Resta avvolta nel massimo riserbo la tragedia che ha sconvolto il territorio di Montagnareale, dove nel primo pomeriggio di ieri sono stati rinvenuti i corpi senza vita di Antonio Gatani, 82 anni, e dei fratelli Davis e Giuseppe Pino, di 26 e 44 anni, tutti cacciatori, in una fitta area boschiva sovrastante contrada Caristia, zona nota per l’attività venatoria.
Il ritrovamento ha immediatamente fatto scattare un imponente dispositivo di sicurezza. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Patti, coordinati dal capitano Giuseppe Rinella, che hanno delimitato l’area e avviato i primi accertamenti. Le indagini procedono nel massimo riserbo, coordinate dalla Procura della Repubblica di Patti, guidata dal procuratore Angelo Cavallo, che al momento non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Questa mattina, nonostante il maltempo e le difficili condizioni delle strade, spesso rese impraticabili dal fango, son o continuati i sopralluoghi nell’area dove è avvenuta la sparatoria, alla ricerca di tracce ma anche di eventuali bossoli per definiore quanti e quali armi abbiamo sparato. La zona, presidiata dai carabinieri, si presenta come un’area rurale e boschiva, con poche abitazioni sparse e una viabilità particolarmente precaria. Proprio l’isolamento del luogo rende ancora più complessa la ricostruzione di quanto accaduto.
Le parole del sindaco Sidoti
Il sindaco di Montagnareale, Salvatore Sidoti, presente anche ieri pomeriggio nelle aree prossime al luogo della tragedia ha voluto chiarire il senso delle sue dichiarazioni rilasciate a caldo e ribadire la vicinanza dell’amministrazione comunale alle famiglie colpite.
«Siamo rimasti profondamente scossi – ha dichiarato –. Anche se le vittime non erano residenti a Montagnareale, quando si viene a sapere che tre persone hanno perso la vita in questo modo, il dolore coinvolge tutti. È una tragedia che tocca l’intera comunità».
Sidoti ha inoltre sottolineato come alcune sue parole siano state fraintese: «Ho semplicemente specificato che non si trattava di cittadini di Montagnareale, ma questo non ha mai significato distanza o indifferenza. Anzi, siamo profondamente dispiaciuti e vicini alle famiglie delle vittime». Puntualizzando anche che quanto successo “lascia un senso di vuoto e sgomento”.
Le indagini
I tre corpi sono stati trovati distanziati l’uno dall’altro, ciascuno con il proprio fucile accanto. Saranno le perizie balistiche e gli accertamenti tecnico-scientifici a stabilire se le armi siano state effettivamente utilizzate e a chiarire la dinamica dei fatti, ma anche, visto che se ne parla, l’eventuale presenza di un quarto uomo.
Nella giornata di domani dovrebbe essere conferito l’incarico per l’autopsia, che con ogni probabilità sarà eseguita dal medico legale Giovanni Andò – le salme sono stta trasferfire agli ospedali di Patti e MIlazzo – già intervenuto per i primi rilievi sul posto. Al momento, le vittime risultano estranee a contesti criminali, ma gli investigatori mantengono aperte tutte le ipotesi.
Il ritrovamento è avvenuto dopo la segnalazione di un amico dei cacciatori, preoccupato per il loro mancato rientro. L’area, frequentata da cacciatori, è nota anche per la presenza dei suini neri dei Nebrodi allo stato brado e talvoltaè stata al centro di episodi di bracconaggio, elemento anch’esso al vaglio degli inquirenti.
«Attendiamo risposte –ha riferito il sindaco del paese – in questo momento possiamo solo stringerci al dolore delle famiglie e confidare nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto».
Montagnareale e l’intero comprensorio dei Nebrodi restano sospesi tra dolore, sgomento e attesa, in una vicenda che sta profondamente segnando il territorio.
il post sui social dell’amministrazione comunale
Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, in questo momento di grande smarrimento, tensione e preoccupazione per quanto accaduto sul territorio, esprime cordoglio e vicinanza ai familiari tutti colpiti da questo drammatico evento.