Cronaca

TURISMO A MESSINA –  Basta improvvisazione, servono competenze vere

Franco Tiano ritorna sull’argomento tra nuove professionalità, “esperti” e sviluppi futuri

Per cambiare rotta servono azioni precise

In qualunque attività seria, prima di assumere ruoli dirigenziali, è fondamentale conoscere pratica, tecnica e normativa del settore. Nel turismo questo principio dovrebbe valere ancora di più, perché si tratta di un comparto vasto, complesso e in continua evoluzione. Eppure, a Messina, sembra che basti poco per essere considerati “esperti” o per ricoprire incarichi chiave.

La domanda è inevitabile: chi sono oggi i veri esperti di turismo? Chi siede nei palazzi delle amministrazioni o chi, quotidianamente, lavora sul campo e conosce davvero dinamiche, esigenze e cambiamenti? La realtà è dura da ammettere: oggi a Messina non c’è nessuno che possa dirsi esperto a 360 gradi del settore turistico.

C’è chi conosce la ristorazione, chi l’alberghiero, chi i viaggi organizzati. Ma il turismo non è la somma di comparti: è un ecosistema che richiede visione, programmazione, conoscenze legislative, capacità di adattamento continuo a un mercato in rapida trasformazione. Tecnologie, normative, esigenze dei viaggiatori, sensibilità ambientale e sociale: tutto cambia in fretta. Senza aggiornamento si resta indietro, senza competenze si fanno danni.

E i danni si vedono: fondi mal gestiti, promozioni inefficaci, mancate valorizzazioni del territorio, assenza di strategie integrate. Ancora più grave è il ruolo della politica: dichiarazioni che restano slogan, promesse senza piani concreti, assenza di dati, analisi e indicatori. Il turismo messinese non può restare ostaggio dell’approssimazione.

Grave è anche il silenzio della stampa locale, che spesso si limita a celebrare eventi e presenze estive, senza indagare le falle strutturali. Dove sono le inchieste serie, i focus sui fondi europei, sulla gestione dei porti turistici, sulla formazione dei dirigenti?

Per cambiare rotta servono azioni precise:

  1. Formazione obbligatoria e continua per chi ricopre ruoli pubblici nel turismo.

  2. Incarichi affidati a competenti veri, non a figure politiche.

  3. Pianificazione pluriennale basata su dati e analisi, non su improvvisazioni.

  4. Un osservatorio indipendente, con funzioni di monitoraggio e proposta.

  5. Una stampa coraggiosa, che sappia approfondire e denunciare.

Messina non può più sprecare tempo.

Per Franco Tiano, il turismo è una delle poche leve di sviluppo rimaste, ma non può essere governato con superficialità.

Chi vuole guidare il settore prima studi, si formi, acquisisca competenze reali. Solo così sarà possibile trasformare il turismo da occasione persa a opportunità concreta di crescita per l’intera comunità.

Redazione Scomunicando.it

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