L’umorismo macabro avrebbe potuto anche dire “cinquina”, se si pensa che altre quattro vittime sono state appena seppellite.
Di fatto percorrre la A20 è davvero un rischio.
Certamente l’elemento umano o le condizioni climatiche fanno la loro parte, velocità compresa, ma è innegabile che le condizioni di mantenimento del nastro asfaltato sono da deserto nigeriano.
Buche, manto viscido, poca pulizia, pozze d’acqua, avvallamenti, doppi sensi di marcia, alcuni ormai decennali, mettono a rischio meccanica, nervi, vite umane.
Una conta di morti che non si ferma più.
L’incidente è avvenuto oggi pomeriggio, all’interno della galleria “Maria Santissima del Tindari”, tra gli svincoli di Patti e Falcone, un tratto a doppio senso di circolazione.
Nello scontro fra un’auto, sembra un Opel Astra, ed un Tir, ha perso la vita un uomo che non è stato ancora identificato.
Le auto provenienti da Palermo verso Messina sono state obbligate a uscire al casello di Patti, stesso dire per chi giungeva da Messina, che doveva usciva a Falcone con l’intasamento (anche un incidente) sulla vecchia statale.
Sul posto la polizia stradale della A20 di Messina e i vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per estrarre il corpo dalla vettura.
Nella foto l’incidente di Cefalù di tre giorni fa.
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