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TRUFFE – Tra Ficarra, Gioiosa Marea, Librizzi, Sinagra e Sant’Angelo di Brolo. La Finanza denuncia 191 falsi braccianti agricoli

Il raggiro avrebbe causato danni dell’INPS per oltre quattrocentomila euro. Sequestrati terreni per oltre trecentomila euro. A condurre l’operazione gli uomini della Tenenza della Finanza di Patti

E’ in corso l’azione della Guardia di Finanza della Tenenza di Patti a tutela della legalità nel comprensorio dei Nebrodi.

Indagini lunghe e complesse che da nove mesi tendono a tracciare la mappa e i contorni di questa truffa che si sono sviluppate in due distinte operazioni definendo un’azione illecita  per oltre quattrocentomila euro, ai danni dell’I.N.P.S., scoprendo centonovantuno falsi braccianti ed individuando ben ventiseimila giornate lavorative fittizie.

Inoltre, in esito ad un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Messina, dott.ssa Monia De Francesco su richiesta del Sost. Proc. dott.ssa Roberta La Speme della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, sono stati sottoposti a sequestro trenta ettari di terreni, ubicati nei Comuni di Sant’Angelo di Brolo e Librizzi, per un valore di trecentomila euro.

Al centro dell’operazione un’azienda agricola nel settore della coltura di frutta a guscio ed olivicolo operante nei Comuni di Ficarra, Gioiosa Marea, Librizzi e Sant’Angelo di Brolo e la fittizia rete di   rapporti di lavoro instaurati tra il titolare della stessa azienda e ben cento braccianti dipendenti dove sembra sia stato accertato che aalcuni di questi venivano contemporaneamente assunti in più aziende e luoghi diversi.

Gli accertamenti della Finanza sono stati estesi anche a questa seconda ditta individuale, presso la quale sono stati individuati ulteriori novantuno lavoratori agricoli assunti con le medesime modalità illecite.

 

I due titolari delle ditte individuali, C.G. di 67 anni e F.N. di 36 anni, residenti rispettivamente a San Pier Niceto e Raccuja, in concorso con i centonovantuno falsi braccianti agricoli, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Messina perché ritenuti, a vario titolo, responsabili del reato di induzione al falso del pubblico ufficiale e truffa ai danni degli enti previdenziali che prevede la reclusione da 1 a 5 anni. Come evidenziato, a conclusione delle indagini i finanzieri hanno sequestrato trenta ettari di terreni siti nel comprensorio nebroideo, per un valore di circa trecentomila euro.

L’operazione di servizio si si inserisce in una serie di controlli realizzati negli ultimi mesi dalle Fiamme Gialle della provincia messinese nella delicata area nebroidea a tutela della legalità dalle infiltrazioni della criminalità.

 

Redazione Scomunicando.it

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