi.
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